Riforma pensioni con quota 41 per tutti: cambierebbe la pensione di vecchiaia?

Lorenzo Rubini

4 Giugno 2021 - 15:22

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La preoccupazione dei lavoratori per la prossima riforma pensioni è tangibile. Molti hanno paura che vengano modificate le misure strutturali.

Riforma pensioni con quota 41 per tutti: cambierebbe la pensione di vecchiaia?

Nell’ultimo periodo si parla molto della riforma pensioni e della misura che dovrebbe prendere il posto della quota 100 alla sua scadenza, fissata il 31 dicembre 2021. Tra le varie ipotesi è tornata prepotentemente attuale quella relativa alla quota 41 per tutti. Cerchiamo di capire cosa comporterebbe per i lavoratori rispondendo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Una volta approvata quota 41 posso andare in pensione a 67 anni con 40 di contributi o devo necessariamente arrivare a 41? Nel caso che sia sufficiente l’età ho penalizzazioni sull’assegno pensionistico? Grazie.”

Pensione di vecchiaia e quota 41 per tutti

Chiariamo subito che l’attuazione di una ipotetica quota 41 per tutti non è affatto una certezza ma solo una delle tanti ipotesi di proposta avanzate in ambito di riforma pensioni nell’individuazione di una misura che possa andare a sostituire la quota 100 in scadenza a fine anno.

Fatta questa doverosa premessa poi, possiamo anche passare ad analizzare quali sarebbero gli effetti dell’eventuale attuazione della misura sui pensionamenti a partire dal 1 settembre 2022.

Se dovesse essere inserita la misura tra quelle che permettono il pensionamento resterebbe un pensionamento volontario (e non obbligatorio) che il lavoratore potrebbe scegliere per uscire dal mondo del lavoro prima del compimento dei 67 anni. Questo non implica in nessun caso una modifica dei requisiti utili al raggiungimento della pensione di vecchiaia che restano fissati a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi.

Cosa significa questo? Che, come accade oggi con i requisiti di accesso alla quota 100 e alle altre pensioni anticipate, chi non raggiunge il requisito contributivo per l’anticipo (in questo caso i 41 anni anni di contributi) potrà pensionarsi al raggiungimento dei 67 anni a prescindere dai contributi maturati (e a patto di averne accumulati almeno 20 anni).

Di fatto, quindi, l’eventuale attuazione della quota 41 per tutti non apporterebbe alcuna modifica alla modalità di pensionamento di vecchiaia e lei potrebbe accedervi con 67 anni di età e con 40 anni di contributi.

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