Recovery Fund, un’opportunità per l’Italia per creare produttività, parola di Pietro Paganini

Il Recovery Fund rappresenta un’enorme opportunità per l’Italia che dovrà investire il fondo per creare nuova produttività, diventando un po’ più «frugale», secondo Pietro Paganini.

Recovery Fund, un'opportunità per l'Italia per creare produttività, parola di Pietro Paganini

Dopo mesi d’incertezza e instabilità, l’Europa è finalmente riuscita a raggiungere il tanto agognato accordo sul Recovery Fund, la politica fortemente voluta dal Governo Italiano per finanziare la ripartenza economica del Paese dopo la crisi dovuta all’emergenza sanitaria.

Questo politica tuttavia comporterà, oltre ai singoli debiti nazionali dei vari Stati membri, anche un debito a livello europeo che verrà condiviso tra tutte le Nazioni, spiega Pietro Paganini, professore alla J. Cabot di Roma e alla Temple University di Philadelphia, nel corso di un’intervista per Money.it. Con molta probabilità quindi saranno emessi dei nuovi bond, ma soprattutto si andrà incontro ad una nuova tassazione europea, senza però sapere ancora che tipo di tasse verranno attuate.

Il Recovery Fund deve creare produttività

Paganini riporta le parole del premier Conte che in seguito alla siglatura dell’accordo Europeo ha ricordato l’importanza di attuare delle scelte economiche basate sul buon senso. Anche il professore appoggia la posizione del premier sostenendo che sia di fondamentale importanza investire il fondo europeo affinché sia in grado di creare una nuova produttività, facendo in modo che “un euro investito ne porti 2, 3 euro, ed è questo verso cui dobbiamo andare, ma in Italia tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”.

La preoccupazione maggiore di Paganini, che condivide con i Paesi Frugali, è quella secondo cui il nostro Governo e le nuove task force dovranno essere in grado di crescere con una visione e un progetto Paese e capire quale dove vorrà andare l’Italia nei prossimi 20 anni e per cosa vorrà diventare famosa.

Anche l’Italia dovrebbe essere più “frugale”

Secondo Paganini anche l’Italia dovrebbe essere più frugale, dove il termine frugale non deve essere inteso come “non voler investire, ma semplicemente stare attenti a come queste risorse vengono utilizzate”. Quelli che vengono appellati come Paesi Frugali dovrebbero diventare un modello da seguire per l’Italia, poiché, nonostante siano dei piccoli Stati, sono delle economie globali che superano l’Italia in diversi indici. In passato, infatti, il nostro Paese non ha saputo sfruttare nel modo più adeguato le risorse che aveva a disposizione e non le ha investite nel modo corretto.

L’Italia deve semplificare il sistema fiscale

Il direttore dell’agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, negli ultimi giorni ha avanzato una nuova proposta, considerata rivoluzionaria con cui semplificare e snellire il sistema fiscale italiano, mettendo la parola fine ai saldi e agli acconti che sono odiatissimi per i possessori di Partiva Iva, ipotizzando un pagamento mensile.

Paganini ricorda che uno degli obiettivi del premier Conte, prima dello scoppio della pandemia era proprio quello di semplificare le procedure fiscali dell’Italia, “che è la vera sfida che questo Paese deve affrontare”. Secondo il professore inoltre lo Stato dovrebbe essere in grado di mettere i cittadini nelle condizioni di potersi pagare le tasse da soli, in modo corretto e per tempo, “senza il bisogno di sei commercialisti”. Paganini conclude affermando che:

“Il fisco amico non è solo quello che è basso, ma è un fisco che è comprensibile e che rimane stabile nel tempo”.

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