Raffica di razzi e raid tra Israele e Hamas, cosa sta succedendo a Gaza

Nella notte lanciati oltre 400 razzi lungo la Striscia di Gaza, nessuna risoluzione tra Israele e Palestina. Morti e feriti

Raffica di razzi e raid tra Israele e Hamas, cosa sta succedendo a Gaza

Una raffica di raid aerei sulla Striscia di Gaza ha messo fine alla tregua di un mese che sembrava essersi instaurata tra Hamas e Gerusalemme.

La Palestina e il movimento della Jihad islamica avevano lanciato ieri centinaia di razzi contro città e villaggi del sud di Israele; nella notte non si è fatta attendere la risposta dall’aviazione israeliana, in reazione all’attacco allo stato ebraico. Il raid arriva a pochi giorni dall’inizio del Ramadan e dai festeggiamenti ebraici del Giorno dell’indipendenza.

Raid a Gaza, tra Palestina e Israele una guerra senza fine

17 palestinesi, tra cui due miliziani della Jihad islamica e una madre incinta con la sua bambina di 14 mesi, sono rimasti uccisi. Per i familiari, un aereo israeliano avrebbe sparato un missile vicino alla casa della donna e le schegge avrebbero raggiunto e colpito la neonata, la madre sarebbe morta poco dopo a causa delle gravi ferite riportate. Diversa la versione di Israele.

“La bimba e la donna palestinese incinta che hanno perso la vita ieri non sono state uccise in attacchi israeliani ma da armi difettose di Hamas o della Jihad islamica.”

L’agenzia di stampa Maan parla di cinque edifici distrutti nel centro di Gaza. Secondo il Ministero della salute a Gaza sarebbero oltre 40 i feriti. Tra i morti ci sarebbero anche tre israeliani e una seconda donna palestinese incinta. Oggi un razzo, sparato da Gaza, ha centrato l’ospedale israeliano di Ashkelon: feriti alcuni pazienti e danni al reparto oncologico. Il bilancio delle vittimw è destinato a salire.

L’escalation di violenza è scattata venerdì, quando un cecchino della Jihad islamica ha sparato alle truppe israeliane attraverso il confine, ferendo due soldati dell’esercito israeliano.

Gerusalemme ha risposto con attacchi aerei e altre rappresaglie, che hanno ucciso due combattenti di Hamas. Due palestinesi, che protestavano vicino alla frontiera, sono stati colpiti a morte dalle forze israeliane. Il lancio di razzi sui paesi a sud di Israele è proseguito per tutta la notte. Le forze israeliane si sono vendicate con raid aerei e carri armati, prendendo di mira più di 30 bersagli.

Una tensione in aumento che, annunciano dalla Palestina,

“si farà più ampia e più dolorosa se Israele persegue la sua aggressività”.

Le esplosioni a Gaza City sono continue mentre fervono i preparativi per il mese musulmano del Ramadan; anche nei paesi a sud di Israele le sirene continuano a suonare, invitando gli ebrei a rifugiarsi nei bunker. La situazione nell’area è critica, sono molte le famiglie evacuate e sembra non esserci alcuna soluzione. Le accuse sono reciproche. Le Forze di Difesa israeliane denunciano, su Twitter, che la Jihad islamica palestinese insieme a Hamas sono responsabili di aver lanciato 200 missili sui civili israeliani.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato i capi della sicurezza e Jonathan Conricus, portavoce dell’esercito israeliano, ha già annunciato che Israele è pronta a intensificare i propri attacchi.

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L’Unione europea, intanto, ha chiesto lo stop immediato dei combattimenti, appoggiando gli sforzi compiuti da Egitto e Nazioni Unite per calmare le acque e giungere a una mediazione.

“Il lancio di razzi da Gaza verso Israele deve fermarsi immediatamente: occorre urgentemente una riduzione graduale di questa situazione pericolosa per garantire che le vite dei civili siano protette”,

ha dichiarato Maja Kocijancic, portavoce dell’UE.

Per l’Ue sia israeliani che palestinesi hanno diritto di vivere in pace, sicurezza e dignità.

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