SPID e domicilio digitale: le novità del decreto Semplificazioni 2020

SPID e domicilio digitale: le novità del decreto Semplificazioni 2020

SPID e domicilio digitale, novità nel decreto Semplificazioni 2020 per snellire e digitalizzare il rapporto tra cittadini e pubbliche amministrazioni.

Il testo del decreto legge n. 76 del 16 luglio 2020 elegge lo SPID a strumento utile per la riduzione di oneri ed adempimenti dei contribuenti.

L’accesso a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione potrà avvenire in modalità digitale, anche grazie all’implementazione dell’App IO, predisposta proprio come strumento per rendere più semplice ed immediato lo scambio di informazioni tra cittadini e PA, ma conosciuta ad oggi per essere lo strumento per richiedere il bonus vacanze.

L’identificazione con lo SPID sostituirà inoltre il documento di riconoscimento e, tra le altre cose, consentirà di attestare qualifiche e dati dell’utente, come il possesso di abilitazioni, l’iscrizione in albi, elenchi o registri pubblici.

Domicilio digitale anche per i professionisti non iscritti in albi e sanzioni per le imprese che, entro il 1° ottobre 2020, non comunicheranno o aggiorneranno il proprio domicilio digitale al Registro delle Imprese.

Sono queste alcune delle novità previste dal decreto Semplificazioni 2020. Lo sviluppo dell’Italia digitale diventa, nelle intenzioni dell’Esecutivo, una delle chiavi di volta per sbloccare il Paese e ridurre la burocrazia.

SPID: le novità del decreto Semplificazioni 2020. L’identità digitale come prova d’identità

La verifica dell’identità digitale con significativo livello di garanzia produce gli effetti del documento di riconoscimento equipollente al fine di accertare l’identità del contribuente.

L’accesso ai servizi pubblici tramite lo SPID comporterà il venir meno della necessità frequente di fornire copia della propria carta d’identità. La digitalizzazione entra a pieno titolo nel rapporto tra cittadini e Stato.

L’articolo 24 del testo del decreto Semplificazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 16 luglio 2020, stabilisce che lo SPID di livello idoneo a garantire un significativo livello di sicurezza,

“attesta gli attributi qualificati dell’utente, ivi compresi i dati relativi al possesso di abilitazioni o autorizzazioni richieste dalla legge ovvero stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche, secondo le modalità stabilite da AgID con Linee guida.”

Basterà quindi lo SPID non solo per identificarsi, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione ma, ai sensi del comma 6 del medesimo articolo, viene stabilito che dal 28 febbraio 2021 SPID e carta d’identità elettronica dovranno essere gli unici strumenti di identificazione del cittadino.

Una novità di rilievo che, ad una prima lettura delle modifiche al CAD previste dal decreto Semplificazioni, si applicherebbe a tutti i servizi della PA, compresi quelli di INPS ed Agenzia delle Entrate, chiamate di fatto a dismettere le proprie credenziali per l’accesso ai servizi online (si pensi al Pin INPS ordinario o dispositivo, o alle credenziali Fisconline).

L’accesso ai servizi pubblici in modalità digitale sarà poi obbligatorio per tutti i soggetti pubblici che, entro il 28 febbraio 2021, dovranno avviare progetti di trasformazione digitale. Lo SPID assume quindi un ruolo centrale nella semplificazione procedurale nel rapporto tra Stato e cittadini.

Allo SPID si affiancano la CIE e la CNS, due strumenti già ad oggi utilizzato per l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione.

Domicilio digitale per professionisti ed imprese: le novità del decreto Semplificazioni 2020

L’articolo 37 del decreto Semplificazioni 2020 affronta poi il tema del domicilio digitale nei rapporti tra professionisti, imprese e Pubblica Amministrazione.

L’elezione del proprio domicilio digitale sarà obbligatoria, entro il 1° ottobre 2020, per tutte le imprese già costituite in forma societaria, che dovranno comunicare al registro delle imprese il proprio indirizzo, in luogo della comunicazione della PEC.

Le imprese già costituite che non comunicheranno il domicilio digitale entro ottobre saranno sottoposte alla sanzione di cui all’articolo 2630 del Codice Civile, di importo raddoppiato.

L’ufficio del registro delle imprese, contestualmente all’erogazione della sanzione, assegnerà d’ufficio un domicilio digitale, acquisito mediante gara nazionale bandita da Consip SPA.

Nel caso di domicilio inattivo, all’impresa verranno dati 30 giorni di tempo per indicarne uno nuovo.

Obbligo di comunicazione del domicilio digitale anche per i professionisti iscritti in albi ed elenchi, entro 30 giorni, pena la diffida o sospensione.

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