Il Reddito di Cittadinanza ha rischiato di essere cancellato?

Giorgia Bonamoneta

15/10/2021

15/10/2021 - 21:25

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Si è tenuto oggi il Consiglio dei Ministri nel quale sono stati discussi diversi temi. Il Reddito di Cittadinanza era a rischio di cancellazione?

Il Reddito di Cittadinanza ha rischiato di essere cancellato?

Il Reddito di Cittadinanza ha rischiato di essere cancellato? La risposta è “no” ed era abbastanza prevedibile viste le precedenti dichiarazioni del premier Mario Draghi e del Ministro del Lavoro Orlando.

Un Consiglio dei Ministri difficile quello di oggi, 15 ottobre, nel quale si sono discussi svariati temi. Il pomo della discordia è stato, senza sorprese, il Reddito di Cittadinanza, che ha generato un acceso dibattito - anche se molti giornali parlano di vera e propria lite - tra Giancarlo Giorgetti (Lega) e Stefano Patuanelli (M5S).

L’attacco unito dei ministri di Lega, Forza Italia e Italia Viva è fallito, abbattendosi contro il muro del Governo e la presa di posizione di Mario Draghi.

Reddito di Cittadina a rischio nel Consiglio dei Ministri?

Questa estate l’attacco al Reddito di Cittadinanza si era concretizzato da parte di numerosi esponenti, da Giorgia Meloni che lo aveva definito “metadone di Stato”, Matteo Renzi che aveva delineato una platea di “persone sul divano”, fino a Matteo Salvini che aveva presto aggiustato il tiro su chi aveva diritto a riceverlo.

La giornata di oggi ha visto schierarsi nuovamente le tre forze politiche contro il rifinanziamento della misura di sostegno alla povertà che è diventato il Reddito di Cittadinanza con lo scoppio della pandemia.

Il rifinanziamento per 200 milioni di euro del RdC, secondo i detrattori, toglierebbe troppi fondi ad altre misure di sostegno, ma alcune di queste dichiarazioni sono state in seguito smentite.

In particolare sono stati i ministri Giorgetti e Patuanelli a scontrarsi sul tema, sostenuti dai rispettivi blocchi. Giorgetti ha promosso l’evidenza secondo la quale il RdC non sia stato in grado di generare posti di lavoro.

Dall’altra parte Patuanelli, sostenuto da Orlando e dal Presidente del Consiglio Draghi, ha ribadito una realtà evidente, ovvero che il RdC è stato un sistema di sostegno che ha permesso alle famiglie di sopravvivere durante il lockdown.

Le parole del Ministro:

Senza il reddito di cittadinanza la tensione sociale sarebbe esplosa, non sarebbe stata gestibile. Ma qui c’è chi fa finta di non averlo capito.

Reddito di Cittadinanza a rischio: la posizione di Draghi lo mette al sicuro

Il rifinanziamento è passato e l’impianto non è stato modificato, questo grazie alla presa di posizione di Mario Draghi. Da tempo il premier sostiene lo strumento del RdC, sostenendone però alcune modifiche. E oggi non è stato da meno, chiarendo che “ci sarà un cambiamento”.

Non è quindi un mistero il piano di Mario Draghi sul Reddito di Cittadinanza, come non lo sono le possibile modifiche alle quali andrà incontro una volta raggiunti gli accordi.

Draghi e Orlando vorrebbero infatti introdurre un criterio per ottenere e mantenere il Reddito di Cittadinanza che permetta al cittadino di diventare competitivo nel mondo del lavoro. Nella sua proposta la misura del RdC dovrebbe introdurre l’obbligo di seguire corsi e altre attività formative di studio, aggiornamento e allargamento delle competenze.

Reddito di Cittadinanza a rischio di cancellazione: cosa sarebbe successo?

Più che cancellare il Reddito di Cittadinanza, il rischio più concreto era quello di non vederlo rifinanziato. Nel caso di esaurimento dei fondi ci sarebbe stata una riduzione del beneficio per tutte le famiglie, così da consentirne il mantenimento.

Gli assegni sono già molto più bassi rispetto al passato, anche con importanti variazioni e un ulteriore ribasso avrebbe reso il sostegno completamente inutile.

Inoltre, una volta raggiunto il limite di spesa, non sarebbero state autorizzate altre domande, con il concreto rischio di lasciare fuori dal sostegno famiglie bisognose.

Consiglio dei Ministri: cosa si è discusso e approvato

Il Consiglio dei Ministri di oggi ha toccato anche altri punti in programma. Tra questi:

  • rifinanziamento con 100 milioni di euro del fondo ecobonus per l’acquisto di veicoli a basse emissioni;
  • tempistiche più ampie per pagare le cartelle esattoriali, da 60 a 150 giorni;
  • proroga della cassa integrazione di 13 settimane per le piccole imprese;
  • cassa integrazione per Alitalia fino a ottobre 2022;
  • congedi al 50% per chi non può usufruire del lavoro in smart working e hanno figli under 14 in DAD;
  • misure più severe per prevenire incidenti sul posto di lavoro.

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