Reddito di Cittadinanza a rischio? Parla il Ministro del Lavoro

Simone Micocci

16 Giugno 2021 - 10:34

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Il Ministro del Lavoro ammette: “Il Reddito di Cittadinanza non ci piace”. La misura non è a rischio ma servono correttivi.

Reddito di Cittadinanza a rischio? Parla il Ministro del Lavoro

È ripartita da qualche settimana la campagna denigratoria sul Reddito di Cittadinanza. Articoli, servizi dei telegiornali, speciali nei programmi di approfondimento; tutti parlano di come il Reddito di Cittadinanza non sta funzionando in quanto avrebbe fatto sì che molte persone rinunciassero alla ricerca di un nuovo lavoro accontentandosi di quanto riconosciuto sotto forma di sostegno mensile.

Un problema che sembra esserci specialmente in ambito stagionale: ma c’è chi si difende e spiega che la colpa non è del Reddito di Cittadinanza, quanto del fatto che i datori di lavoro non offrono sufficienti garanzie (stipendi bassi, orari di lavoro oltre quanto previsto dalle normative, nessuna prospettiva futura).

Ognuna delle parti, quindi, ha la sua “verità”: quel che ci interessa in questo momento, però, è cosa ne pensa il Governo Draghi visto che comunque è questo a dover decidere del futuro del Reddito di Cittadinanza e di eventuali modifiche da apportare alla misura.

Proprio adesso sono arrivate le parole del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il quale ha fatto il punto della situazione.

Reddito di Cittadinanza, Orlando ammette: “Non piace al Governo”

Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha commentato quanto successo in Parlamento in queste ore. Per chi non lo sapesse, infatti, era stato proposto un emendamento al Decreto Sostegni bis, al momento in fase di conversione in Parlamento, che di fatto obbligava i beneficiari del Reddito di Cittadinanza ad accettare eventuali offerte di lavoro come stagionali.

L’emendamento, però, è saltato e dunque resta tutto come prima.

Nel commentare questo ultimo aggiornamento, il Ministro del Lavoro ha spiegato che effettivamente ci sono dei problemi che vanno risolti. E poi si lascia andare con una dichiarazione che potrebbe destare preoccupazione in chi oggi prende il Reddito di Cittadinanza:

Dobbiamo riconoscere un fatto: come è nato non ci piaceva.

Non per questo, però, il Reddito di Cittadinanza è a rischio. Vogliamo quindi tranquillizzare coloro che pensano alle conseguenze negative che queste dichiarazioni potrebbero avere.

Semmai si pensa a dei correttivi, tant’è che il Ministro Orlando ha parlato di “tagliando”, ma al momento non sembrano esserci rischi di una cancellazione della misura. Anzi, Orlando ha anche detto che è il momento di “smettere con questa caricatura sul Reddito di Cittadinanza”.

Reddito di Cittadinanza: come cambierà

La parola chiave per migliorare il Reddito di Cittadinanza è: politiche attive. È su queste che bisogna intervenire, puntando sulla “formazione e sulla qualità per fornire al mercato i profili professionali richiesti”.

Solo in questo modo si può effettivamente contrastare la povertà, intervenendo sul problema strutturale: “trovare un’occupazione stabile e duratura ai giovani o a chi ha perso il posto”.

È proprio su questo aspetto che, spiega il Ministro del Lavoro, si concentrano i problemi:

Se il sostegno si è rivelato efficace per contrastare la povertà, dall’altro non ha invece favorito l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Raccontare che si sarebbero aiutate le persone a trovare lavoro tramite il reddito di cittadinanza è stato un errore.

Per questo da tempo si parla di una riforma del Reddito di Cittadinanza, ma non della sua cancellazione (se non da parte di alcuni esponenti politici), come pure della figura dei Navigator.

È vero, quindi, che il Reddito di Cittadinanza non piace al Governo Draghi ma non per questo c’è l’intenzione a cancellare la misura. L’obiettivo è quello di migliorarla tramite un intervento strutturale e non con misure spot come poteva essere l’emendamento sul lavoro stagionale nel Decreto Sostegni bis. Resta da capire quali saranno questi miglioramenti e in quale direzione si muoveranno.

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