Sondaggio: il Recovery fund non è sufficiente

I risultati del sondaggio di Money.it: per la maggior parte dei lettori il piano annunciato dalla Commissione Europea non è sufficiente per fronteggiare la crisi dovuta al coronavirus in Italia.

Sondaggio: il Recovery fund non è sufficiente

Il Recovery fund non è sufficiente per fronteggiare in Italia la crisi sanitaria ed economica dovuta al coronavirus. Questo è il responso del sondaggio proposto da Money.it ai suoi lettori, con il 43,8% dei rispondenti che si è detto non soddisfatto del piano proposto dalla Commissione Europea per sostenere i Paesi membri.

Sondaggio: Recovery fund, dobbiamo davvero festeggiare?

  • No, non è sufficiente - 43,8%
  • Sì, è una mano tesa dall’UE - 37,1%
  • In parte, è un aiuto ma non è abbastanza - 16,1%
  • Non so / Non risponde - 3,0%

Guardando il sondaggio, che ricordiamo non ha valore scientifico in quanto non è realizzato a campione ma solamente fortemente indicativo, si può vedere come invece per il 37,1% dei partecipanti l’accordo sia favorevole per il nostro Paese, mentre per il 16,1% il Recovery fund da solo non è sufficiente a risolvere ogni problema.

Dopo una lunga trattativa, alla fine Ursula von der Leyen ha presentato il piano della Commissione Europea, denominato NextGenerationEu, per sostenere i Paesi membri in questo momento di grande crisi sanitaria ed economica.

Un “bazooka” da 750 miliardi complessivi, che saranno raccolti grazie in larga parte dall’emissione di bond europei, dei quali 500 miliardi assegnati come sussidi a fondo perduto e i restanti 250 miliardi come prestiti a lunga scadenza.

Nel dettaglio per l’Italia, che sarà il Paese destinatario della fetta più grande della ricca torta, sono in arrivo dal Recovery fund complessivamente 172,7 miliardi: 81,807 miliardi sotto forma di aiuti a fondo perduto e 90,938 miliardi come prestiti.

Il sondaggio sul Recovery fund

Giuseppe Conte fin dall’inizio di questa crisi dovuta al coronavirus lo ha sempre ripetuto: più che al MES ritenuto insufficiente, l’Italia deve puntare ad avere un adeguato aiuto economico da parte del Recovery fund.

A Bruxelles da settimane è in corso un serrato braccio di ferro. Da una parte Italia, Francia e Spagna che puntavano ad avere questi soldi come sussidi, dall’altra invece i rigidi Olanda, Austria e Danimarca che invece parlavano comunque di un prestito.

Alla fine Ursula von der Leyen, che insieme alla Germania ha svolto il ruolo dell’arbitro, è riuscita a trovare una mediazione in seno alla Commissione Europea: 750 miliardi in totale, 500 a fondo perduto e 250 come prestito.

L’Italia sarà il Paese che riceverà il finanziamento più sostanzioso, 172,7 miliardi in totale di cui 81,807 in sussidi e 90,938 come prestito, seguita da Spagna (140,446 miliardi) e Polonia (63,839 miliardi).

Stabilite le cifre, adesso però inizia la complessa trattativa tra tutti i leader dei 27 Paesi dell’UE, per arrivare a una fumata bianca anche per quanto riguarda i dettagli della concessione di questo fiume di denaro.

L’appuntamento decisivo, nel quale Olanda e Austria hanno già annunciato battaglia, sarà quello del 18 giugno quando si terrà il Consiglio Europeo. Se non dovesse arrivare un accordo, il tutto sarebbe rimandato al 3 luglio quando ci potrebbe essere un secondo vertice prima della pausa estiva.

La parte dei soldi che arriverà sotto forma di prestito dovrà essere restituiti dai vari governi a partire dal 2028, con il debito che poi deve essere saldato a basso costo entro il 2058.

Materialmente questi fondi però saranno a disposizione dei vari Paesi non prima del 2021, quando l’Unione Europea inizierà a rastrellare i soldi dal mercato, con una piccola parte che si spera possa arrivare già a settembre.

Se il premier Giuseppe Conte ha espresso grande soddisfazione per l’annuncio di Ursula von der Leyen, al tempo stesso Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono detti scettici sulle tempistiche dell’erogazione e su quello che sarà poi l’esito del Consiglio Europeo.

In questo scenario, guardando i risoltati del sondaggio proposto da Money.it, emerge come la decisione presa dal Consiglio Europeo non sembrerebbe essere così entusiasmante come invece dipinta da parte del governo.

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1 commento

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Baronsmorris • 1 mese fa

Cercare in tutti in tutti i modi di aggregare nazioni come l’Unione Europea e non tener conto della particolarità di ognuno di esse, mi sembra folle.
L’Europa non funziona nella maniera più assoluta, e noi ITALIANI non abbiamo bisogno di chiedere ad altre entità quando dobbiamo affrontare questioni delicate che occupano il nostro paese.
Non vogliamo essere succubi di nessuno; riusciamo molto meglio da soli che insieme agli altri.
Con tutto il rispetto delle altre nazioni, ognuno deve governarsi per fatti propri lasciando solo accordi di libero scambio commerciale, anche perchè, l’EURO è stato voluto dai lobbisti, dagli speculatori, e non da quelle nazioni pure, cristalline, fatte di politici che amano il proprio paese e magari anche un Europa con moneta unica.
Ma non è cosi!
E’ il momento di uscire e appropriasi della propria libertà economica, e soprattutto della nostra finanza.
L’URLO E’ USCIRE DALL’EURO.

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