Seconda ondata coronavirus: i Paesi più a rischio

Alcuni Paesi stanno assistendo a nuovi focolai di Covid-19 mentre riparte l’economia. Ecco quali sono i più a rischio di una seconda ondata di contagi.

Seconda ondata coronavirus: i Paesi più a rischio

Dalla Germania alla Cina, mentre le economia ripartono e si allentano sempre di più le misure restrittive, alcuni Paesi stanno assistendo a nuovi focolai di coronavirus. Gli esperti affermano che mentre molte nazioni sono ora meglio equipaggiate per gestire nuovi cluster, quelli con trasmissioni locali in corso sono ancora a rischio.

Seconda ondata coronavirus: governi meglio preparati

Proprio due giorni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvisato che la pandemia è entrata in una “nuova e pericolosa fase”. In Italia stiamo assistendo a un calo dei contagi, ma l’emergenza, stando a quanto riferito dall’OMS, è ancora viva e ci sono troppi Paesi con livelli di contagio allarmanti.

La nuova esplosione dei casi in Cina, a Pechino, con il ritorno del lockdown, ha fatto tremare il mondo per la paura di una seconda ondata di infezioni, specie in quegli Stati che hanno controllato la pandemia con un certo successo. Dall’Australia al Giappone alla Corea del Sud, nell’ultimo mese diversi Paesi hanno segnalato nuovi focolai.

Su come verrà affrontata una eventuale seconda ondata gli esperti concordano sul fatto che i governi ora sono meglio preparati per gestire un boom di pazienti, tuttavia restano delle sfide soprattutto riguardo il mantenere alta la guardia e assicurare che si rispettino le norme (distanziamento sociale, uso di mascherine in pubblico, sistemi di tracciamento dei contatti) per evitare che piccoli focolai rapidamente contenuti e isolati si trasformino in cluster più grandi e incontrollabili.

Dove si rischia di più un nuovo boom di contagi

Paul Tambyah, professore di medicina presso la National University of Singapore e presidente della società Internazionale di malattie Infettive con sede negli USA ha detto che le comunità e i Paesi maggiormente a rischio di una seconda ondata di casi sono quelli con casi in corso di trasmissione locale e con numeri giornalieri nell’ordine delle centinaia o migliaia.

Tra questi India, Stati Uniti, Brasile e Russia, ma anche Pakistan e Indonesia dove i bilanci sono ancora drammatici.

La Corea del Sud ha registrato un lieve rallentamento di nuovi casi nelle ultime tre settimane. Il prof. Lee Hoan-Jong della Seoul National University ha detto che è inevitabile che il virus si diffonderà rapidamente dopo che il Paese ha allentato le maglie delle restrizioni.

“Una seconda ondata può arrivare in qualsiasi momento fino a quando non uscirà un vaccino ampiamente disponibile e non verrà iniettato nel circa il 60% delle persone”.

Anche il Giappone preoccupa. Qui gli esperti in materia di sanità affermano che vi è un’alta probabilità che una seconda ondata di coronavirus colpisca il Paese. Tokyo osservata speciale, visto che i recenti casi vengono fatti risalire ai distretti della vita notturna. “Sappiamo che c’è un minor rischio di trasmissione nei mesi estivi”, ha detto il presidente dell’Associazione giapponese delle malattie infettive Kazuhiro Tateda, “il che significa che esiste la possibilità di una seconda ondata da ottobre in poi”.

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