Sabato e domenica di riposo, per staccare dalla lunga settimana lavorativa e dedicarsi a interessi, svago e famiglia.
Per tanti è un classico, per alcuni è un miraggio. Mentre c’è chi approfitta del weekend per ricaricare le energie, magari con una gita fuori porta, shopping, aperitivo e cena al ristorante, dall’altra parte c’è naturalmente chi lavora per fornire questi servizi.
Un record italiano
Un popolo numeroso, a giudicare dai dati Eurostat sulla quota di occupati che dichiara di lavorare anche nei fine settimana. L’Italia è il secondo paese europeo per diffusione del lavoro nel weekend, a livelli decisamente più alti della media europea: il discorso è vero soprattutto per i lavoratori dipendenti, ma vale in parte anche per gli autonomi. Non si tratta di un primato assoluto ma poco ci manca e, in ogni caso, dice qualcosa del mercato del lavoro italiano e delle figure occupazionali che lo caratterizzano.
Partiamo dal dato europeo. Nel 2023 in media il 19,2% dei dipendenti europei ha lavorato solitamente nei fine settimana, meno di uno su cinque; in Italia è stata invece la regola per il 30,9% dei dipendenti. Si tratta di uno dei valori più alti in Europa, inferiore solo a quello della Grecia, al 32,3%. In Francia il lavoro nei weekend riguarda solo il 25,6% dei dipendenti, in Spagna il 25,4% e in Germania appena il 16,9%. Lavorare sabato e domenica è invece molto più raro nei paesi dell’Europa dell’Est, soprattutto in Ungheria, Polonia e Lituania, dove a timbrare il cartellino nel fine settimana è appena, rispettivamente, il 6,6%, il 4,5% e il 3% dei lavoratori dipendenti.
- Grecia – 32,3%
- Italia – 30,9%
- Francia – 25,6%
- Spagna – 25,4%
- Media UE – 19,2%
- Germania – 16,9%
- Ungheria – 6,6%
- Polonia – 4,5%
- Lituania – 3,0%
La situazione non cambia di tanto se dai dipendenti si sposta l’attenzione agli autonomi. Anche in questo caso, lavorare nel fine settimana è condizione comune in Italia molto più che nel resto d’Europa, ma con qualche differenza, a seconda che si tratti di datori di lavoro (autonomi che impiegano personale) e lavoratori in proprio. Nel primo caso, il 59,4% dei datori italiani si presenta al lavoro anche sabato e domenica, facendo meno solamente dei greci (69,5%) e dei francesi (64%). Nel secondo, solo il 47,5% dei lavoratori autonomi italiani senza dipendenti, come i classici liberi professionisti senza collaboratori, è attivo anche sabato e domenica (ma comunque sopra la media europea).
Chi lavora nei weekend?
Lo studio Eurostat sottolinea che lavorare nei fine settimana è diffuso soprattutto tra i lavoratori agricoli, forestali e della pesca (nel 49,5% dei casi) e per gli addetti ai servizi e alle vendite (48,9%). Una spiegazione dell’alta incidenza del lavoro nei weekend è senza dubbio la forza del settore turistico. L’Italia, come Spagna, Francia e Grecia, è una delle principali destinazioni turistiche europee, con un flusso costante di visitatori che richiede una forte offerta hotel, ristoranti, musei e negozi operativi anche nei fine settimana, quando tendenzialmente la domanda turistica è più alta.
Pesa anche il commercio al dettaglio, rappresentato da numerose piccole e medie imprese, che spesso prolungano gli orari di apertura anche sabato e domenica per massimizzare le vendite, specialmente nelle aree urbane e turistiche. Stando ai dati Istat, su 24 milioni di occupati in Italia, circa il 70% opera nell’industria dei servizi, che solo tra commercio all’ingrosso e al dettaglio (più riparazione di auto e moto) e servizi di alloggio e ristorazione impiega oltre 4,8 milioni di lavoratori.