Riforma pensioni 2016, aumento minime e flessibilità: le novità dal Governo

La riforma delle pensioni 2016 arriva al tavolo delle trattative tra sindacati e Governo. Flessibilità, piano Ape, pensioni minime e lavoro; vediamo tutti gli argomenti dell’incontro.

La riforma delle pensioni 2016 sembra arrivata ad un punto di svolta: l’incontro tra sindacati e Governo.

Al tavolo delle trattative si è discusso di tutto il piano pensionistico ideato da Renzi e dal suo staff e soprattutto di aumento delle pensioni minime e di flessibilità. Questi sono due degli argomenti che più stanno a cuore a tutti i lavoratori italiani.

La riforma delle pensioni è stata discussa al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, dove da anni ormai non si vedeva un clima così disteso tra parti sociali e Governo. In questo incontro si dovevano mettere sul tavolo tutti gli argomenti caldi della riforma pensionistica: l’APE, l’aumento delle pensioni minime, la flessibilità in uscita e la formula per il prestito. Ma si è parlato anche di lavoro e Jobs Act.

Cosa si è deciso sulla riforma delle pensioni? Quali sono le novità introdotte con le parti sociali? Quali i criteri per richiedere il il pensionamento anticipato? Vediamo i dettagli.

Riforma pensioni 2016: cosa si è deciso nell’incontro Governo-Sindacati

L’incontro di ieri tra parti sociali e gli esponenti del Governo si preannunciava infuocato, dato che gli argomenti di contrasto sul piano delle riforme delle pensioni per il 2016 erano molti. Invece il clima disteso e lo staff del Governo disposto ad ascoltare le proposte dei Sindacati hanno permesso di parlare con serenità di molti argomenti.

Al tavolo delle trattative erano presenti i Segretari generali di Cisl, Uil e Cgil, per le parti sociali; mentre per il Governo vi erano il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Sottosegretario del Governo Stefano Nannicini.

Il Premier, Matteo Renzi, sebbene non fosse presente al tavolo delle trattative, ha fatto sapere che sarà disposto a venire incontro al ceto medio e alle famiglie. L’intervento ancora non è chiaro chi riguarderà, ma Renzi ha già trovato dove reperire i fondi: una rimodulazione delle aliquote dell’Irpef o un intervento al cuneo fiscale. Grazie a questa soluzione si potrebbero riuscire anche a trovare le risorse per estendere gli 80 euro anche alle minime.

Al tavolo delle trattative ieri si è discusso a lungo di questo argomento:l’aumento delle pensioni minime, da tempo proposto dai Sindacati. Le parti sociali infatti da anni ormai chiedono al Governo di estendere il bonus ideato da Renzi per i lavoratori, anche ai pensionati che percepiscono la pensione minima.

Inaspettatamente non si è discusso per nulla dell’Ape, il piano del Governo per le pensioni anticipate, che preoccupa tutti i lavoratori colpiti dalla riforma Fornero. Non è stato chiarito se i prestiti arriveranno dalle banche, da fondi o assicurazioni private e in che modo dovranno poi essere rimborsati e soprattutto con quali tassi.

L’idea di fondo rimane però quella dei tagli alle pensioni, per chi richiede l’anticipo. Sul tavolo ancora la soluzione di togliere il 4% alla pensione per ogni anno anticipato. Non si è discusso quindi di abbassare questa percentuale, che comporterebbe la perdita di un mese o più di pensione per i richiedenti.

Riforma pensioni 2016: Jobs Act e occupazione giovanile

Il confronto tra sindacati è Governo non è entrato nel merito della questione per molti argomenti, che sembravano essere invece il fulcro dell’incontro. Si è discusso anche di lavoro e dell’attuazione del Jobs Act, con tutti i problemi che sta portando all’occupazione giovanile.

Risulta strano che, ad un incontro organizzato per discutere della riforma delle pensioni, si sia parlato più di voucher e occupazione giovanile che dei problemi che sono emersi in questo periodo per il piano pensionistico. Non sembrano esser state analizzate le proposte avanzate parte del Ministro Poletti e neanche le idee delle parti sociali. Cisl, Uil e Cgl si dichiarano comunque soddisfatti delle trattative.

L’incontro è stato proficuo, dal punto di vista delle parti sociali, che ritengono sia un buon modo per iniziare le trattative ed aprire la strada ad una riforma delle pensioni che possa essere di aiuto ai lavoratori penalizzati dalla Riforma Fornero.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories