Renzi taglia il cuneo fiscale: a maggio aumenta lo stipendio?

Renzi promette il taglio del cuneo fiscale. Entro il 30 aprile arriveranno i dettagli tecnici, ma sembra certo che a maggio aumenterà lo stipendio dei lavoratori dipendenti.

Così come l’IMU lo è stata in tema di fisco e tasse, il cuneo fiscale sembra lo slogan di ogni governo per quanto riguarda il lavoro.

Ricordiamo che il cuneo fiscale è la differenza tra il costo del lavoro (quanto il datore paga tra imposte e contributi per il dipendente) e il reddito effettivo percepito dal lavoratore.

Come vediamo dal grafico seguente, le statistiche dell’OCSE fotografano una bella differenza tra l’Italia e la media europea per quanto riguarda il cuneo fiscale: 47,6% VS 35,3%.

Come molti hanno fatto in passato (a parole) anche il Governo Renzi ha inserito il capitolo del cuneo fiscale tra le sue priorità, sarà la volta buona? Anzi #lasvoltabuona?

Cuneo fiscale in Italia

Riuscirà Renzi a tagliare finalmente il cuneo fiscale? L’operazione è stata definita «di portata storica» dal Premier che ha aggiunto che entro il 1 luglio 2014:

«Alla guida del semestre europeo ci sarà un’Italia in grado di fare le riforme».

Secondo i dati della CGIA di Mestre il cuneo fiscale in Italia vale circa 296,4 miliardi, di cui:

  • 161,47 miliardi gravano sui datori di lavoro (54,47%);
  • 134,97 (45,53%) sui lavoratori dipendenti.

Inoltre di questi 296,4 miliardi:

  • 280,67 sono riconducibili all’IRPEF, alle addizionali comunali/regionali IRPEF e ai contributi previdenziali;
  • 15,77 miliardi di euro all’IRAP.

In una lettera di Giorgio Squinzi al Corriere, il Presidente di Confindustria sottolinea come sia proprio il cuneo fiscale a penalizzarci rispetto alle altre economie avanzate:

«La questione chiave è la riduzione del cuneo pagato dalle aziende. Ridurlo vorrebbe dire venire incontro a chi produce e genera valore in Italia, allo sforzo di chi crede nel nostro Paese. La riduzione del costo del lavoro agirebbe in favore degli occupati e di chi un lavoro purtroppo oggi non ce l’ha, ma lo avrebbe se il suo costo gravasse meno sul bilancio delle imprese. Sarebbe interessante chiedere agli italiani se vogliono un lavoro o qualche decina di euro in più in tasca».

E conclude:

«Senza impresa non c’è crescita, non c’è lavoro, non c’è Italia».

Cosa vuole fare Renzi?

Renzi vuole ridurre il cuneo fiscale di 10 miliardi, cifra che secondo la CGIA ammonterebbe al 3,4%. Con quali coperture avverrà questo eventuale taglio? Renzi spiega:

«E’ totalmente fatta dal governo sulla base del risparmio di spesa, dei numeri macroeconomici generali che vi indicherò ma senza aumento della tassazione».

Nei giorni scorsi il ministro dell’economia Padoan ha fatto intendere che le risorse saranno disponibili grazie:

  • alla spending review;
  • al rientro di capitali dalla Svizzera.

Repubblica ha pubblicato questa tabella.

Come tagliare il cuneo fiscale? Sul cuneo fiscale per ora c’è solo un’informativa:

«Gli atti tecnici, dal Def al Dl attuativo, alle misure delle singole aziende che dovranno intervenire, saranno realizzati da qui al 30 aprile del 2014».

Il cuneo fiscale può essere abbattuto in due modi:

  • riducendo il costo del lavoro migliorando la competitività delle imprese;
  • aumento il reddito netto dei lavoratori aumentando la propensione al consumo.

Renzi ha reso noto che dal 1 maggio si agirà sull’IRAP, ma «questa operazione non sta nei 10 miliardi del cuneo» e sull’IRPEF. Gli sgravi fiscali si otterranno proprio dall’aumento delle detrazioni IRPEF: 80 euro netti in più nella busta paga per i lavoratori dipendenti e assimilati, quindi anche i co. co. co., appartenenti alle fasce di reddito basse, ovvero chi guadagna meno di 1500 euro netti al mese (circa 25.000 euro lordi annui), per un totale di 1000 euro netti all’anno nelle loro tasche. I lavoratori interessati sarebbero circa 10-11 milioni.

Guarda il video in cui Renzi spiega la misura da adottare.

Taglio cuneo fiscale: chi ne beneficia?

Chi beneficia del taglio al cuneo fiscale? Lavoratori? Imprese? Il Governo non ha fatto alcun riferimento a redditi da pensione o da lavoro autonomo.

Secondo la CGIA di Mestre ad essere penalizzate saranno le Partite IVA senza dipendenti. Capire invece se il vantaggio sarà per i lavoratori o le imprese dipenderà dalle scelte concrete del Governo, l’auspicio è che i benefici arrivino soprattutto per i dipendenti perché solo in questo modo i consumi potranno ripartire.

Il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi spiega:

"Se almeno 8 miliardi andassero ad abbattere l’Irpef in capo ai dipendenti quasi certamente le fasce di reddito al di sotto dei 25 mila euro potrebbero ritrovarsi con oltre 700 euro netti in più all’anno pari a circa 60 euro al mese. Faccio notare che il peso dell’Irap sul cuneo ascrivibile alle aziende private è pari a 6,1 miliardi di euro. Se i rimanenti due miliardi di taglio al cuneo andassero ad abbattere l’Irap del settore privato, il peso di questa imposta sulle aziende si ridurrebbe di un terzo. Un alleggerimento comunque di tutto rispetto”.

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