Quali regioni possono diventare zona bianca?

Fiammetta Rubini

3 Maggio 2021 - 16:59

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Nessuna, almeno per il momento. Per entrare in zona bianca una regione deve registrare meno di 50 casi ogni 100mila abitanti e un Rt sotto 1 per 3 settimane di fila.

Quali regioni possono diventare zona bianca?

Dal 26 aprile è tornata anche la zona bianca, quella che fino a due mesi fa circa è stata prerogativa di una sola regione, la Sardegna.

La zona bianca è la fascia meno a rischio in cui non ci sono misure restrittive tranne l’obbligo di mascherina e di distanziamento interpersonale. Essere in zona bianca significherebbe libertà di movimento, ristoranti e bar aperti senza restrizioni e stop al coprifuoco alle 22, nonché possibilità di riaprire palestre, piscine e tutte le attività ancora chiuse.

Ma in un’Italia tutta gialla e arancione (con una punta di rosso rappresentata dalla Valle d’Aosta) la zona bianca è una meta virtuale, intesa come vero e proprio ritorno alla normalità, o un obiettivo realizzabile? Cerchiamo di capire se ad oggi ci sono regioni che potrebbero diventare in zona bianca o quelle con i numeri migliori per potervi ambire.

Quali regioni possono diventare zona bianca

Per entrare in zona bianca una regione deve registrare meno di 50 casi ogni 100mila abitanti e un Rt sotto 1 per 3 settimane di fila. Quali regioni si avvicinano o hanno i numeri per entrare nella fascia libera dalle restrizioni? La risposta ad oggi è nessuna.

Per capirci, quando la Sardegna a marzo è diventata bianca aveva registrato un Rt pari a 0.67, 0.68 e 0.89 e un’incidenza settimanale in media intorno ai 30 casi ogni 100mila abitanti. Dati ben lontani da quelli attuali.

Dopo essere stata zona rossa, dal 3 maggio la Sardegna è diventata arancione, unendosi a Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

La mappa dell’Italia potrebbe cambiare dopo il monitoraggio di venerdì 7 maggio sulla base del quale il ministro Speranza emanerà le ordinanze con il nuovi colori delle regioni.

Da alcune settimane i report di monitoraggio Iss non mostrano più l’incidenza dei casi per 100mila abitanti. Per ottenere questo dato facciamo quindi riferimento ai dati della fondazione Gimbe.

Stando ai dati aggiornati al 27 aprile, negli ultimi 14 giorni in Italia hanno rilevato l’incidenza più bassa Molise (159 casi/100mila abitanti), PA di Bolzano (152) e Umbria con 166 casi positivi per 100mila abitanti. Numeri che, sebbene siano più confortanti rispetto a quelli di molte altre regioni, sono ancora troppo alti per poter vedere la zona bianca all’orizzonte.

Sempre secondo Gimbe, nel periodo che va dal 18 aprile al 2 maggio, le regioni messe meglio dal punto di vista dell’incidenza per 100mila abitanti troviamo Molise, Umbria, Abruzzo, PA di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, PA di Trento, Marche, Liguria, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

Dal punto di vista dell’Rt, si è attestato sotto l’1 in tutte le regioni tranne Basilicata, Molise, Sicilia e Campania sia nel report del 23 aprile che in quello del 30 aprile.

Tuttavia non fanno stare sereni le mini zone rosse locali presenti anche nelle regioni gialle. È il caso di San Pio delle Camere e Barisciano in Abruzzo, in provincia dell’Aquila; nel Lazio è zona rossa la frazione di Sabaudia Bella Farnia, in provincia di Latina. Nelle Marche zona arancione rafforzato per 3 comuni: Cerreto d’Esi, Montelabbate e Vallefoglia.

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