Discorso Putin 9 maggio: guerra e nazismo, cosa ha detto il presidente russo

Alessandro Cipolla

9 Maggio 2022 - 10:48

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Lunedì 9 maggio Vladimir Putin ha tenuto l’atteso discorso in occasione della ricorrenza della vittoria sui nazisti durante la Seconda guerra mondiale: ecco cosa ha detto il presidente russo.

Discorso Putin 9 maggio: guerra e nazismo, cosa ha detto il presidente russo

Tutto il mondo ha atteso anche con un po’ di ansia il discorso di Vladimir Putin, che lunedì 9 maggio è intervenuto dalla Piazza Rossa di Mosca in occasione della Festa della Vittoria, la ricorrenza che in Russia celebra la resa della Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale.

Nell’ex Unione sovietica la Festa della Vittoria è celebrata dal 1965. Dopo il crollo del Muro di Berlino, la ricorrenza è caduta un po’ nel dimenticatoio per poi riprendere lustro e visibilità da quando c’è Vladimir Putin al potere.

Dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina, questo appuntamento si pensava potesse essere il punto di svolta della guerra in atto. Oltre alla immancabile sfilata militare, da annotare sui taccuini c’è stato ben poco.

Chi si aspettava la dichiarazione di una guerra totale o altri roboanti annunci è rimasto deluso: nel suo discorso Vladimir Putin non è andato oltre la solita retorica sul nazismo e sull’atto preventivo per evitare una aggressione alla Russia.

Il discorso di Putin: cosa ha detto il 9 maggio

Stando alle intelligence occidentali, Vladimir Putin durante il discorso del 9 maggio avrebbe dovuto dichiarare la “guerra totale” in Ucraina con conseguente introduzione della legge marziale in Russia e una chiamata di massa alle armi.

Nel suo atteso discorso invece Vladimir Putin per prima cosa ha voluto omaggiare i suoi soldati: “Compagni ufficiali, sottoufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria. Anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria”.

Immancabile poi è stato il riferimento alla sconfitta della Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale: “Mi rivolgo alle nostre forze armate e alle milizie del Donbass: voi combattete per la sicurezza patria e per il futuro, affinché non ci sia posto nel mondo per i criminali nazisti”.

La parte più interessante del discorso di Vladimir Putin è stata senza dubbio quella in cui il presidente russo, per giustificare l’avvio della operazione speciale in Ucraina, ha parlato di “una minaccia diretta vicino ai confini russi, perché un attacco era stato preparato, anche alla Crimea”.

L’aggressione nelle nostre terre storiche della Crimea è stata una minaccia ai nostri confini, inammissibile per noi - ha dichiarato Putin - Il pericolo è cresciuto ogni giorno, il nostro è stato un atto preventivo, una decisione necessaria e assolutamente giusta”.

Di certo la Russia in occasione della Festa della Vittoria ha provato anche a mostrare i muscoli facendo bella mostra delle sue armi nucleari, con in testa i devastanti missili Sarmat (detti anche non a caso Satan) il cui utilizzo è stato simulato qualche giorno fa nell’enclave baltica di Kalinigrad.

Stiamo lottando per la libertà dei nostri figli, e quindi vinceremo - ha replicato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alle parole di Vladimir Putin - Non dimenticheremo mai cosa hanno fatto i nostri antenati durante la Seconda guerra mondiale, in cui morirono più di otto milioni di ucraini. Molto presto ci saranno due Giorni della Vittoria in Ucraina. E qualcuno non ne avrà nessuno”.

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