Scuola: quando e come riapre

Teresa Maddonni

22 Gennaio 2021 - 17:50

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La scuola riapre in presenza il 25 gennaio in alcune regioni, dopo il rientro del 18 gennaio deciso dal governo che ha definito anche il come. La data infatti cambia per i territori che si sono discostati dall’intesa raggiunta. Il 7 gennaio sono rientrati i bambini di infanzia, elementari e medie.

Scuola: quando e come riapre

Quando riapre la scuola lo stabilisce il nuovo DPCM del governo in vigore dal 16 gennaio e fino al prossimo 5 marzo, che definisce anche come rientreranno in presenza in particolare i ragazzi delle scuole superiori.

La data prevista era quella di lunedì 18 gennaio, ma per molti ragazzi delle scuole superiori (e anche delle scuole medie) la scuola riapre in presenza il 25 gennaio.

Verranno adottate, come prescrive il DPCM, forme flessibili per l’attività didattica in presenza quindi è comunque sempre previsto un ricorso alla didattica a distanza al 50 per cento, come tra le altre cose già stabilito dall’11 gennaio da precedenti disposizioni che la maggior parte delle Regioni non ha seguito laddove sono intervenute le ordinanze dei presidenti regionali.

Il 7 gennaio sono rientrati in presenza i bambini dell’infanzia, della primaria e i ragazzi delle scuole medie, sebbene neanche in questo caso su tutto il territorio italiano.

Come riapre la scuola in presenza e qual è la percentuale di didattica a distanza e come cambia lo stabilisce sempre il nuovo DPCM anche in base al colore della Regione secondo l’ordinanza del ministro Speranza.

Scuola: la data di riapertura del 25 gennaio

La data scelta per la riapertura della scuola in presenza, dopo che il 7 gennaio in molte zone sono rientrati i bambini di infanzia, elementari e medie, è quella del 18 gennaio per i ragazzi delle superiori, cui tuttavia solo alcune Regioni si sono attenute e pertanto molti rientreranno il 25 gennaio.

Alcuni presidenti di Regione hanno addirittura stabilito, anche per i più piccoli in alcuni casi, di chiudere le scuole in presenza anche oltre la data del 18 gennaio, prevedendo la riapertura a febbraio.

A fare da apripista in questo caso sono state Friuli Venezia Giulia e Veneto che hanno fissato il rientro a scuola in presenza per le scuole superiori a dopo la fine di gennaio. Lezioni a distanza per le superiori fino al 31 gennaio 2021 anche in Calabria, Basilicata e Sardegna.

Il 25 gennaio la scuola riapre in presenza, salvo decisioni dell’ultima ora, per i ragazzi delle superiori di Liguria, Marche, Umbria e Puglia. Le Marche inizialmente avevano previsto la data del 1° febbraio, ora modificata.

La Campania ha previsto una riapertura graduale di medie e superiori: il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha comunicato che i ragazzi della secondaria di primo grado rientreranno il 25 gennaio e che un’ordinanza indicherà anche le modalità di ripresa delle lezioni in presenza per i ragazzi della secondaria di secondo grado a partire dal 1° febbraio.

Per i ragazzi delle superiori di Molise, Piemonte, Lazio ed Emilia-Romagna la scuola ha riaperto in presenza il 18 gennaio attenendosi al nuovo DPCM; Abruzzo, Toscana e Valle D’Aosta hanno riaperto l’11 mentre nelle Province autonome di Trento e Bolzano il 7 subito dopo l’Epifania.

Singolari i casi di Lombardia, Provincia autonoma di Bolzano e Sicilia. Le tre regioni sono state poste in zona rossa dal 17 gennaio pertanto i ragazzi delle superiori e delle classi e terze delle medie sono in didattica a distanza al 100 per cento. Tuttavia Bolzano si è opposta proseguendo le lezioni in presenza, mentre la Lombardia dovrebbe rientrare i zona arancione per un errore nei dati.

A spiegare come riapre la scuola in presenza, quando riaprirà secondo la data scelta dal governo o da ciascuna Regione, è sempre il nuovo testo che sarà in vigore fino al 5 marzo.

Come riapre la scuola in presenza

Come riapre la scuola in presenza per i ragazzi delle scuole superiori, prima ancora del nuovo DPCM, è l’intesa raggiunta nella Conferenza Unificata Stato-Regioni a dicembre a stabilirlo.

Con le nuove disposizioni si conferma che la scuola superiore adotta forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento. Per la restante parte l’attività didattica è svolta con modalità a distanza.

Resta ovviamente la possibilità, anche nelle regioni in zona rossa, di proseguire l’attività dei laboratori in presenza o per i ragazzi con disabilità e bisogni educativi speciali.

Tornando all’intesa sul protocollo con le linee guida per la riapertura delle scuole nella Conferenza Stato-Regioni la stessa riguarda anche e soprattutto i trasporti. Un comunicato del Miur di dicembre riferisce in merito:

“Con riferimento alla materia dei trasporti, l’accordo prevede che le istituzioni competenti riprogrammino, sulla base dei documenti operativi predisposti dai tavoli gestiti dai Prefetti, i servizi di trasporto pubblico locale e regionale e il conseguente fabbisogno di servizi aggiuntivi da attivare per garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico. Sulla base delle indicazioni contenute nei documenti prefettizi, si valuterà anche di incentivare lo smart working per il settore pubblico e privato e la flessibilità degli orari delle attività commerciali per scaglionare anche gli ingressi di altri settori oltre che di quello scolastico.”

Nell’intesa è stato stabilito anche che Regioni e Province autonome andranno a elaborare un Piano operativo per garantire l’applicazione rapida e tempestiva dei Protocolli sanitari relativi alle modalità di screening della popolazione studentesca.

Alle scuole verrà riservata la corsia preferenziale per i tamponi rapidi ai contatti stretti della persona contagiata. Per la riapertura della scuola viene anche stabilito un maggiore scaglionamento degli orari di ingresso con lezioni pomeridiane dove necessario sempre per quanto riguarda le scuole secondarie di secondo grado. A tal fine è previsto il salario accessorio per il personale ATA.

La scuola, come abbiamo anticipato, non riapre in presenza nelle regioni classificate in zona rossa per la secondaria di secondo grado e le classi seconde e terze delle medie.

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