Riforma pensioni, APE: i 5 nodi da sciogliere

Pensioni, ultime novità APE: a 2 mesi dall’approvazione della Legge di Stabilità 2017 ci sono ancora dei nodi da sciogliere riguardanti l’anticipo pensionistico.

Pensioni, novità: come funziona l’APE, il prestito bancario che permette di andare in pensione anticipata?

I dettagli del piano di riforma delle pensioni sviluppato dal Governo dovrebbero essere svelati nel corso della presentazione della Legge di Stabilità 2017. In quell’occasione verranno chiariti quei dubbi che ad oggi permangono sul funzionamento dell’anticipo pensionistico.

L’APE è una delle manovre più importanti del piano del Governo sulla flessibilità in uscita e nonostante l’impianto generale sia ormai chiaro a tutti, ci sono ancora dei nodi che Governo dovrà sciogliere.

Infatti, ad oggi conosciamo solamente alcuni elementi riguardanti il funzionamento dell’APE: tutti i lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria potranno richiedere un prestito anticipato dalle banche e pagato dall’INPS che dovrà essere restituito in rate ventennali una volta raggiunta l’età necessaria per la pensione di vecchiaia.

Tuttavia, ci sono degli aspetti dell’APE che non sono chiari, e su cui il Governo dovrà lavorare nei prossimi giorni per sviluppare un piano con cui si potrà raggiungere un accordo con i sindacati. E non sarà semplice, perché nei giorni scorsi la leader della CGIL, Susanna Camusso, ha dichiarato di non avere molta fiducia nella reale utilità dell’APE, definendolo un “fiasco annunciato”.

Ecco quali sono i 5 punti dell’anticipo pensionistico su cui il Governo dovrà fare chiarezza.

1) APE: a che età si può richiedere l’anticipo pensionistico?

Il Governo sta lavorando per andare incontro alle richieste dei sindacati, che avevano richiesto uno sconto sull’età pensionabile pari a quattro anni. Difficilmente la loro richiesta verrà accettata, ma è probabile che il Governo conceda uno sconto di tre anni e sette mesi, così da permettere ai lavoratori di andare in pensione anticipata a 63 anni.

2) APE: detrazioni fiscali per chi va in pensione anticipata

Un altro aspetto su cui il Governo dovrà fare chiarezza riguarda il meccanismo delle detrazioni fiscali per la restituzione dell’anticipo pensionistico. Al momento sembra che per i lavoratori in condizioni di difficoltà (disoccupati, soggetti con bassi redditi, lavori usuranti e invalidi) verranno previste delle detrazioni fiscali che dovrebbero contenere entro l’1% il prelievo sull’assegno. Insomma, il prestito verrà restituito quasi senza interessi.

Per le altre categorie di lavoratori, invece, sarà differente: la rata di restituzione del prestito potrà superare anche il 15% del valore dell’assegno nel caso del massimo anticipo pensionistico.

Infine, bisogna ricordare che qualora un’azienda volesse mandare in pensione uno dei suoi lavoratori più anziani, dovrebbe farsi carico di tutta la restituzione del prestito.

3) Pensione anticipata: quale sarà il valore dell’Ape?

Il Governo in questi giorni dovrà fare chiarezza su un altro elemento molto importante, ovvero quello relativo all’ammontare dell’assegno di accompagnamento alla pensione. Bisognerà decidere se l’APE è un vero e proprio trattamento pensionistico oppure se funzionerà come un sussidio sostitutivo della pensione.

Al momento sembra che l’importo dell’assegno anticipato verrà stabilito sulla base del coefficiente di trasformazione legato all’età di pensionamento naturale, quindi non per quella in cui si accede all’APE.

4) Pensione anticipata: sull’Ape si versano i contributi?

Il Governo dovrà stabilire se al lavoratore verranno riconosciuti i contributi figurativi nel periodo in cui riceve l’assegno dell’anticipo pensionistico dell’Ape. Un aspetto molto importante, perché il lavoratore potrà far valere questi contributi al momento dell’accesso alla pensione così da incrementare l’ammontare dell’assegno.

5) Pensione anticipata: l’APE può essere trasferito nel fondo di pensione integrativo?

Il Governo, infine, dovrà lavorare per elaborare una norma che regoli il coordinamento tra l’APE e la previdenza integrativa. Infatti, il dubbio riguarda la possibilità che un lavoratore ha di richiedere l’anticipo pensionistico e destinarlo al proprio fondo di pensione integrativo. In questo caso l’ammontare del prestito potrebbe essere persino inferiore, perché il reddito per la pensione anticipata verrebbe integrato con il capitale del proprio fondo pensione.

Insomma, quando mancano solamente due mesi ci sono ancora molti aspetti non chiari riguardanti quella che sarà la manovra più importante relativa al piano di riforma delle pensioni. Senza dimenticare che le richieste dei sindacati non si concentrano solo sull’APE, anzi. Tra le questioni in discussione, infatti, c’è prima di tutto la realizzazione di un’ottava salvaguardia per gli esodati, ma anche una proroga per l’opzione donna e la richiesta di maggiori interventi per la tutela dei lavori usuranti e dei lavoratori precoci. Il dialogo sulla riforma delle pensioni, quindi, è ancora all’inizio.

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