Riforma pensioni novità: Ape nella Legge di Stabilità 2017

La riforma delle pensioni, dopo il confronto con i sindacati, verrà varata nella prossima Legge di Stabilità. Quali sono i punti che verranno presi in esame? Di seguito le novità.

La riforma delle pensioni continua a far parlare di sé e l’applicazione del piano Ape sembra che verrà varato nella prossima Legge di Stabilità. Questa volta a parlare è Bruno Busacca, che si esprime sulla riforma delle pensioni e ne annuncia l’inserimento nel piano nella Legge di Stabilità 2017. Il segretario tecnico del Ministero dello Sviluppo economico afferma che si stanno cercando di risolvere i problemi principali della riforma e che, in caso dovessero sopraggiungere problemi gravi, saranno risolti prima.

Bruno Busacca risponde alle domande durante il Festival del Lavoro e chiarisce che la Legge di Stabilità verrà varata in autunno e che prima di questa data si troverà un accordo con i sindacati. Il problema rimane però il prestito pensionistico che i lavoratori dovrebbero richiedere per l’uscita anticipata. Questo è il punto chiave che andrà sistemato prima di inserire la riforma nella Legge di Stabilità.

Nella giornata del 28 giugno si è tenuto l’ennesimo tavolo tra sindacati e Governo, ma come è successo anche negli altri incontri non si sono riusciti a toccare tutti i punti del nuovo piano pensionistico. Nell’incontro si è discusso dell’Ape, ma soprattutto si è parlato a lungo delle soluzioni per chi in pensione già ci è andato. Prima di settembre si annuncia un nuovo incontro, che ancora non è stato stabilito, per provare a chiarire gli ultimi punti oscuri della situazione.

Le parti sociali, durante l’ultimo tavolo, avevano chiesto delucidazioni da parte del Governo sulla Legge Fornero e soprattutto avevano messo in luce le problematiche che dovevano essere risolte. Poletti, durante il Festival del Lavoro, si è espresso non su questo argomento, ma anche sulla flessibilità in uscita.

I sindacati intanto hanno chiesto di rivedere la situazione anche per coloro che la pensione già la percepiscono e di considerare l’estensione della no tax area anche per questa categoria. Le pensioni minime sono troppo basse e serve un piano per riuscire ad aumentarle. Non è infatti tollerabile per i sindacati che chi ha lavorato per una vita debba poi vedersi assegnata una pensione minima.

Uno dei nodi chiave dell’incontro che si è svolto il 28 giugno è stato proprio questo: cercare di trovare una soluzione per le pensioni minime. I nodi da sciogliere prima di attuare l’Ape sono infatti troppi e non permettono di poter applicare il piano pensionistico anticipato, prima si deve trovare una soluzione agli altri problemi che affliggono i pensionati.

Cosa comporta l’inserimento della riforma nella Legge di stabilità? I sindacati, durante le trattative dell’ultimo incontro, cosa hanno proposto per i pensionati? Come cambia il piano Ape dopo l’incontro? Vediamo insieme tutte le novità che sono emerse dalle delucidazioni del Bruno Busacca e cosa cambia dopo le ultime trattative con i sindacati.

Riforma pensioni, novità: Busacca annuncia l’inserimento nella Legge di Stabilità

Bruno Busacca ha dichiarato: “lo scopo degli incontri che stiamo avendo con i sindacati è costruire un percorso di dialogo con una logica precisa: resta ferma la volontà del governo di assumersi pienamente la responsabilità delle scelte che effettuerà di fronte al parlamento.
Il Governo entro settembre vorrebbe infatti giungere ad un accordo con le parti sociali in modo da poter proporre la riforma delle pensioni nella Legge di Stabilità del 2017 e farla entrare in vigore il prima possibile.

Nel caso in cui vi fossero delle problematiche di importanza maggiore o che si debbano risolvere prima di questa data allora il Governo cercherà di prenderle in esame prima. Nel ddl Stabilità 2017 dovrà rientrare però la riforma della pensione e di conseguenza il piano Ape. Questo è il punto fondamentale che viene fuori dalle discussioni: si deve trovare una soluzione per il prestito pensionistico, altrimenti potrebbe essere approvato così come è ora. I sindacati sono infatti fortemente contrari all’introduzione di questo tipo di flessibilità, dal momento che così come è strutturata ora, comporterebbe delle perdite pesanti per il lavoratore.

Busacca ha detto che il Governo cercherà in ogni modo di venite incontro alle richieste dei sindacati e di trovare un punto di comunicazione. Dure però le reazioni dei leader dei sindacati e soprattutto di Susanna Camusso. Il sottosegretario generale della Cgil ha infatti ribadito la sua idea, ossia che l’Ape è un mutuo sulla pensione. Le parti sociali continuano a chiedere la revisione della Legge Fornero e un ripensamento sul piano Ape, che al momento non è un buon punto di partenza per aumentare la flessibilità in uscita.

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Riforma pensioni, novità: le reazioni dei sindacati

Susanna Camusso, ha già espresso le sue perplessità sulle parole del sottosegratrio tecnico, Bussaca. L’inserimento della riforma nel ddl Stabilità arriva dopo anni di Leggi di stabilità in cui il Governo non ha mai tenuto conto della flessibilità in uscita. Negli ultimi due anni infatti non è mai rientrato un provvedimento che potesse aiutare i lavoratori ad anticipare la pensione, adesso però il Governo non gode più della stessa fiducia e quindi cerca di ottenere maggiori consensi.Susanna Camusso ha poi aggiunto:

Abbiamo dei tavoli aperti vedremo se produranno dei risultati. L’Ape, l’anticipazione pensionistica, è però un mutuo sulla pensione. Significa che si sta giocando sulla disperazione di chi non ce la fa più. Il prestito non ci piace perché è un elemento diseguale e non affronta il cuore del problema. La proposta del Governo non va nella direzione di una modifica della legge Fornero, come chiediamo.

