Quando andranno in pensione i nati negli anni 80? Molto più tardi rispetto a oggi

Giorgia Bonamoneta

21/10/2021

21/10/2021 - 23:03

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A che età andranno in pensione le persone nate negli anni Ottanta? Secondo le stime attuali sarà oltre i 70 anni. Quali sono le soluzioni?

Quando andranno in pensione i nati negli anni 80? Molto più tardi rispetto a oggi

Nessun allarme, solo la realtà dei fatti: chi è nato negli anni Ottanta rischia di andare in pensione a 75 anni. Così Tito Boeri, ex Presidente dell’Inps, si espresse in passato sulla possibilità pensionistica di chi è nato negli anni Ottanta e andrà in pensione intorno al 2050.

Non è un avvertimento nuovo, risale infatti a diversi anni fa, ma non sembra cambiamo molto da allora. Da tempo infatti si discute delle conseguenze di un sistema di lavoro discontinuo o dell’ingresso nel mondo del lavoro tardivo per via degli studi. Per questo la Cgil in questi giorni è tornata a proporre una pensione di garanzia.

C’è invece chi punta sul riscatto della laurea gratuita, non solo come opportunità pensionistica, ma anche per favorire lo studio ai livelli più alti di cui l’Italia è carente.

Pensione per i nati negli anni 80: quando sarà possibile?

Non si smette mai di parlare del sistema pensionistico, come non si smette di parlare del problema dell’occupazione giovanile. Da anni infatti si discute del futuro della generazione degli anni Ottanta.

Nel 2016 l’Inps condusse una ricerca sulla classe degli anni Ottanta e da questa emerse che la maggior parte dei lavoratori tipo rischiavano di andare in pensione a 75 anni per colpa di un vuoto retributivo legato a discontinuità contributiva.

Passano gli anni, ma il problema non cambia e soprattutto non è stato risolto. Ancora oggi infatti la generazione degli anni Ottanta e quelle a seguire guardano con preoccupazione l’arrivo degli anni della pensione.

Quando andare in pensione: la proposta della Cgil

Si torna così a parlare delle possibili soluzioni e tra queste spunta ancora una volta l’idea della pensione di garanzia. Nuovamente sul tavolo della commissione Lavoro della Camera, la “pensione di garanzia” potrebbe essere un modo per superare lo scoglio del periodo d’inoccupazione volontario (anni di formazione) o involontario (ingresso tardivo nel mondo del lavoro).

La proposta in passato era stata pensata per garantire, in base agli anni di contributi ed età, un minimo di:

  • 650 euro mensili per chi ha maturato 20 di contributi;
  • 30 euro in più al mese per ogni anno superiore ai 20.

La proposta della pensione di garanzia si inserisce nel dibattito che vuole riformare il sistema pensionistico una volta per tutte. “Il sistema ha bisogno di certezze - ha detto Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil - in questi anni hanno invece avuto prevalentemente il carattere della provvisorietà”.

Quando andare in pensione: il riscatto di laurea gratuito

È invece l’attuale Presidente dell’Ipns, Pasquale Tridico, a proporre l’ipotesi di un riscatto di laurea gratuito a fini pensionistici. Il costo di questa operazione per lo Stato sarebbe elevata, si parla di almeno 4-5 miliardi di euro l’anno

Il riscatto della laurea avrebbe però due caratteristiche positive:

  • incentivare i giovani allo studio
  • permettere un ingresso tardivo nel mondo del lavoro

Riscatto di laurea: a chi conviene e quanto costa?

Attualmente il riscatto di laurea ha un costo. Questo, per quanto agevolato, equivale a 5.264,49 euro per ogni anno riscattato, per un totale di quasi 30 mila euro suddivisibili in rate.

Ma a chi conviene? Secondo Altroconsumo il riscatto della laurea conviene maggiormente a chi non ha retribuzioni elevate o per chi ha iniziato a lavorare molto presto.

Esempio:

Se uno ha finito di studiare in corso a 22 anni e ha subito iniziato a lavorare, senza mai smettere, il riscatto della laurea può essere una scelta che avvicina al requisito per poter anticipare la pensione.

Se una persona ha iniziato a lavorare più tardi il riscatto non aiuta ad anticipare la pensione.

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