Rehn risponde a Salvini: statuto BCE impedisce garanzia su titoli di Stato

L’ipotesi avanzata da Salvini di garantire il debito dei singoli Stati non può essere applicata. A dirlo è il finlandese Olli Rehn.

Rehn risponde a Salvini: statuto BCE impedisce garanzia su titoli di Stato

Olli Rehn, banchiere centrale finlandese e consigliere della Banca Centrale Europea, risponde a Matteo Salvini che ieri, nel corso di una diretta Facebook, aveva ipotizzato un ruolo di garante del debito sovrano per l’istituto con sede a Francoforte (Salvini: BCE dovrebbe garantire i nostri titoli di Stato).

Non è concesso, ha detto uno dei papabili per la poltrona di Mario Draghi, alla Banca Centrale fare “finanziamento monetario”, un’attività che comprende anche il fare da garante per un singolo Paese o per l’intera area euro.

BCE: Rehn, prima stretta si è allontanata

Il livello di stimoli attualmente fornito dalla BCE è stato definito “adeguato” e il primo rialzo del costo del denaro è più lontano rispetto a qualche mese fa.

“In questa fase del contesto economico registriamo un indebolimento: stiamo cercando di capire se si tratti di una fase momentanea o più duratura”.

Nel meeting in calendario la prossima settimana, la BCE esaminerà le possibili opzioni a sua disposizione e discuterà dei dettagli del nuovo round di prestiti a lungo temine destinati al comparto bancario (Tltro, Targeted longer-term refinancing operations).

BCE: Rehn, target 2% va ripensato

Dal fronte prezzi, Rehn ha detto che il persistere dell’inflazione a livelli modesti potrebbe spingere a una ridefinizione del target di inflazione. In particolare, il 2% non va considerato un tetto.

«Ritengo che il 2% non sia un tetto e credo che l’inflazione possa deviare in entrambe le direzioni».

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