Reddito di cittadinanza: i Navigator che fine hanno fatto?

Reddito di cittadinanza: i Navigator che fine hanno fatto? Cerchiamo di rispondere a questa domanda dal momento che molti se lo staranno chiedendo, specie quelli che vorrebbero i beneficiari del RdC nei campi dove mancano braccianti.

Reddito di cittadinanza: i Navigator che fine hanno fatto?

Reddito di cittadinanza: i Navigator che fine hanno fatto? Cerchiamo di fare chiarezza sulla questione dal momento che ultimamente se ne sta discutendo.

Lanciati spesso nel dibattito politico e social, beneficiari del reddito di cittadinanza e Navigator, sono protagonisti anche dell’emergenza COVID-19.

È davvero facile in questi giorni imbattersi, specie sui social, in chi chiede a gran voce che i percettori del reddito di cittadinanza vengano impiegati nei campi, laddove mancano braccianti.

Non sono mancate esternazioni in tal senso anche di personaggi politici, come della stessa ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova.

Molti hanno invocato i Navigator chiedendosi appunto che fine avessero fatto e perché non si stessero impegnando per proporre i beneficiari del reddito di cittadinanza per il lavoro nei campi. Una risposta c’è a entrambe le domande.

Ricordiamo che i Navigator sono stati assunti come collaboratori da Anpal Servizi e sono occupati presso i Centri per l’Impiego per accompagnare chi percepisce il reddito di cittadinanza nella ricerca del lavoro e per il controllo e monitoraggio dei beneficiari nella fase 2.

Con l’emergenza COVID-19 e l’entrata in vigore del decreto Cura Italia è stata sospesa la condizionalità per i beneficiari del reddito di cittadinanza per evidenti motivi legati alla mobilità e all’inattività di molte aziende; così anche i Navigator potrebbero aver fermato la loro attività. Vediamo allora che fine hanno fatto i Navigator e perché non è possibile che i beneficiari del reddito di cittadinanza vadano tutti a fare i braccianti.

Reddito di cittadinanza e Navigator: ecco che fine hanno fatto

Con il reddito di cittadinanza sono stati creati anche i Navigator. Che fine hanno fatto oggi con l’emergenza COVID-19 in atto e i beneficiari fermi a casa? Stanno lavorando. Sebbene non se ne parli molto, indiscrezioni confermano che al pari di altri dipendenti privati e pubblici i quasi 3.000 Navigator stanno lavorando da casa in smart working.

Il lavoro del Navigator, anche se il decreto Cura Italia ha fatto venir meno la condizionalità per i beneficiari del reddito di cittadinanza, può continuare a svolgersi senza che questo dunque gravi ulteriormente in termini di denaro sulla finanza pubblica. Andiamo per gradi.

I Navigator sono assunti da ANPAL Servizi dopo aver superato un concorso, con contratto di collaborazione continuata e continuativa (co.co.co.) con scadenza ad aprile 2021. Sono laureati inseriti nei CPI con il compito di accompagnare i beneficiari nella firma del Patto per il Lavoro dopo la convocazione presso gli stessi e di indirizzarli verso delle offerte d’impiego.

Ricordiamo che al terzo rifiuto per il percettore del reddito di cittadinanza decade il diritto al beneficio, motivo per cui durante il lockdown le convocazioni presso i CPI sono venute meno e di conseguenza anche l’obbligo dei percettori del RdC ad accettare, eventualmente, il lavoro proposto.

Cosa fanno i Navigator

Ma cosa fanno i Navigator ora che è tutto fermo e lavorano in smart working? Resta l’attività di back-office che comunque è parte integrante del lavoro di questi operatori. In tutte le regioni d’Italia i Navigator continuano a dividersi tra PC e telefonate. Il loro lavoro continua e si occupano principalmente:

  • della verifica dei dati anagrafici dei beneficiari;
  • eventuali condizioni di esclusione degli stessi dalla condizionalità prevista dal reddito di cittadinanza;
  • si occupano della presa in carico e anche di dare informazioni (via telefono o anche in video);
  • si occupano della cosiddetta attività di scouting. Nonostante le aziende siano ferme e ci sia il lockdown non è escluso che ci siano opportunità lavorative;
  • possono anche individuare percorsi di formazione per i beneficiari del reddito di cittadinanza;
  • proseguire nel monitoraggio occupazionale.

Ovviamente l’attività dei Navigator è molto limitata in questo momento, anche se da remoto, e possiamo immaginare che non ovunque in Italia il lavoro proceda regolarmente e senza difficoltà.

D’altronde in questo momento tutto è bloccato e se già la tanto conclamata riforma dei Centri per l’Impiego (che dovrebbe portare poi anche a una stabilizzazione dei Navigator) stava andando a rilento l’emergenza COVID-19 non potrà che peggiorare la situazione. I Navigator possono sì fare proposte anche da remoto ai beneficiari, ma sempre nel rispetto di quanto stabilito dal Cura Italia.

Ecco perché chi ha il reddito di cittadinanza non può andare nei campi

Ma vediamo perché chi prende il reddito di cittadinanza non può andare nei campi, o almeno non tutti e perché dunque non si può invocare i Navigator in questo particolare frangente.

La legge che ha introdotto il reddito di cittadinanza, la n.26/2019 da conversione del decreto n.4/2019, all’articolo 4 comma 8 punti 4 e 5 stabilisce che il beneficiario, sottoscritto il Patto per il Lavoro con il quale si va a delineare il profilo e dunque attitudini e competenze deve:

  • sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione, su indicazione dei servizi competenti e in attinenza alle competenze certificate;
  • accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue, ai sensi dell’articolo 25 del decreto legislativo n. 150 del 2015, come integrato al comma 9; in caso di rinnovo del beneficio ai sensi dell’articolo 3, comma 6, deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio [...].

Il beneficiario del reddito di cittadinanza che riceva dal Navigator una proposta di lavoro non congrua può rifiutarla, anche per tre volte senza perdere il beneficio, pertanto l’operatore è tenuto a selezionare le offerte di lavoro sulla base del profilo del cittadino che ha in carico.

Oggi con la sospensione degli obblighi del percettore del reddito di cittadinanza, la cosiddetta condizionalità, anche qualora il Navigator individuasse il profilo adatto alla posizione di bracciante, questi avrebbe tutto il diritto di rifiutare senza incorrere in alcuna conseguenza.

Non è un difetto del beneficiario, né del Navigator, se davvero si vuole far lavorare chi prende il reddito di cittadinanza nei campi (al netto delle competenze) è il governo che dovrebbe intervenire.

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2 commenti

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MargheritaSlm • 7 maggio

Apprezzo l’articolo, non politicizzato, contenuti corretti e rispondenti al vero.
Aggiungo inoltre una riflessione sulla problematica questione dei trasporti pubblici in Italia, già molto carenti prima dell’emergenza COVID-19. Sovente, orari e distanza della sede di lavoro non permettono l’accesso allo stesso, in assenza di un mezzo proprio. Molti beneficiari del Reddito di Cittadinanza non sono automuniti.

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MediterraneanBlood • 30 aprile

Finalmente un articolo scritto con cognizione di causa e non dettato da questa o quella linea politicizzata. Grazie, a nome di un navigator.

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