Quanto costa il programma del Governo Conte bis? Oltre €100 miliardi presi dalle tasche degli italiani

Supera i 100 miliardi di euro il conto salatissimo previsto dall’implementazione delle promesse e dei doveri del nuovo governo M5s-Pd.

Quanto costa il programma del Governo Conte bis? Oltre €100 miliardi presi dalle tasche degli italiani

Il programma ufficiale legato al nuovo Governo prevede novità e procedure per un costo totale che supera i 100 miliardi di euro, solo per il prossimo anno.

Tra clausole di salvaguardia e lo scongiuramento di un aumento dell’IVA, il taglio delle tasse sul lavoro e il sostegno ai nuclei familiari, passando per un aumento dei fondi per la scuola, le spese in programma solo altissime.

Ma se il peso del debito pubblico è già così alto e il tempo per una manovra correttiva così poco, i 29 punti ufficiali stabili da M5s e Pd potranno davvero diventare realtà?

Il nuovo Ministro dell’Economia e delle Finanza, Roberto Gualtieri, avrà un compito non invidiabile, chiamato a non corrodere ulteriormente un bilancio statale già dissestato.

Nel dettaglio, Money.it riporta di seguito le stime di spesa previste per le macro-voci incluse nel programma di governo M5s-Pd. Le voci di spesa sono da ritenersi orientative, data la difficoltà di comprendere con esattezza sia i fondi necessari che l’arco di tempo in cui essi saranno spalmati.

€23 miliardi per le clausole di salvaguardia

(+29 miliardi nel 2020)
Per il 2019 la clausola di salvaguardia ammonta a 23,1 miliardi euro, 28,8 miliardi per il 2020, necessari a copertura delle manovre finanziarie implementate a partire dal governo Berlusconi. Le soluzioni sono due: o un taglio radicale dei costi o il famigerato (e ulteriore) aumento dell’IVA. Come si muoverà il nuovo governo?

€13 miliardi per le famiglie

Sul tema del sostegno alle famiglie giocherà un ruolo fondamentale il Partito Democratico. Se è vero che parte degli aiuti ad oggi arriva dal reddito di cittadinanza, lo scorso anno il Pd, in occasione delle ultime elezioni, aveva inserito all’interno del proprio programma la consegna di un assegno alle famiglie con figli e un reddito basso, un provvedimento dalla stima (non ufficiale) di 13 miliardi di euro, recuperabili dalla revisione/abolizione delle detrazioni per figli a carico e dall’ampliamento della platea del reddito di inclusione. Al momento nulla è in definitiva inserito nel programma M5s-Pd, ma è attesa un’azione concreta su questo fronte.

€10 miliardi per il taglio tasse sul lavoro

Il taglio del cuneo fiscale è uno dei temi più demagogici degli ultimi decenni, dalla destra alla sinistra ci si trova tutti d’accordo. Per il taglio di ogni punto percentuale sul cuneo fiscale si stima un costo di 2 miliardi di euro ogni anno. Prendendo come punto di riferimento l’intenzione del centro sinistra di toglierne il 5%, il costo per tale provvedimento ammonterebbe a 10 miliardi di euro come minimo.

€31 miliardi per la messa in sicurezza del territorio

Le Regioni stimano un fabbisogno di 31 miliardi di euro, calcolati sulle segnalazioni di interventi necessari dalle stesse istituzioni. Un conto salatissimo, le cui voci di spesa vanno dall’efficientamento energetico alla messa in sicurezza del territorio resa necessaria dal dissesto territoriale, dalle bonifiche agli investimenti per una mobilità sostenibile. In base al piano Proteggi Italia sono 11 i milioni stanziati a tale scopo, ma il decreto di inizio anno ha reso disponibili di questi solo poco più del 30% da utilizzare entro il 2022.

€500 milioni in più per l’educazione (scuola, università, ricerca)

A livello prettamente ipotetico, è possibile che il Pd spinga per la destinazione di 500 milioni al fondi destinati a scuola, università e ricerca, andando così a completare l’obiettivo di avere 1,1 miliardi vincolati in tale comparto, come previsto dal piano originario implementato dal governo Gentiloni. Al momento la spesa per l’istruzione e per la ricerca corrisponde al 3,5% del PIL.

€5 miliardi per il welfare

L’aumento della spesa per il welfare (stimata tra i 3 e i 5 miliardi) di per sé non è previsto dal nuovo governo, ma avviene autonomamente a causa dell’aumento del numero di anziani e degli anni di speranza di vita. Questi, ogni anno, si vanno ad aggiungere ai già 450 miliardi di spesa pubblica destinata ad assistenza e sanità.

Inoltre, tra le misure implementabili dal valore di alcuni milioni, troviamo:

  • provvedimenti a sostegno della disabilità, con relativo ampliamento del fondo per i non autosufficienti;
  • potenziamento di Impresa 4.0, progetto con il fine di sostenere la digitalizzazione delle PMI, aumentando il fondo dai 480 milioni all’anno attuali ad almeno 600 milioni;
  • assunzione di 45 mila medici e 53 mila infermieri verso l’età pensionabile;
  • piano di edilizia residenziale pubblica;
  • pensione di cittadinanza;
  • incentivi per gli investimenti privati.

Come al solito, il conto da pagare spetta agli italiani.

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