Quando si perde il diritto all’eredità?

Quando si perde l’eredità? Ecco l’elenco dei casi in cui l’erede legittimo perde il diritto alla divisione dell’eredità.

Quando si perde il diritto all'eredità?

Quando si perde il diritto all’eredità?

Il Codice Civile italiano prevede delle ipotesi tassative in cui gli eredi legittimi perdono il diritto alla distribuzione dell’eredità, anche se ciò non è indicato dalla volontà del defunto.

In pratica si tratta di circostanze in cui l’erede ha avuto dei comportamenti manifestamente antigiuridici nei confronti del testatore, come occultare il testamento o falsificarne il contenuto oppure ha ricevuto molte donazioni quando il de cuius era ancora in vita.

Di seguito l’elenco completo delle ipotesi che fanno perdere all’erede il diritto all’eredità.

Falsificazione di testamento

Chi falsifica o tenta di falsificare il testamento già scritto perde il diritto all’eredità. La falsificazione può riguardare diversi punti, ad esempio la correzione di una somma di denaro o di un nome.

Perde il diritto all’eredità anche chi, pur non avendo messo in atto la falsificazione di proprio pugno, pubblica un testamento di cui conosce la falsità.

La Corte di Cassazione (sentenza n. 15375/2000) ha precisato che non perde il diritto all’eredità chi dimostra che la falsificazione del testamento corrispondeva alla volontà del testatore.

Nascondere il testamento

Nascondere il testamento del defunto è un’altra ipotesi che esclude il diritto all’eredità. I motivi per nascondere un testamento possono essere i più svariati: ad esempio, in caso di due testamenti, far sparire quello successivo se il precedente era più favorevole oppure se il testatore aveva disposto che l’eredità andasse in beneficenza anziché ai figli.

Costringere a redigere testamento

Il diritto all’eredità si perde anche quando l’erede ha indotto in malafede o con violenza il testare a redigere un testamento in proprio favore o gli ha impedito di apporre delle modifiche a suo svantaggio.

Commissione di gravi reati contro il testatore o suoi familiari

Chi si macchia di gravi reati nei confronti del testare viene escluso dal diritto all’eredità. Nel dettaglio, le condotte in questione sono:

  • omicidio o tentato omicidio del testatore, del suo coniuge, figli, nipoti o genitori;
  • falsa denuncia/calunnia nei confronti dei testatore o dei suoi familiari per un reato punibile con l’ergastolo o la reclusione non inferiore a 3 anni.

Chi ha perso la potestà genitoriale

Se il defunto testatore è il figlio, il genitore non ha diritto alla divisione dell’eredità se in precedenza gli era stata revocata la potestà genitoriale.

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Chi ha ricevuto molte donazioni dal testatore

Nel momento in cui il notaio procede alla divisione dell’eredità, chi ritiene di aver aver subito la diminuzione della quota legittima perché il testatore in vita aveva fatto molte donazioni ad un altro erede, può chiedere di effettuare un nuovo conteggio.

Precisiamo tuttavia che nel calcolo non va preso in considerazione il comodato d’uso dell’immobile del genitore defunto nei confronti del figlio.

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