Quarantena ridotta anche per positivi, niente isolamento con tre dosi: la decisione degli USA

Giorgia Bonamoneta

28 Dicembre 2021 - 22:59

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Nuove regole per la quarantena proposte negli Stati Uniti. Preoccupa il numero di positivi e di contatti di positivi in isolamento che rischiano di bloccare i servizi essenziali. E in Italia?

Quarantena ridotta anche per positivi, niente isolamento con tre dosi: la decisione degli USA

Stati Uniti - Quarantenaridotta per negativi e positivi, mentre chi è vaccinato può continuare a circolare. Queste le nuove disposizioni USA dopo aver analizzato i primi dati sulla variante Omicron. La raccomandazione proviene proprio dal Centro di Controllo per le malattie.

Le motivazioni sono diverse, la prima è legata alla sintomatologia della variante Omicron, considerata più lieve. La seconda invece risponde alla necessità del comparto economico di non bloccarsi. Il rischio, con troppe persone in isolamento, è il blocco di tutti i servizi, anche quelli essenziali come quello sanitario, del settore alimentare e dei trasporti.

In Italia il Comitato tecnico scientifico è alle prese con la medesima situazione. Al netto di un aumento dei casi positivi, dovuti alla corsa al tampone (ma con un tasso di positività in linea con i dati del giorno precedente), si può pensare davvero di chiudere in casa quasi 5 milioni di persone? L’altra faccia della salute collettiva è il blocco del Paese. Si attendono aggiornamenti.

Quarantena ridotta o annullata: le nuove regole negli Stati Uniti

Le nuove regole negli Stati Uniti potrebbero essere un modello per l’Europa che si trova ad affrontare l’aumento dei contagi. L’Italia non è esclusa e dopo oggi, giornata da molti giornali definita da “record”, il Comitato tecnico scientifico ha una decisione da prendere.

Intanto negli Stati Uniti anticipano la soluzione. Anthony Fauci e il Centro di controllo e prevenzione delle malattie hanno raccomandato una riduzione per l’isolamento sia per di chi contrae il virus, sia per chi (negativo) ne entra in contatto.

In questo modo chi è positivo, ma asintomatico, dovrà fare una quarantena di 5 giorni (precedentemente 10 giorni), chi risulta negativo e non è vaccinato, ma avuto contatti con un positivo dovrà fare una quarantena di 5 giorni; infine, per chi è vaccinato la quarantena si annulla, ma dovrà indossare la mascherina in tutti gli ambienti per almeno 10 giorni.

Perché ridurre la quarantena: due motivazioni (molto diverse)

Le motivazioni dietro tale scelta sono diverse. La più evidente, e sottolineata dallo stesso Fauci alla Cnn, è che bisogna “stare attenti a non avere troppa gente ferma”. Insomma, l’obiettivo è non affossare l’economia già debilitata dai due anni di pandemia e allo stesso tempo non svuotare i settori essenziali dei suoi lavoratori.

Basti pensare agli operatori sanitari, che saranno più che necessari con il picco di contagi della variante Omicron. Anche se con sintomi più lievi, le ospedalizzazioni in area non critica, oltre che per tutti gli altri tipi di sostegno ai malati, hanno bisogno di personale. Così anche per il settore agricolo, alimentare e dei trasporti.

L’altra motivazione dietro la decisione è proprio la bassa possibilità di contrarre la malattia Covid-19 in forma grave. Inoltre, secondo gli studi condotti sulla variante Omicron, le persone positive sono più infettive nei due giorni prima e nei tre giorni successivi allo sviluppo dei sintomi. Ridurre l’isolamento a 5 giorni è il massimo auspicabile per l’economia e il minimo richiesto dalla scienza.

Quarantena ridotta anche in Italia?

Tornando in Italia, presto dovremmo aspettarci una risposta del Comitato tecnico scientifico ai dati raccolti nella giornata di oggi (28 dicembre). Sembra infatti che su 1.034.677 tamponi effettuati, siano stati trovati positivi 78.313 persone. Il tasso si positività va letto non come “più tamponi più contagi”, ma in relazione ai dati raccolti nella settimana, che si attestano sempre intorno al +7,6% circa.

Mentre calano i ricoveri in terapia intensiva, aumentano quelli in area non critica e i decessi (202). A questo ritmo, spiega l’epidemiologa Stefania Salmaso, potremmo avere 140 mila casi positivi e arrivare a isolare preventivamente 5 milioni di italiani. Una previsione concordata da molti altri esperti.

Il Comitato tecnico scientifico si consulterà per dare una risposta alle incertezze, ma appare evidente che non si può bloccare il Paese, settori essenziali e non. Da una parte infatti il settore del turismo, già messo duramente alla prova, ha calcolato una perdita di 4 miliardi di euro per il periodo delle festività natalizie; dall’altra le regioni, soprattutto del Nord, temono uno stop alla produzione e chiedono di azzerare la quarantena per tutti i vaccinati.

L’ipotesi più probabile però sembra essere quella di ridurre la quarantena solo ai contatti asintomatici vaccinati con due o tre dosi, somministrate da non oltre 4 mesi.

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