Risparmiometro e Superanagrafe: gli strumenti del Fisco per scovare gli evasori

La Super anagrafe ed il risparmiometro sono due degli strumenti dell’Agenzia delle Entrate per il contrasto all’evasione fiscale. Il primo è stato sperimentato nel 2018 sulle società e ora sarà applicata anche ai conti correnti delle persone fisiche.

Risparmiometro e Superanagrafe: gli strumenti del Fisco per scovare gli evasori

Risparmiometro e Superanagrafe: ecco gli strumenti con cui il Fisco darà la caccia agli evasori.

La lotta all’evasione fiscale è una delle priorità del Governo, sia di quello che si è appena formato che del precedente esperimento 5Stelle-Lega.

L’ex Governo gialloverde, nonostante un atteggiamento contraddittorio nei confronti dell’evasione (perché l’idea di condonare il contante sommerso senza aver modo di essere sicuri della legalità della provenienza è quanto meno contraddittoria) ha completato l’iter per l’avvio di strumenti di controllo come il Risparmiometro e la Superanagrafe.

Il Risparmiometro è un algoritmo che verifica che i risparmi accumulati siano coerenti con i redditi dichiarati, e per farlo si appoggia alla Superanagrafe, un database costituito dai dati sia dell’Agenzia delle Entrate che dalla Guardia di Finanza.

La Superanagrafe è stata già sperimentata nel 2018 sulle società, e ora è applicata anche ai conti correnti delle persone fisiche.

I controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate scattano nel momento in cui si verifica uno scarto superiore al 20% tra risparmi e spese sul conto corrente.

Superanagrafe, cos’è e come funziona

La Superanagrafe è un database costituito dai dati dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.

Si tratta dunque di un’enorme mole di dati a disposizione del Fisco, con cui diviene molto più semplice controllare gli scostamenti tra entrate e uscite sui conti correnti.

In un primo momento, nel 2018, la Superanagrafe è stata utilizzata in via sperimentale sulle società, e da agosto di quest’anno lo stesso meccanismo viene applicato ai conti correnti delle persone fisiche.

Le informazioni contenute nel database della Superanagrafe sono:

  • saldo del conto corrente a inizio e fine anno;
  • movimenti di entrata e uscita;
  • giacenza media.

Una volta individuati i criteri con cui selezionare i contribuenti evasori totali o paratotali, si incrociano i dati contenuti nel database della Superanagrafe con quelli dell’Anagrafe Tributaria: il risultato sarà una lista di possibili evasori.

Questa lista verrà trasmessa agli uffici provinciali, che procederanno con gli accertamenti.

In questa prima fase il contribuente potrà “difendersi” giustificando le anomalie riscontrate se in possesso di tutta la documentazione necessaria.

In caso contrario, partirà l’accertamento vero e proprio da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Risparmiometro e Superanagrafe: ecco come il Fisco scova gli evasori

I progressi della tecnologia informatica sono a vantaggio di tanti campi, e a trarne i benefici c’è anche il Fisco.

I due strumenti in mano all’Amministrazione Finanziaria, Risparmiometro e Superanagrafe, sono infatti capolavori di algoritmi e database.

Il risparmiometro, detto anche Evasometro, è dunque un algoritmo che verifica se i risparmi accumulati in un anno sono coerenti con i redditi dichiarati allo Stato.

Nel caso in cui dovesse emergere uno scostamento superiore al 20% tra entrate e uscite, il sistema manda un avviso a cui seguono i controlli.

In pratica, se un contribuente dichiara un certo reddito annuo ma allo stesso tempo risulta titolare di risparmi in banca ritenuti superiori alle proprie possibilità, allora scatta il controllo dell’Agenzia delle Entrate per sapere quali fonti di reddito sono state utilizzate per sostenere le spese ordinarie: una vera e propria guerra ai contanti.

Il Risparmiometro prende in considerazione non solo l’anno fiscale corrente, ma anche quelli precedenti.

Come anticipato, il Risparmiometro consulta questa enorme mole di dati dalla cosiddetta Superanagrafe, ovvero un database costituito dai dati sia dell’Agenzia delle Entrate che dalla Guardia di Finanza.

Per questo motivo sarà possibile incrociare i dati dei conto correnti con le risultanze sui redditi, dichiarati o meno.

Se ne parla molto in questo periodo, ma in realtà l’iter del Risparmiometro era iniziato già col decreto Salva-Italia del 2011, quindi risalente al Governo Monti (ma è stato vittima della leggendaria lentezza della burocrazia italiana).

Risparmiometro e Superanagrafe: addio alla privacy

La strada per far approvare due strumenti del genere è stata lunga, vista l’enorme controversia che si apre dal punto di vista della protezione dei dati personali.

Alla fine, comunque, il Garante della Privacy ha dato l’ok, prima sulla sicurezza dei mezzi con cui i dati saranno trasmessi tra banche e intermediari finanziari, e poi sull’uso di questi stessi dati.

A questo punto è stato possibile procedere con la sperimentazione, che l’Agenzia delle Entrate ha fatto partire nell’agosto del 2018 dalle società.

Da agosto di quest’anno lo stesso modello viene applicato alle persone fisiche, interrogando la Superanagrafe su dati come il saldo a inizio e fine anno, i movimenti in entrata e in uscita, la giacenza media sul conto.

Cosa vuole fare il Fisco col Risparmiometro? L’obiettivo è di far emergere il contante tenuto nascosto.

Insomma, il Grande Fratello fiscale, in cui i protagonisti sono i nostri risparmi, è iniziato, con gli occhi dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza fissi sul nostro portafogli.

“Contanti” saluti alla privacy.

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