Riforma processo civile 2019: le novità in arrivo in attesa del testo

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha annunciato una nuova riforma del processo civile: interventi mirati per migliorare e velocizzare l’attuale sistema.

Riforma processo civile 2019: le novità in arrivo in attesa del testo

Nel 2019 è in programma una nuova riforma del processo civile, di cui il testo verrà reso noto nelle prossime settimane; ad annunciarlo è stato il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante il VII Congresso dell’Unione Nazionale delle Camere Civili a Roma, il quale ha poi sottolineato che il progetto di riforma dovrà essere “accessibile al maggior numero di persone” con l’obiettivo di elaborare un testo completo ed efficiente prima che questo entri nelle sedi istituzionali.

In attesa che il testo della riforma del processo civile venga pubblicato il Ministero della Giustizia - tramite una nota pubblicata sul sito web - ne ha svelato alcune novità. Vediamo quindi su quali aspetti del processo civile andrà ad intervenire la riforma e quali saranno le novità che saranno introdotte una volta che l’iter legislativo verrà completato.

Riforma del processo civile: come sarà

Come annunciato dal Ministro della Giustizia, obiettivo della riforma del processo civile è quello di una semplificazione normativa. Per farlo, non verranno approvati dei stravolgimenti, bensì degli interventi mirati finalizzati a semplificare e velocizzare l’attuale rito esistente.

Non ci saranno quindi “stravolgimenti inconsulti, forieri di periodi di lunga e controversa interpretazione giurisprudenziale e dottrinale” (“come fatto in passato”) visto che in tal caso si rischierebbe persino di appesantire l’attuale sistema.

La riforma del processo civile che Bonafede intende attuare il prima possibile, quindi, si concentrerà sull’approvazione di alcuni interventi chirurgici volti a:

  • semplificazione del sistema;
  • riduzione tempi del procedimento;
  • dilatazione dell’attività istruttoria.

Per raggiungere questi tre obiettivi, collegati inevitabilmente tra di loro, il Ministro Bonafede sembra già avere delle idee chiare, tuttavia si è detto aperto al confronto con tutte le parti interessate così da arrivare ad una soluzione che soddisfi tutti.

Riforma del processo civile: sparisce l’atto di citazione?

Tra i provvedimenti che il Ministero della Giustizia intende attuare per raggiungere gli obiettivi prefissati c’è quello che prevede la cancellazione dell’atto di citazione come atto introduttivo, facendo rimanere così il solo modello del ricorso.

Un provvedimento imprescindibile per “semplificare la vita di tutti gli addetti ai lavori” così da ridurre - con certezza - i “tempi del processo civile”.

Riforma del processo civile: novità per la mediazione

Un’altra misura che rischia di essere cancellata, o quantomeno ridotta, con la riforma del processo civile è la mediazione. Come sottolineato dal Ministro della Giustizia, infatti, questo meccanismo ha ottenuto sì degli ottimi risultati, ma solamente per alcune materie. In altri casi, invece, questa non ha prodotto vantaggi, anzi ha persino contribuito ad allungare ulteriormente i tempi del processo civile.

Per questo motivo Bonafede intende rivedere la mediazione rendendola facoltativa; inoltre, per tutte quelle casistiche per cui fino ad oggi non sono stati rilevati vantaggi, la mediazione potrebbe essere persino eliminata.

Lo stesso verrà fatto per la negoziazione assistita, un altro strumento che ha prodotto dei benefici solamente in alcuni casi, risultando invece dannoso in altri; quindi verrà esaminato caso per caso, così da capire quando questo strumento è utile e quando invece non lo è.

Perché ci sono ancora cause pendenti?

Il Ministro della Giustizia intende poi trovare una risposta a questa domanda, così da poterne individuare la soluzione. Come dichiarato dallo stesso Bonafede, infatti, bisogna capire per quale motivo ci sono ancora cause pendenti nei Tribunali, andando poi a fare chiarezza su quante sono.

Secondo Bonafede, infatti, se una persona “rinuncia a far valere un suo diritto per colpa dei costi, o anche per la durata della causa” significa che qualcosa “non va nella direzione giusta” e per questo merita di una correzione al più presto. Perché uno Stato che non riesce a dare risposte “di giustizia” non può essere definito come uno “Stato di diritto”.

Nel contempo la riforma darà risposte chiare anche agli avvocati, visto che le riforme fatte negli ultimi anni hanno reso l’intero ordinamento giudiziario come “inaccessibile anche per gli addetti ai lavori”. Insomma, la riforma interverrà al più presto per fare in modo che la Giustizia torni a funzionare per cittadini e per gli addetti ai lavori; ma quando?

Riforma del processo civile: quando verrà approvata

Il Ministro della Giustizia ha promesso la massima celerità possibile per l’approvazione degli interventi che andranno a semplificare la macchina della giustizia.

Dove possibile, infatti, il Governo andrà ad intervenire entro la fine dell’autunno con interventi “governativi o del Parlamento”. Il testo della riforma verrà così presentato nelle prossime settimane e dopo un confronto con tutte le parti in causa sarà pronto per essere presentato in Parlamento.

Ovviamente per quelle misure che prevedono interventi economici sulle risorse, come ad esempio per la riforma della prescrizione, saranno necessari tempi più lunghi dal momento che bisognerà attendere l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2019, in programma per la fine dell’anno.

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