Anche dopo l’incontro svoltosi il 28 giugno la Camusso aveva ribadito l’insensibilità del Governo nei primi due anni verso l’argomento pensioni e poi affermato che le decisioni non stanno andando verso la strada che vorrebbero i sindacati.
Susanna Camusso è stata sempre sfavorevole all’Ape considerandolo un “mutuo sulla pensione” e anche nei giorni scorsi ha ribadito la sua avversione alle decisioni del Governo. La soluzione secondo la leader sindacale sarebbe quella di mettere mano nuovamente alla Legge Fornero e di cercare di sistemarne i punti che non sono congrui.

Una cosa però è certa, l’entusiasmo iniziale è svanito e la soluzione non sembra che si potrà trovare in tempi brevi come invece si sperava. Il Governo sta varando delle possibilità e cercando di andare incontro alle richieste dei sindacati sulla Legge Fornero, ma rimangono anche tanti dubbi sul piano Ape e su Rita.

I nodi da sciogliere sono tanti e si deve attendere un nuovo incontro tra parti sociali e esponenti del Governo per vedere se realmente i ministri stanno andando nella direzione indicata dai segretari dei sindacati.

Riforma pensioni, novità: Poletti sulla legge Fornero

Anche Giuliano Poletti era ospite al Festival del Lavoro e ha finalmente chiarito dei punti sulle modalità di cambiamento della Legge Fornero. La legge in questione, spiega Poletti, “non è piovuta dal cielo, ma un Parlamento e un Governo l’hanno proposta e votata”.

Non chiude però la possibilità che vi sia una riforma di questa Legge e afferma anzi che il Governo sta cercando una soluzione al riguardo. Inoltre si deve tener conto che le problematiche aperte sono tante e tra queste vi è anche la necessità di favorire un piano pensionistico per le nuove generazioni. La questione è intricata e il Governo sta pensando di aprire a delle soluzioni che prevedano dei piani per facilitare il lavoratore nell’andare in pensione in modo mirato e personale, non generale come invece succederebbe con il piano Ape.

Durante il mese di luglio si dovrebbero tenere dei nuovi incontri tra sindacati e Governo e dovrebbero proprio incentrarsi sulle nuove riforme necessarie per rendere la Legge Fornero più vicina ai lavoratori. Intanto Poletti e il suo staff sono al lavoro per riuscire a sciogliere i nodi del piano pensionistico anticipato e trovare una soluzione per le problematiche della Legge Fornero. Poletti sta inoltre valutando le proposte avanzate dai sindacati durante l’ultimo tavolo che si è tenuto, vediamo insieme le proposte che sta valutando il Governo e cosa cambierebbero per i pensionati.

Riforma pensione, novità: no tax area

I sindacati e gli esponenti del Governo che si stanno occupando del nodo pensioni si sono riuniti nella giornata del 28 giugno 2016 e hanno discusso a lungo sui nodi da sciogliere per la riforma delle pensioni. Alcuni punti che sono stati discussi durante il tavolo del 28 giugno potrebbero rientrare nella Legge di Stabilità 2017, tra questi c’è la no tax area.
L’ipotesi proposta da Cgil, Cisl e Uil è stata quella di estendere la no tax area al di sopra degli 8.000 euro.

In questo modo si riuscirebbe ad avere una minore pressione fiscale e ad accrescere l’assegno pensionistico. Le parti sociali hanno infatti messo in chiaro che la pressione fiscale sugli assegni pensionistici è tra le più alte in Europa. Si arriva infatti al 21% nel nostro Paese, mentre nel resto d’Europa la pressione è sul 12%. Con l’estensione della no tax area invece si riuscirebbe a diminuire questo peso e a restituire ai pensionati un maggior potere d’acquisto.

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Riforma pensioni, novità: il piano Ape

Nell’ultimo incontro tra sindacati e Governo non si è discusso troppo invece del piano pensionistico anticipato, meglio conosciuto come Ape. I sindacati non hanno infatti posto la questione al centro delle trattative dal momento che non è certo che si riusciranno a reperire i fondi per l’attuazione di questo progetto.

La prima sperimentazione doveva essere attuata fin da giugno 2016, ma i criteri non erano chiari.
Il progetto Ape è poi slittato, dal momento che i criteri di restituzione del prestito e la tassazione che verrà applicata dagli istituti di credito e dalle banche che effettueranno il prestito. L’Ape però, anche negli scorsi tavoli delle trattative, sebbene sembra essere un argomento di particolare interesse per i sindacati, agli incontri tra parti sociali e Governo è tenuto sempre in disparte.

Anche in queste trattative la discussione è stata rimandata, se ne discuterà in autunno, ossia nel momento in cui si discuterà in aula anche la Legge di bilancio. In questa occasione quindi si riusciranno ad avere dei chiarimenti e delle istruzioni certe su cosa avverrà con l’Ape e quali saranno i tassi d’interesse sul prestito.

Nelle prospettive dell’Ape infatti la sua approvazione comporta per i nuovi pensionati una perdita non indifferente, dal momento che si parla di quasi una mensilità in meno. Si cercano nel frattempo nuove soluzioni per riuscire a sbloccare la situazione delle pensioni e a non dover applicare un piano che in fin dei conti penalizza il lavoratore uscente.

Il Governo però non si sbilancia, dal momento che non può stabilire i criteri precisi per la restituzione e quanti lavoratori coinvolgerà. Poletti rimanda la questione all’autunno in modo da vedere l’impatto che potrebbe avere sulle finanze pubbliche una manovra di questo tipo.

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