Quantitative Easing: gli acquisti saliranno prima dell’estate, annuncio shock della BCE

Vittoria Patanè

19 Maggio 2015 - 18:00

La BCE annuncia un’accelerazione del Quantitative Easing: tra maggio e giugno gli acquisti saliranno, ma torna in auge il «pericolo bund»

Quantitative Easing: gli acquisti saliranno prima dell’estate, annuncio shock della BCE

L’ammontare di titoli di Stato acquistati dalla BCE salirà tra maggio e giugno. Ad annunciarlo è Benoit Coeuré, consigliere esecutivo di Francoforte, che ha prospettato un accelerazione del quantitative easing prima dell’estate. Il motivo è presto detto: luglio e agosto sono due mesi in cui si registra una scarsa liquidità nei mercati. Per questo motivo la Banca Centrale Europea ha intenzione di «fare scorta» prima che arrivino i mesi più caldi. Nel corso della passata settimana, l’istituto guidato da Mario Draghi ha acquistato titoli di stato per un controvalore di 13,69 miliardi, in lieve crescita dai 13,65 miliardi della settimana precedente, quando c’erano stati, però, solo 4 giorni disponibili per effettuare le operazioni, visto che l’1 maggio era festivo.

Attualmente, l’Eurotower possiede 122,40 miliardi di bond pubblici, circa 81 miliardi di «covered bond» e poco più di 6 miliardi di titoli Abs.

Coeuré ha inoltre sottolineato che la crescita degli acquisti che si registrerà nelle prossime settimane non sarà causata dalla volatilità dei mercati.

Quantitative Easing: pericolo bund
La BCE evidenzia dunque che l’accelerazione non sia dovuta a fattori strategici, bensì a fattori tecnici. Una dichiarazione che però ha suscitato numerose perplessità poiché, se da un lato è vero che nei mesi estivi il mercato è tradizionalmente caratterizzato da una minore liquidità e gli scambi si riducono «per via delle vacanze», dall’altro sono in molti a credere che alla base di questa scelta ci sia un problema ben diverso: la Germania.
Berlino ha infatti centrato l’obiettivo di pareggio di bilancio nel 2014, ha registrato un surplus fiscale superiore ai 6 miliardi di euro e non ha alcun bisogno di innalzare il debito pubblico, anzi provvederà solo ed esclusivamente all’emissione di nuovi bund volti a rifinanziare quelli in scadenza.

Quantitative easing: carenza di titoli?
A questo punto però le emissioni nette tedesche da oggi a settembre 2016, data in cui è prevista la conclusione del Quantitative Easing, saranno praticamente nulle. Il che implica che l’ammontare di titoli acquistabili per la BCE si ridurrà di mese in mese, soprattutto in virtù del fatto che gli investitori privati sembrerebbero poco inclini a vendere bund.

Se all’interno di questo scenario si include il fatto che i rendimenti dei titoli tedeschi si trovano già in territorio negativo fino alla scadenza dei 9 anni e che fino ai 4 erano scesi sotto il limite di -0,2% previsto dalla BCE, il pericolo che Francoforte non abbia più bond da comprare diventa sempre più alto, a prescindere dal caldo, dalle vacanze e dall’estate.

Nel corso delle ultime settimane, l’allarme sembrava essere rientrato, dato l’innalzamento dei rendimenti dei titoli tedeschi. I Bund a 10 anni rendevano al minimo storico dello 0,049% il 17 aprile scorso, mentre oggi viaggiano oltre lo 0,65%. L’attuale tendenza ha fatto rientrare i timori relativi alla carenza di titoli, ma l’accelerazione del Quantitative Easing e la scarsa liquidità di giugno-luglio, potrebbero di nuovo far precipitare la situazione.