Reddito di cittadinanza, controlli incrociati INPS-ministero Giustizia al via: chi rischia

Teresa Maddonni

2 Giugno 2022 - 14:27

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Al via i controlli sul reddito di cittadinanza grazie al protocollo tra l’INPS e il ministero della Giustizia operativo dal 1° giugno. Verifiche incrociate per i beneficiari. Chi rischia la revoca.

Reddito di cittadinanza, controlli incrociati INPS-ministero Giustizia al via: chi rischia

Sul reddito di cittadinanza partono i controlli incrociati dell’INPS e del ministero della Giustizia, ma chi rischia?

È attivo dal 1° giugno infatti il protocollo tra l’INPS e il dicastero della ministra Marta Cartabia per lo scambio delle informazioni utili alle verifiche relative alla concessione o alla revoca del reddito di cittadinanza come annunciato dall’Istituto con un comunicato stampa.

Si tratta di un passo in avanti verso il rafforzamento del processo che porta al controllo preventivo sui beneficiari del reddito di cittadinanza.

I controlli attivi da giugno 2022 riguardano infatti i richiedenti o beneficiari del reddito di cittadinanza che potrebbero aver subito una sentenza di condanna dall’autorità giudiziaria. Vediamo nel dettaglio chi rischia la revoca.

Reddito di cittadinanza, controlli incrociati INPS-ministero Giustizia: chi rischia

I controlli sul reddito di cittadinanza nell’ambito del protocollo INPS-ministero della Giustizia pongono un freno a quelli che sono passati alle cronache come i furbetti del beneficio, mettendo quindi a rischio coloro che hanno subito una condanna e che pertanto non sono nelle condizioni di poterlo ottenere.

Nel comunicato dell’INPS del 1° giugno si legge infatti che “grazie ai sistemi di interoperabilità messi a punto dall’INPS e dal ministero della Giustizia saranno effettuati controlli su tutti i richiedenti e percettori di RdC attraverso la trasmissione da parte di INPS al Ministero della Giustizia dell’elenco costantemente aggiornato dei soggetti beneficiari del RdC per la verifica dell’esistenza nel sistema del Casellario Centrale di condanne con sentenza passata in giudicato da meno di dieci anni per i reati di cui all’art. 7, comma 3, del DL n.4 del 28/1/2019 e ss.mm.’”

Tutti i percettori o richiedenti del reddito di cittadinanza sono sottoposti a controllo e a rischiare la sanzione saranno coloro che il ministero della Giustizia troverà con una sentenza di condanna sulle spalle. Nel comunicato l’INPS fa riferimento ai “reati di cui all’art. 7, comma 3, del DL n.4 del 28/1/2019 e ss.mm.”

Il decreto è quello che ha introdotto il reddito di cittadinanza ormai tre anni fa. All’articolo 7 che fa riferimento alle sanzioni, in particolare al comma 3 si legge quanto segue:

“Alla condanna in via definitiva per i reati di cui ai commi 1 e 2 e per quello previsto dall’articolo 640-bis del codice penale, nonché alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti per gli stessi reati, consegue di diritto l’immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva e il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito. La revoca è disposta dall’INPS ai sensi del comma 10. Il beneficio non può essere nuovamente richiesto prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna.”

Il riferimento al codice penale riguarda il reato di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Reddito di cittadinanza: esito controlli

Sempre l’INPS nel comunicato in merito ai controlli sui percettori del reddito di cittadinanza specifica che gli esiti degli stessi avranno la conseguenza di disporre la revoca del beneficio per coloro che lo hanno eventualmente recepito indebitamente o che comunque non si procederà, a domanda, al riconoscimento dello stesso.

Specifica ancora l’Istituto che “lo scambio integrale delle informazioni avviene nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, attraverso la creazione di un circuito privato virtuale sicuro sulle dorsali pubbliche.”

Il comunicato stampa dell’Istituto sui controlli per il reddito di cittadinanza riporta anche le parole degli addetti ai lavori.

“Il protocollo è frutto di una intensa collaborazione tra le due istituzioni ed è un significativo passo in avanti verso maggiori controlli automatizzati per l’erogazione del reddito di cittadinanza a chi ne ha diritto – commenta il presidente dell’INPS Pasquale Tridico –. Il potenziamento delle verifiche e dell’interoperabilità delle banche dati su tutte le prestazioni è una priorità dell’Istituto, per garantire i cittadini e gli interessi del Paese.”

“Grazie a un intenso lavoro di squadra tra INPS, Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati (DGSIA), e Dipartimento per gli Affari di giustizia (DAG) è stato possibile approfondire congiuntamente ogni aspetto tecnico e normativo per realizzare procedure che puntano sempre di più sui controlli preventivi rispetto all’erogazione della prestazione – aggiunge Vincenzo Caridi, Direttore Generale dell’INPS –. Nuove tecnologie e competenze ci permetteranno di incrementare ulteriormente l’efficacia dei servizi della PA e i controlli sincroni.”