Scuola: perché il MEF ha deciso di assumere meno insegnanti

Immissioni in ruolo 2019-2020: sono 53.627 le assunzioni autorizzate dal MEF per il prossimo anno scolastico, 5.000 in meno di quanto richiesto dal MIUR. Ecco perché il Ministero dell’Economia ha scelto di ridurre i posti.

Scuola: perché il MEF ha deciso di assumere meno insegnanti

Assunzioni scuola: c’è molta delusione per la decisione del MEF di autorizzare meno posti per le immissioni in ruolo rispetto a quelli che erano stati richiesti dal Ministero dell’Istruzione.

Tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato l’autorizzazione per l’assunzione a tempo indeterminato di 53.627 docenti, 5.000 in meno rispetto alla richiesta del Miur.

Una decisione che inevitabilmente ha creato del malcontento negli insegnanti i quali speravano in un numero molto più alto per la disponibilità di immissioni in ruolo per l’a.s. 2019-2020: d’altronde già i 58 mila posti individuati dal Miur non sembravano essere sufficienti per coprire il fabbisogno delle scuole, con il numero delle supplenze attese per il prossimo anno che potrebbe raggiungere le 170 mila unità.

Figuriamoci adesso che il MEF ha persino ridotto il contingente di posti destinato alle immissioni in ruolo. Insomma una decisione destinata a far discutere ma per la quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fornito le opportune giustificazioni.

Assunzioni scuola: autorizzazione per 53 mila immissioni in ruolo

Pensate che dalla mobilità sono rimasti vacanti 64.000 posti: nonostante questo dato il Miur nel chiedere l’autorizzazione al MEF per le assunzioni per l’a.s. 2019-2020 si è mantenuto basso indicando appena 58.627 immissioni in ruolo.

7.000 posti persi che hanno fatto molto discutere, ai quali però se ne aggiungono altri 5.000 visto che il MEF da parte sua ha ridotto ulteriormente il contingente a disposizione per le immissioni in ruolo portandolo a 53.727 posti.

Per quanto riguarda la distribuzione dei posti tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria (sia su posto comune che per il sostegno) non si hanno ancora notizie certe, ma nel frattempo il MEF ha fatto chiarezza sul motivo che l’ha portato a prendere questa tanto discussa decisione.

Assunzioni scuola: servono meno insegnanti perché si fanno pochi figli

Nella nota pubblicata per annunciare il via libera - ma con una riduzione di posti - per le assunzioni nella scuola, il MEF ha spiegato il perché ha deciso di autorizzare un contingente inferiore rispetto a quanto richiesto dal MIUR.

Secondo il MEF la richiesta presentata dal Ministero dell’Istruzione non teneva conto della “riduzione delle iscrizioni degli alunni, registrata specie nell’ultimo biennio, connessa con il calo della natalità”.

A tal proposito viene ricordato che “le dotazioni organiche complessive e la distribuzione delle stesse tra le regioni sono definite specificamente in base al grado di densità demografica e alla previsione dell’entità e della composizione della popolazione scolastica”.

Ecco perché, per quanto dolorosa, la scelta del Ministero dell’Economia non può essere contestata. Semmai deve far riflettere perché mette in luce un problema di cui si parla da tempo ma per il quale - dati alla mano - non è stata trovata ancora una soluzione: il calo delle nascite.

Pensate, infatti, che tra dieci anni si prevede unariduzione variabile tra il 13% e l’11% di studenti in ogni grado di istruzione: un calo che in termini assoluti equivale a circa 1 milione di studenti in meno rispetto ad oggi.

Ad essere maggiormente interessate dal calo della natalità - che inevitabilmente si ripercuote sul numero degli iscritti nelle scuole - sono le Regioni del Sud, per le quali si prevede un calo del 17%. Il problema però riguarda tutta Italia, con il numero degli studenti che già nell’a.s. 2019-2020 sarà inferiore a quello degli anni scorsi. A pagarne le conseguenze saranno gli insegnanti, per i quali le opportunità di lavoro vanno man mano a ridursi.

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