Reddito di cittadinanza: quanto serve per confermarlo il prossimo anno

Luna Luciano

17 Ottobre 2021 - 11:56

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Da uno rapporto della Caritas il Reddito di cittadinanza viene indicato come unico strumento per contrastare la povertà. E se riformarlo è la soluzione, prima bisogna riconfermarlo e finanziarlo.

Reddito di cittadinanza: quanto serve per confermarlo il prossimo anno

Aumentano i poveri assoluti in Italia e l’unico modo per contrastare la povertà potrebbe essere il Reddito di cittadinanza se riformato adeguatamente. È questa la conclusione a cui giunge il Rapporto 2021 sulla povertà e l’esclusione sociale della Caritas.

Prima di poter riformare il Reddito, quindi garantirne un buon funzionamento, è necessario che sia confermato e finanziato per l’anno prossimo. Non basteranno però i 200milioni di euro inseriti nel decreto fisco-lavoro, al massimo questi garantiranno il Reddito fino al 31 dicembre.

Reddito di cittadinanza: quanto per finanziarlo

Finanziare prima di riformare. Il primo passo da compiere verso un miglior funzionamento del Reddito di cittadinanza è senza dubbio quello di confermarlo e rifinanziarlo. Di certo non si tratterrà dei 200 milioni inseriti nel decreto fisco-lavoro approvato venerdì 15, che ha sollevato polemiche e proteste da parte della Lega, di Forza Italia, Italia Viva e di Fratelli d’Italia. Il partito della Meloni si è schierato da sempre contro il Reddito, definendolo più volte come un “metadone di Stato”, un oppioide, nonché un mero palliativo.

Eppure i 200 milioni saranno sufficienti a garantire il Reddito solo fino al 31 dicembre e si prevede che per il prossimo anno sarà necessario una cifra quattro volte tanto. La misura oggi costa il 67% in più di quando è nata nel 2019, tre anni fa lo Stato spendeva 433 milioni, l’anno scorso ne ha spesi 595 milioni, mentre quest’anno ben 722 milioni. Questo sarebbe l’unico modo per garantire l’assegno mensile di 546 euro a 1 milione e 400 mila famiglie che lo recepiscono. Senza considerare che un affitto di un appartamento, con una camera da letto, in media in Italia costa tra i 450 e i 600€, ovviamente i costi variano sensibilmente per città e tra centro e periferia.

Per il prossimo anno ci penserò la futura legge di bilancio a coprire il buco. A questo però si aggiunge l’attesa per le conclusioni dell’indagine della commissione Saraceno, prevista per fine mese. L’indagine sarà consegnata al Ministro del Lavoro Orlando, dopodiché il Reddito sarà vagliato, corretto e migliorato in maniera che possa realmente essere non solo uno strumento di contrasto alla povertà ma un ponte di collegamento verso il mondo del lavoro.

Reddito di cittadinanza: unico modo per contrastare la povertà

È davvero necessario che il Reddito sia finanziato? Sì. Questa è la risposta fornita dal Rapporto della Caritas sulla povertà in Italia. Un milione sono i poveri assoluti in più quest’anno. A causa della pandemia sono aumentate sensibilmente le persone in difficoltà. A oggi sono 5,6 milioni gli italiani in grave difficoltà economica, pari a 2 milioni di famiglie, e solo un 1 milione e 674 mila persone hanno potuto beneficiare del reddito, ossia una persona su cinque. Di fronte a tali spaventosi numeri di una povertà crescente, il premier Draghi ha quindi difeso lo strumento perché “ispirato a valori costituzionali, come l’eguaglianza e la solidarietà politica, economica e sociale”.

Reddito di cittadinanza: i limiti e le riforme

Se il Reddito ha il pregio di poter essere potenzialmente un vero strumento per contrastare la povertà, attualmente presenta alcuni limiti, segnalati dallo stesse Premier Draghi. Questi difetti riguardano specialmente le politiche attive del lavoro. È in quest’ambito che si dovrà innanzitutto intervenire. L’obiettivo di Draghi è quindi quello di costruire un raccordo con il piano GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) finanziato con 4,4 miliardi del Recovery Plan, che la Conferenza Stato-Regioni approverà il prossimo 21 ottobre.

Dovrà essere tenuto in considerazione però che due terzi dei percettori del Reddito non sono occupabili. È questo quello che si legge nel rapporto dell’INPS del milione e mezzo di beneficiari una buona parte è costituita in questo modo:

  • 153 mila pensionati;
  • 1 milione e 350 mila minori;
  • 450 mila disabili.

Il 72% ha al massimo la licenza media ed è per questo che sono stati ipotizzati corsi di aggiornamento. Un altro punto debole però è evidenziato anche nel sostegno alla povertà. Il supporto economico si è rivelato sbilanciato, favorendo single e persone del Sud, sfavorendo le famiglie numerose e il Nord. Gli stranieri poi sono penalizzati dal requisito troppo severo di residenza in Italia di almeno 10 anni. Infine il Reddito sarebbe dovuto essere un ponte di collegamento con il mondo del lavoro ma il coordinamento tra Centri per l’impiego e servizi sociali dei Comuni non è mai totalmente decollato. Insomma si prospettano molti lavori per poter perfezionare uno strumento che per adesso ha potuto aiutare 1 milione e 674 mila persone.

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