Rimborso 730/2026 in busta paga, quando arriva? Ecco il calendario aggiornato e gli importi massimi in base al reddito.
Da oggi è possibile inviare il modello 730/2026 e richiedere così il rimborso Irpef direttamente in busta paga.
Ricordiamo che per i lavoratori che percepiscono esclusivamente redditi da lavoro dipendente e hanno una sola Certificazione Unica, le possibilità di ottenere un rimborso Irpef - erogato dal datore di lavoro su disposizione dell’Agenzia delle Entrate - sono generalmente più alte. D’altronde, le detrazioni 2026 che consentono di ridurre l’imposta Irpef già trattenuta dal datore di lavoro nelle buste paga dello scorso anno sono diverse. Per questo motivo, ci sono buone possibilità di ricevere un rimborso che, nel migliore dei casi, può arrivare già a luglio.
Perché “nel migliore dei casi”? Perché le tempistiche del rimborso Irpef dipendono sia dalla data di invio della dichiarazione dei redditi che dal modello utilizzato.
I tempi sono generalmente più brevi per chi presenta il modello 730/2026, sia nella versione precompilata sia tramite Caf o patronato. Fa eccezione il caso in cui il rimborso risulti superiore a 4.000 euro, situazione nella quale l’Agenzia delle Entrate può disporre ulteriori controlli prima dell’erogazione.
Ecco perché conviene non perdere tempo: raccogliere subito la documentazione necessaria e inviare il modello 730/2026, verificando con attenzione che non ci siano errori o omissioni, può consentire di ricevere il rimborso dell’Agenzia delle Entrate già tra pochi mesi. Di seguito vediamo le date da tenere a mente e qualche esempio sugli importi.
Modello 730/2026: quando arriva il rimborso Irpef
Anche nel 2026 resta in vigore la tempistica mobile per i conguagli Irpef. Questo significa che per il rimborso del 730/2026 non c’è una data unica valida per tutti, ma un calendario che dipende dal momento in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi.
Nel dettaglio, sono previste cinque finestre temporali per la trasmissione del modello e, di conseguenza, diverse tempistiche per l’accredito dei rimborsi Irpef.
I primi a ricevere la somma riconosciuta - calcolata sulla base dell’imposta dovuta, delle detrazioni e delle deduzioni fiscali spettanti - sono coloro che presentano il modello 730/2026 entro il 31 maggio. Per questi contribuenti, infatti, il rimborso Irpef può arrivare già nel mese di luglio 2026 e, per i lavoratori dipendenti, direttamente in busta paga.
Questo perché entro il 15 giugno 2026 devono essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate i risultati finali delle dichiarazioni presentate entro il 31 maggio. Il datore di lavoro, ricevuto il prospetto di liquidazione, potrà quindi effettuare il conguaglio sul primo stipendio utile, generalmente a partire dal mese successivo.
I tempi per l’arrivo dei rimborsi Irpef sono quindi collegati ai termini entro i quali il risultato finale della dichiarazione dei redditi viene comunicato all’Agenzia delle Entrate e poi messo a disposizione del sostituto d’imposta. A tal proposito, il calendario da prendere come riferimento per il 2026 è il seguente, ricordando che il modello 730 può essere inviato dal 14 maggio al 30 settembre 2026:
- entro il 15 giugno dovranno essere comunicati i risultati finali delle dichiarazioni presentate entro il 31 maggio;
- entro il 29 giugno, per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
- entro il 23 luglio, per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
- entro il 15 settembre, per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
- entro il 30 settembre, per quelle presentate dal 1° al 30 settembre.
Nel dettaglio, i rimborsi emersi dal modello 730/2026 vengono erogati sul primo stipendio utile, a partire dal mese successivo a quello in cui il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione. Le stesse regole valgono anche in caso di invio del modello 730 precompilato.
Può quindi capitare di ricevere il rimborso del 730 nel mese di ottobre o anche a novembre, soprattutto quando la dichiarazione viene trasmessa nelle ultime finestre disponibili. Tutto dipende, quindi, dalla data di invio del modello e dai tempi tecnici necessari per la ricezione del prospetto da parte del sostituto d’imposta.
Rimborso 730/2026: conguaglio Irpef senza sostituto d’imposta
Regole specifiche sono inoltre previste per i rimborsi Irpef di chi presenta il modello 730 senza sostituto d’imposta.
Il rimborso del 730, fermo restando le nuove regole sui tempi di accredito, verrà riconosciuto mediante accredito diretto su conto corrente. In questo caso il conguaglio andrà a buon fine solo se l’intestatario (o uno degli intestatari) del conto è la stessa persona che è titolare del rimborso.
Contrariamente, l’Agenzia delle Entrate provvederà (per importi per un massimo di 1.000 euro) a inviare una comunicazione al titolare del rimborso per 730 invitandolo a presentarsi presso un ufficio postale per la riscossione dell’importo a conguaglio Irpef in contanti.
Per importi superiori a 1.000 euro comprensivi di interessi sarà emesso invece un assegno emesso da Poste Italiane.
Quando arriva il rimborso in questo caso? L’Agenzia delle Entrate fa in modo che l’accredito avvenga entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi, con la possibilità che questo termine slitti di qualche mese in caso di importi elevati. Il termine ultimo è marzo 2027.
Rimborso Irpef per chi presenta il modello Redditi Pf
Più lunghi i tempi per coloro che presentano dichiarazione dei redditi senza sostituto d’imposta con il modello Redditi Pf.
Per questo modello, infatti, i tempi di liquidazione sono successivi a quelli del modello 730/2026 e il rischio è che bisognerà aspettare fino all’anno dopo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi, persino oltre il 30 marzo 2026 (data ultima per il rimborso del 730/2025 senza sostituto d’imposta).
Gli importi
Ma quanto spetta di rimborso? La risposta dipende da diversi fattori: dalle detrazioni e dalle deduzioni a cui si ha diritto, ma anche da eventuali trattamenti non riconosciuti direttamente in busta paga, come il trattamento integrativo - l’ex bonus Renzi - o le nuove misure introdotte dal 2025 con il taglio del cuneo fiscale, che possono essere recuperate in sede di dichiarazione dei redditi.
Non è quindi possibile stabilire in anticipo un importo valido per tutti. Al massimo si può individuare il limite teorico del rimborso, che dipende dall’Irpef effettivamente trattenuta nel corso dell’anno. Il rimborso, infatti, non può superare l’imposta già pagata: è per questo che si parla di capienza fiscale.
A tal proposito, utilizzando il nostro calcolatore Irpef è possibile farsi un’idea dell’importo massimo recuperabile. Basta inserire l’imponibile annuo e il calcolatore restituisce l’Irpef netta dovuta. A titolo di esempio ecco una tabella:
| Imponibile annuo | Irpef netta |
|---|---|
| 15.000 euro | 1.495,00 euro |
| 20.000 euro | 1.957,69 euro |
| 25.000 euro | 3.565,38 euro |
| 30.000 euro | 5.363,64 euro |
| 35.000 euro | 7.447,73 euro |
| 40.000 euro | 9.531,82 euro |
Attenzione, quelli indicati sono importi massimi teorici: nella pratica è difficile arrivare a un rimborso pari all’intera Irpef pagata, perché ciò significherebbe azzerare completamente l’imposta dovuta grazie a detrazioni, deduzioni o crediti d’imposta, eventualità piuttosto rara per chi ad esempio ha una capienza Irpef superiore a 3.000 o 4.000 euro.
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