Scrutatori referendum taglio parlamentari: come fare domanda e compenso

Domenica 29 marzo si vota il referendum sul taglio dei parlamentari. Gli scrutatori sono fondamentali: vediamo come e chi può fare domanda in Comune, cosa fa lo scrutatore e il compenso.

Scrutatori referendum taglio parlamentari: come fare domanda e compenso

Referendum taglio dei parlamentari - il 29 marzo 2020 si avvicina, e c’è bisogno di scrutatori. Questa figura è fondamentale per la gestione della votazione e serve a validare i voti e a controllare carte d’identità e tessere elettorali. Per le ore di lavoro prestate, lo Stato offre una retribuzione forfettaria.

Fare lo scrutatore in occasione del referendum sul taglio dei parlamentari significa partecipare attivamente alla votazione, nell’allestimento , nello smantellamento del seggio e durante lo spoglio elettorale, in qualità di pubblico ufficiale. Per fare lo scrutatore è necessario iscriversi alle apposite liste del Comune di residenza e sperare di essere selezionati.

La data fissata per il referendum sul taglio dei parlamentari è domenica 29 marzo 2020 e per proporsi come scrutatori c’è tempo fino alla fine di febbraio.

Si tratterà di un referendum confermativo: se i sì superano i no sarà confermata la nuova composizione del Parlamento, che vede 345 poltrone in meno.

Passo numero 1: iscriversi nell’albo degli scrutatori

Il primo step per fare lo scrutatore al referendum sul taglio dei parlamentari è iscriversi all’Albo degli scrutatori del Comune di residenza. A prescindere dalla data della votazione, l’iscrizione all’albo può essere effettuata entro il 3 novembre di ogni anno. È buona norma comunque controllare se il Comune di residenza prevede delle date diverse.

La domanda di iscrizione può essere fatta di persona presso l’ufficio elettorale del Comune oppure via Pec. In ogni caso la domanda deve indicare: nome cognome, anno di nascita, residenza/domicilio, titolo di studio, assenza dei motivi di esclusione.

Nel caso in cui il numero degli iscritti all’albo non sia sufficiente, gli ulteriori scrutatori sono prescelti fra gli elettori.

Chi non può fare lo scrutatore

Sono motivi di esclusione:

  • non aver compiuto la maggiore età;
  • non avere la licenza media;
  • essere dipendente del Ministero dell’Interno;
  • appartenere alle Forze Armate;
  • essere segretari comunali;
  • essere tra i candidati alle elezioni per le quali si svolge la votazione.

Chi e come sceglie gli scrutatori per il referendum

Per molti anni gli scrutatori sono stati scelti tramite sorteggio. Questa modalità non è più in vigore; oggi si procedere con una individuazione in modo soggettivo dal Sindaco e dai consiglieri comunali.

L’assegnazione viene effettuata circa 20/25 giorni prima della data stabilita per la votazione e comunicata con un messo notificatore.

Cosa fa lo scrutatore?

Ogni seggio è composto da scrutatori (in numero proporzionato agli elettori) da un presidente, da un vicepresidente e da un segretario.

Gli scrutatori sono tenuti innanzitutto ad allestire il seggio e a preparare tutto il materiale che serve per votare. Durante il voto, ogni scrutatore è tenuto ad identificare gli elettori, verificare la validità dei documenti presentati, annotare il numero di tessera elettorale e timbrare. Gli scrutatori devono vigilare sulla correttezza della svolgimento del voto, ad esempio mantenere l’ordine e il silenzio e vegliare sull’utilizzo dei cellulari.

Quando la votazione si è conclusa, lo scrutatore deve procedere allo spoglio e al conteggio dei voti validi e di quelli da annullare. Di questi dovrà redigere un’apposita tabella.

Durante tutte le attività legate alla votazione, gli scrutatori sono considerati pubblici ufficiali e quindi rispondono anche penalmente delle omissioni o irregolarità commesse.

Rinunciare al ruolo di scrutatore

Una volta scelti come scrutatori bisogna rispettare l’impegno preso. È possibile rinunciare in caso di gravi e giustificati motivi che deve essere comunicata entro 48 ore dalla notifica dell’incarico.

Quanto guadagna uno scrutatore?

Non tutti gli scrutatori vengono pagati allo stesso modo. Il compenso infatti dipende dalla tipologia di elezione, dall’importanza del seggio e dal numero di schede da controllare.

Per il referendum il compenso è di 104 euro, a cui si aggiungono altri 22 euro per ogni altra consultazione che avviene lo stesso giorni. Mentre per le elezioni politiche il compenso è di 215 euro e 25 euro per ogni altra votazione contemporanea. Mentre per le europee gli scrutatori vengono pagati 96 euro e 49 euro nei seggi speciali.
Questi importi non costituiscono redditi e quindi non devono essere inseriti in dichiarazione dei redditi. Qui tutto sui compensi di scrutatori, segretari e presidenti di seggio: Quanto guadagnano scrutatori e presidenti di seggio alle elezioni

Lo scrutatore prescelto che è lavoratore dipendente ha diritto ad un giorno di riposo retribuito per la domenica in cui si tiene il referendum e anche a uno o due giorni di assenza retribuita se questa è necessaria ad allestire/smontare il seggio.

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