Referendum Roma, presidenti assenteisti: 2 su 10 rinunciano all’incarico

A Roma mancano i presidenti. L’amministrazione ha dovuto chiamare i vigili urbani per coprire l’assenza di presidenti e scrutinatori alle urne.

Referendum Roma, presidenti assenteisti: 2 su 10 rinunciano all'incarico

A Roma mancano i presidenti dei seggi. Da questa mattina i cittadini sono chiamati a votare per il taglio dei parlamentari, le urne sono state riaperte per la prima volta dopo l’emergenza sanitaria dettata dal coronavirus, ma molti presidenti hanno deciso di non presentarsi, molto probabilmente per paura di essere contagiati.

Le misure anti contagio adottate non sembrano essere stati efficaci e tra gli addetti ai lavori è rimasta la paura di un possibile contagio. Per questo motivo l’amministrazione comunale e la Prefettura è dovuta correre ai ripari e ha chiamato la Polizia locale al fine di poter svolgere le elezioni nel modo quanto più normale possibile.

Referendum Roma, mancano presidenti e scrutinatori

Alle urne hanno deciso di non presentarsi diversi presidenti e scrutinatori, mettendo a rischio lo svolgimento del referendum. Per questo motivo si è corsi ai ripari e sono stati convocati i vigili urbani locali al fine di poter garantire lo svolgimento delle normali attività. Sull’atipicità della questione si è espresso anche Marco Milani, il segretario romano del sindacato Ugl, precisando che “bisogna vigilare affinché pericolosi precedenti non arrivino a costituire la norma e che sopratutto amministrazioni, centrali e locali, arrivino finalmente a riconoscere, in sede contrattuale, le enormi differenze, responsabilità ed esigenze, richieste ai caschi bianchi, rispetto al resto dei dipendenti degli enti locali”.

Anche il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Figliomeni ha denunciato diverse criticità nell’organizzazione dei seggi, accusando anche il sindaco Virginia Raggi, il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico:

“Raggi ed i governanti Pd / 5 Stelle prendano atto anche di questo ennesimo fallimento e consentano agli italiani ed ai romani di andare a votare presto per far eleggere una classe politica più capace e competente”.

Le difese al Campidoglio

Alle varie accuse mosse da diversi esponenti politici nei confronti della gestione dell’organizzazione dei seggi, sono arrivate anche delle dichiarazioni in difesa dell’operato del comune di Roma, tra cui quelle di Giuliano Pacetti, capogruppo del M5S che ha affermato:

“La paura del contagio ha messo a rischio la composizione dei seggi in tutta Italia: Milano è dovuta ricorrere agli appelli via social per cercare scrutatori e presidenti di seggio disponibili, in Puglia è dovuta intervenire la Protezione Civile”

Pacetti ha poi precisato che le assenze ai seggi sono state coperte in poche ore “ricorrendo ai dipendenti capitolini”, che ha ringraziato per quello che hanno fatto e stanno facendo. In totale sono state circa 760 le operazioni di sostituzione nei 2.600 seggi della Capitale. “Un numero enorme coperto in tempi record. Grazie davvero di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile il corretto svolgimento delle operazioni elettorali”, conclude Pacetti.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories