Responsabilità medica per perdita di chance: cos’è, calcolo e risarcimento

La perdita di chance è uno dei danni risarcibili in seguito a errore medico o di qualsiasi altro professionista. In questo articolo vedremo quando si configura la responsabilità medica e come viene risarcita la perdita di chance del danneggiato.

 Responsabilità medica per perdita di chance: cos'è, calcolo e risarcimento

Nel profilo risarcitorio della responsabilità medica rientra anche il risarcimento per perdita di chance. Il paziente danneggiato, quindi, ha diritto ad essere rimborsato dell’effettiva chance persa a causa di un errore medico di livello diagnostico oppure in fase di intervento. Sul paziente però cade l’onere di provare tutti gli elementi del danno e anche il collegamento tra l’errore del medico curante e la compromissione di una chance lavorativa.

In questa guida spiegheremo i profili giuridici della perdita di chance, quando è risarcibile e i criteri di liquidazione del giudice. Si ricorda, inoltre, che provare la responsabilità del medico non è cosa da poco: quindi prima di aprire un contenzioso giudiziario contro il medio o la struttura ospedaliera - contenzioso che può rivelarsi lungo, costoso e fallimentare - bisogna essere certi dell’esistenza dell’errore medico e del nesso causale tra l’azione/omissione e la perdita di chance.

Che significa danno da perdita di chance

Molto spesso si sente parlare di danno “da perdita di chance” in seguito ad un incidente stradale, un intervento chirurgico mal riuscito, o qualsivoglia errore da parte di un professionista; ma cosa significa esattamente “perdita di chance” e quando avviene?

Secondo la giurisprudenza la perdita di chance avviene quando il danneggiato perde la possibilità di ottenere un’effettiva occasione favorevole a causa di un danno ingiusto, può trattarsi di una vincita, di una promozione sul lavoro, di un aumento di stipendio e molto altro. Tutte situazioni dalle quali deriverebbe un miglioramento obiettivo dello stile di vita del danneggiato.

La perdita di chance è economicamente valutabile e quindi deve essere liquidata dal giudice se la vittima prova ne prova in giudizio la concreta possibilità e il nesso di causalità tra il danno e la chance persa.

Perdita di chance per errore medico, chi è responsabile?

L’errore medico, diagnostico o in fase di intervento, pur essendo - per fortuna - una possibilità remota può accadere e può rivelarsi estremamente dannoso. Oltre al danno fisico, medicalmente calcolabile, ne possono derivare altre tipologie di danno, quindi morale, esistenziale e la perdita di chance, che meritano di essere risarciti in sede civile. Ma di chi è la responsabilità? Contro chi deve agire il paziente danneggiato?

Occorre fare delle distinzioni e valutare quando la responsabilità sia del solo medico, quando della struttura ospedaliera e quando di entrambi. In linea di massima in caso di errore sanitario, sia l’ospedale che il medico sono responsabili della perdita di chance del paziente e degli altri danni, tuttavia esistono anche dei casi eccezionali in cui la responsabilità della struttura sanitario può essere esclusa.

Questo accade quando l’ospedale prova che la condotta del medico è stata così grave e così imprevedibile da consistere in un discostamento totale dalle politiche e dal programma di tutela della salute della struttura.

Come si calcola il danno da perdita di chance: il criterio della probabilità

Calcolare la perdita di chance non è affatto semplice poiché non si tratta di un danno immediatamente valutabile ma, al contrario, bisogna fare un calcolo probabilistico, operazione che spetta al giudice.

Nel valutare la chance persa a seguito di errore medico, il giudice e il perito tecnico dovranno prendere in considerazione l’effettiva possibilità che il paziente danneggiato avrebbe ottenuto un aumento dello stipendio, una promozione, una vincita, e così via.

Tale valutazione deve basarsi sulla situazione di fatto antecedente all’operazione o diagnosi errata e alle caratteristiche personali della vittima (ad esempio la sua propensione al lavoro, all’impegno e le sue aspirazioni). La “perdita di chance” quindi non è una mera aspettativa, ma deve essere qualcosa di più concreto.

In questa operazione il giudice deve attuare il “principio di probabilità”, ovvero il calcolo presuntivo con il criterio delle probabilità che il fatto sarebbe avvenuto se non ci fosse stato l’errore medico. Le probabilità di senso positivo dovranno essere maggiori rispetto alle probabilità che il fatto non si sarebbe verificato.

Faro nella nebbia in tal senso sono gli articolo 138 e 139 del Codice delle assicurazioni che elencano quali criteri attuare nel risarcire i danni non patrimoniali dopo un incidente o un errore da parte di un professionista, medico, avvocato, e così via.

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Responsabilità medica per perdita di chance: la prova del danno

A chi spetta la prova del danno in giudizio? Facciamo subito chiarezza, provare la perdita di chance compete al danneggiato. Egli dovrà provare sia il danno subito a causa dell’errore medico-diagnostico sia che dal danno consegue la perdita di una chance effettiva. Questa deve essere ragionevole e probabile e non meramente aleatoria, per questa ragione sono ammessi in giudizio tutti gli elementi di prova: testimonianze, buste paga, fotografie e ogni altro elemento che il danneggiato ritenga significativo.

Sarà il giudice di merito a valutare se il fatto contestato era una possibilità remota o una concreta chance, cosa che farà scattare il risarcimento.

Quindi, riassumendo, chi ha subito un danno medico e ritiene di aver perso una chance deve provare:

  • il danno subito;
  • la chance persa;
  • il nesso causale che unisce i due elementi.

Risarcimento perdita di chance quando l’errore medico aggrava una situazione esistente

Il calcolo del danno si fa ancor più difficile quando l’errore del medico aggrava un quadro clinico già compromesso. In tal caso per determinare l’ammontare del danno che va liquidato, il giudice deve prendere in considerazione:

  • la menomazione complessiva in punti percentuali e il corrispettivo in denaro;
  • la menomazione preesistente in punti percentuali e il corrispettivo in denaro.

A questo punto so dovrà sottrarre il secondo dato dal primo e calcolare la differenza.

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