Ravvedimento: guida dell’Agenzia delle Entrate. Ecco come correggere gli errori fiscali

Valentina Pennacchio

11 Febbraio 2014 - 11:26

Come correggere gli errori fiscali? La guida al ravvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Ravvedimento: guida dell’Agenzia delle Entrate. Ecco come correggere gli errori fiscali
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Nell’era dei social network anche le comunicazioni degli enti istituzionali viaggiano con velocità sul web. Se solo ultimamente l’Agenzia delle Entrate è sbarcata su Twitter, il canale YouTube, «Entrate in video», rappresenta già da un po’ un aiuto per i contribuenti in difficoltà con gli adempimenti fiscali e le notizie legate al Fisco grazie alle video guide dell’Agenzia delle Entrate.

Oggi parliamo di Ravvedimento operoso, lo strumento che consente di regolarizzare, spontaneamente, errori o omissioni nel pagamento delle tasse, godendo della riduzione delle sanzioni.

Chi può ricorrere al ravvedimento? Possono usufruire del ravvedimento tutti i contribuenti, nel rispetto di determinati limiti di tempo. Infatti, come spiga la guida delle Entrate, non è possibile riccorrervi:

  • se la violazione è stata già contestata o notificata al contribuente;
  • se sono iniziate verifiche e ispezioni o altre attività di accertamento.

Cosa versare e quando usare il ravvedimento?

Il contribuente che decide di usufruire del ravvedimento deve versare contemporaneamente:

  • la somma dovuta a titolo d’imposta;
  • la sanzione ridotta. Invece che al 30%, come previsto di solito, la sanzione dipende dal momento in cui viene eseguito il ravvedimento:
    - è pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo se il pagamento della tassa avviene entro 14 giorni dalla scadenza originaria e se si pagano entro 30 giorni da detta scadenza gli interessi e la sanzione;
    - è pari al 3% se il pagamento della tassa, degli interessi e della sanzione avviene dal quindicesimo giorno, ma entro 30 giorni dalla scadenza prescritta;
    - è pari al 3,75% se si paga l’imposta con un ritardo superiore ai 30 giorni, ma entro il termine della presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui è stata commessa l’irregolarità;
    - è pari al 3,75% se il pagamento è eseguito entro 1 anno dalla violazione per le imposte che non scaturiscono da dichiarazione.
  • gli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno della scadenza al giorno in cui viene eseguito il pagamento.

Come abbiamo visto precedentemente è possibile usare il ravvedimento sia per le imposte che derivano dalla dichiarazione dei redditi, sia per altre violazioni, ad esempio:

  • il ritardo nella presentazione della dichiarazione, purché non sia superiore ai 90 giorni, versando 25 euro a titolo di sanzione sempre entro il termine di 90 giorni.

Non è possibile pagare a rate le somme, ma è consentita la compensazione (tranne per imposte versate con modello F23) con eventuali crediti d’imposta per i tributi previsti(esempio IVA o IRPEF).

Come eseguire il pagamento?

Il pagamento deve essere eseguito tramite il modello F24 per:

  • le imposte sui redditi;
  • le relative imposte sostitutive;
  • le ritenute;
  • l’IVA;
  • l’IRAP.

E il modello F23 per:

  • l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti.

Per per imposta di registro dovuta per i contratti di affitto è possibile usare anche il modello 24 Elementi Identificativi.

Dove trovare i codici tributo? Consultando la pagina apposita dell’Agenzia delle Entrate.