Ricciardi: “Fare subito lockdown mirati per avere un Natale normale”

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, intervenuto ad Agorà ha rilanciato l’ipotesi di fare subito dei lockdown mirati: “Oggi magari bastano due settimane ma quando si va più avanti, poi non bastano più”.

Ricciardi: “Fare subito lockdown mirati per avere un Natale normale”

Sono ancora accese le discussioni in merito all’ultimo DPCM firmato da Giuseppe Conte, con lo scontro che è tutto con i Comuni in merito alla possibilità di chiudere strade e piazze, che già Walter Ricciardi chiede nuovi interventi tempestivi da parte del governo.

Lo stimato medico e consigliere del Ministero della Salute da quando è scoppiata la pandemia del coronavirus, è intervenuto durante la trasmissione Agorà invocando l’immediata attuazione di lockdown mirati.

Ritengo che alcuni lockdown mirati vadano fatti subito, non bisogna assolutamente aspettare Natale - ha spiegato Ricciardi - perché oggi magari bastano due settimane ma quando si va più avanti, poi non bastano più”.

Per il medico se in questo momento verranno prese delle misure tempestive e adeguate, allora potremo avere “un Natale, non voglio dire normale, però quasi normale”, visto che temporeggiando ci potrebbe il rischio “di un aumento esponenziale del numero dei casi”.

Ricciardi chiede lockdown mirati

In sostanza per Walter Ricciardi intervenendo adesso con dei lockdown mirati, si andrebbe a evitare di “dover prendere delle decisioni durissime più avanti”, quando poi potrebbe servire “molto più tempo” per sanare la situazione.

Un’epidemia si combatte con i comportamenti delle persone e con il tracciamento, ma quando vai oltre 10.000-11.000 casi e non riesci più a tracciare e allora devi contenere - ha poi aggiunto il consulente - In certe situazioni ormai il contenimento necessario è tale che deve essere fatto un lockdown, mirato ma deve essere fatto”.

Infine Ricciardi ha anche espresso preoccupazione per la situazione dei mezzi pubblici: “Abbiamo sempre detto che su bus e metro la capienza non doveva andare oltre il 50%, e invece poi si è derogato all′80 ma a bordo è uno dei momenti in cui si è più a contatto e anche l’uso della mascherina protegge gli altri ma non se stessi”.

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