Risparmiometro e Superanagrafe: gli strumenti del Fisco per scovare gli evasori

Il Fisco ha messo in azione i suoi strumenti per lotta all’evasione e controlli fiscali sui contanti: il Risparmiometro e la Super anagrafe. A far scattare i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate uno scostamento tra entrate e uscite superiore al 20%.

Risparmiometro e Superanagrafe: gli strumenti del Fisco per scovare gli evasori

Risparmiometro e Superanagrafe: ecco quali sono gli strumenti di cui il Fisco dispone scovare gli evasori.

In questi mesi si parla molto di lotta ai contanti e guerra all’evasione, visto che i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate sono iniziati a pieno regime anche per le persone fisiche, e non più solo per le società.

A far scattare gli accertamenti sarà lo scostamento superiore al 20% tra entrate e uscite sul conto corrente.

Ma l’atteggiamento del Governo nei confronti degli evasori è davvero così irreprensibile?

Risparmiometro e Superanagrafe: ecco come il Fisco scova gli evasori

I progressi della tecnologia informatica sono a vantaggio di tanti campi, tra cui il Fisco.
Saranno infatti due gli strumenti nelle mani del Fisco a essere usati per la lotta all’evasione: il risparmiometro e il superanagrafe.

Il risparmiometro in pratica è un algoritmo che verifica se i risparmi accumulati in un anno sono coerenti con i redditi dichiarati allo Stato.

Nel caso in cui dovesse emergere uno scostamento superiore al 20% tra entrate e uscite, il sistema manda un avviso a cui seguono i controlli.

In pratica, se un contribuente dichiara un certo reddito annuo ma allo stesso tempo risulta titolare di risparmi in banca ritenuti superiori alle proprie possibilità, allora scatta il controllo dell’Agenzia delle Entrate per sapere quali fonti di reddito sono state utilizzate per sostenere le spese ordinarie: una vera e propria guerra ai contanti.

Il Risparmiometro prende in considerazione non solo l’anno fiscale corrente, ma anche quelli precedenti.

Il Risparmiometro prende questa enorme mole di dati dal cosiddetto Superanagrafe, ovvero un database costituito dai dati sia dell’Agenzia delle Entrate che dalla Guardia di Finanza.

Per questo motivo sarà possibile incrociare i dati dei conto correnti con le risultanze sui redditi, dichiarati o meno.

Se ne parla molto in questo periodo, ma in realtà l’iter del Risparmiometro era iniziato già col decreto Salva-Italia del 2011, quindi risalente al Governo Monti (ma è stato vittima della leggendaria lentezza della burocrazia italiana).

Risparmiometro e Superanagrafe: addio alla privacy

La strada per far approvare due strumenti del genere è stata lunga, vista l’enorme controversia che si apre dal punto di vista della protezione dei dati personali.

Alla fine, comunque, il Garante della Privacy ha dato l’ok, prima sulla sicurezza dei mezzi con cui i dati saranno trasmessi tra banche e intermediari finanziari, e poi sull’uso di questi stessi dati.

A questo punto è stato possibile procedere con la sperimentazione, che l’Agenzia delle Entrate ha fatto partire nell’agosto del 2018 dalle società.

Da quest’anno lo stesso modello viene applicato alle persone fisiche, interrogando la Superanagrafe su dati come il saldo a inizio e fine anno, i movimenti in entrata e in uscita, la giacenza media sul conto.

Questi dati saranno usati anche dalla Guardia di Finanza in caso di sospetta evasione fiscale.

Cosa vuole fare il Fisco col risparmiometro? L’obiettivo è di far emergere il contante tenuto nascosto, proprio come il condono per il denaro nelle cassette di sicurezza (stimato tra i 100 e 200 miliardi).

La verità è che l’atteggiamento del Governo è ambiguo e ambivalente nei confronti dell’evasione, perché per quanto riguarda il contante non dichiarato, è estremamente complicato verificare quale sia di provenienza lecita e quale invece ottenuto illegalmente.

Insomma, il Grande Fratello fiscale, in cui i protagonisti sono i nostri risparmi, è iniziato, con gli occhi dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza fissi sul nostro portafogli.

“Contanti” saluti alla privacy.

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