Regioni rosse e arancioni che cambiano colore: ecco quando si decide

Oggi la conferenza delle Regioni in cui si discuterà dell’ipotesi cambio colore e un allentamento delle misure restrittive per le zone rosse e arancioni. La settimana del 20 novembre sarà decisiva.

Regioni rosse e arancioni che cambiano colore: ecco quando si decide

Alcune regioni rosse e arancioni potrebbero vedere un allentamento delle misure restrittive dal 27 novembre. Dopo due settimane di stretta, che scadono il 20 novembre, inizierà la terza settimana, quella di monitoraggio e verifica, cruciale per i territori sottoposti a provvedimenti anti-Covid più rigidi.

Qui il pressing per il cambio colore da parte delle categorie produttive si fa sempre più forte. La speranza è di passare a una zona di rischio inferiore anche prima del nuovo Dpcm 3 dicembre che dovrebbe fissare le nuove regole in vista delle feste di Natale.

Oggi si terrà la conferenza delle regioni in cui si discuterà di questa ipotesi, oltre che dei criteri applicati dal Governo per decidere le misure restrittive.

Regioni rosse e arancioni, cambio colore dal 27 novembre

Le prime Regioni e PA che dopo il 20 novembre saranno sottoposte a nuova valutazione sono innanzitutto le rosse Lombardia, Calabria, Valle D’Aosta, Piemonte e Alto Adige.

Se è vero quel che ha detto il ministro Speranza, ossia che le “prime Regioni entrate in zona rossa saranno anche le prime a uscirne”, queste dalla zona rossa il 27 novembre se nella terza settimana di monitoraggio e verifica la curva dei contagi continuerà a scendere, stabilizzandosi su numeri meno preoccupanti.

Anche Puglia e Sicilia, zone arancioni, potrebbero diventare gialle a partire dalla stessa data.

Tuttavia il cambio colore non è così semplice. Lo ha ammesso lo stesso presidente della Toscana, favorevole all’ingresso della sua regione in zona rossa. L’obiettivo è riportarla in zona gialla entro Natale, ha detto Giani, ma “la risalita sarà dura”.

Intanto il saliscendi delle regioni dalle fasce di rischio continua: da mercoledì 18 novembre l’Abruzzo passa da zona arancione a rossa (ma con scuole che restano aperte) per effetto dell’ordinanza emanata dal presidente di Regione Marco Marsilio.

Se curva non scende, chiudere tutto entro Natale

Mentre le Regioni rosse pressano per un cambio colore che dia respiro alle categorie produttive svantaggiate dalle chiusure, gli esperti invitano a procedere con cautela.

Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia e Virologia all’università di Padova e ideatore del “modello Veneto”, ha detto che le misure del governo hanno avuto l’effetto di “rallentare l’andamento della curva, ma solo la prossima settimana ci dirà se la curva si è stabilizzata o se effettivamente scende”.

In questo secondo caso bisognerà prendere altri provvedimenti, perché dallo scoppio della seconda ondata dopo l’estate sono morte 9.000 persone e stiamo andando al ritmo di circa 500 morti al giorno. Senza mezzi termini il prof. Galli, direttore di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, afferma che se nelle prossime due settimane i casi non diminuiranno sarà inevitabile chiudere tutto.

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