Reddito di cittadinanza: solo il 3,5% dei beneficiari ha trovato lavoro

Sui 2,8 milioni di italiani che percepiscono o hanno percepito il reddito di cittadinanza, solo in 100mila hanno trovato lavoro

Reddito di cittadinanza: solo il 3,5% dei beneficiari ha trovato lavoro

Solo il 3,5% dei beneficiari del reddito di cittadinanza ha trovato lavoro. Numeri decisamente scoraggianti quelli rilasciati dall’Agenzia nazionale per le politiche attive (Anpal) e messi in evidenza in primis da il Giornale.

Numeri che certificano come siano appena 100mila ad oggi ad aver trovato un’occupazione grazie al percorso avviato con la percezione del RdC, quello gestito dai contestatissimi navigator.

Delle totali 2,8 milioni di persone che hanno avuto accesso alla misura assistenziale, solo una porzione minima ha portato a termine con successo il percorso di formazione e reinserimento occupazionale nato proprio con la figura lavorativa introdotta su spinta del Movimento 5 stelle.

Su simili cifre è comunque impossibile ignorare il forte impatto della pandemia di coronavirus e il relativo lockdown, che molto hanno pesato su realtà aziendali di innumerevoli settori in Italia, come d’altronde sulla stessa fase formativa e di ricerca.

Ma alla base resta una forte discrepanza tra i patti di servizio attivati - ovvero il percorso che il beneficiario del RdC avvia per rientrare nel mondo lavorativo - e il numero effettivo di persone che hanno poi trovato un’occupazione.

RdC: solo il 3,5% dei beneficiari ha trovato lavoro

Nel pezzo incentrato sui numeri Anpal, il Giornale fa notare come degli 800mila patti di servizio sottoscritti alla data del primo luglio appena 1 su 8 abbia trovato lavoro.

Malgrado almeno la metà degli 800mila sia effettivamente stato contattato dai Centri per l’impiego, l’approdo al fronte lavorativo vero e proprio - o anche solo l’accesso a un percorso formativo - si è mostrato quanto mai raro.

Va precisato che sui 2,8 milioni di percettori totali, secondo l’INPS solo 1,5 milioni sono da considerare occupabili. Questo non toglie però una percentuale di occupati estremamente bassa, quantificabile in poco meno del 7%.

Cifre che amplificano le già ben presenti perplessità attorno alla figura dei navigator. Dopo i grossi problemi di assunzione e inserimento negli attuali assetti dei centri per l’impiego, questi ultimi sembrano alle prese con numeri enormi e scarse possibilità di manovra in uno scenario di settore rimasto sostanzialmente invariato.

E pensare che solo meno di un anno fa l’allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio annunciava l’assunzione imminente di 10.000 navigator, evidenziandone il ruolo cruciale nell’inserimento lavorativo di tutti quelli che beneficiano della misura economica di sostegno.

Di fatto ne sono stati assunti poco meno di 3.000, ma per ora quell’intenzione che il Presidente dell’Anpal Domenico Parisi definiva come la “creazione di una figura che ancora non esiste per formarla sul campo” sembra di fronte a una strada tutta in salita.

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