Quale sarà il prossimo short squeeze a Wall Street?

Pierandrea Ferrari

15 Febbraio 2021 - 18:47

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Dopo i casi GameStop e AMC, gli analisti si interrogano sul prossimo short squeeze: sotto i riflettori il titolo Jack in the Box, catena di fast food statunitense.

Quale sarà il prossimo short squeeze a Wall Street?

Quale sarà il prossimo short squeeze a Wall Street?

Un interrogativo, questo, che segue le grottesche vicende GameStop e AMC, i due titoli “deboli” del NYSE spediti in orbita nel mese di gennaio dalle scommesse coordinate degli investitori retail di Reddit – WallStreetBets il nome di battaglia – in un braccio di ferro con i big della finanza USA che ha costretto quest’ultimi ad una goffa ritirata (short squeeze, per l’appunto) e le autorità di vigilanza ad accendere i riflettori sul rigurgito rivoluzionario dei pasdaran del web.

Il rally dei titoli, con il passare dei giorni, si è sgonfiato, ma la contesa tra i tori e gli orsi potrebbe ora spostarsi verso altre latitudini, con i primi destinati ad avere la meglio: nel mirino degli analisti soprattutto le azioni Jack in the Box, catena di fast food statunitense.

Il prossimo short squeeze sul titolo Jack in the Box

Concorrente dei ben più noti McDonald’s e Burger King, Jack in the Box è una catena di fast food con base nella West Coast, a San Diego. Quotata sul Nasdaq, l’indice tech statunitense, la società vede ora le sue azioni scambiate ad un prezzo di poche spanne inferiore ai massimi storici.

A colpire l’attenzione degli analisti è la percentuale del flottante che viene attualmente shortata, ovvero lo short interest. Si tratta esattamente del 9,2% delle azioni targate Jack in the Box sul mercato dei capitali statunitense.

Un volume considerevole di short seller, questo, che potrebbe eventualmente essere costretto a battere in ritirata sull’onda della trimestrale attesa dell’azienda: del resto, dopo il sell-off provocato dalla prima ondata pandemica – le azioni targate JACK crollarono a quota 18,5 dollari – il titolo ha ripreso la sua corsa fino a toccare i 100 dollari odierni, senza battute d’arresto.

Molti titoli a rischio short squeeze

Ma la lista dei titoli candidati ad essere spediti in orbita da uno short squeeze – con lo smarcamento degli short seller le azioni si impennano – è ben più lunga, e trasversale. Si tratta di titoli ampiamente shortati che hanno registrato una crescita incoraggiante negli ultimi mesi, costringendo i venditori allo scoperto ad incamerare ingenti perdite.

Giganti tech come Blackberry, che ha visto gli short seller bruciare 255 miliardi di dollari nel mese di gennaio, con 537 milioni in posizioni short, o Intel, multinazionale USA sulla quale i venditori allo scoperto sono esposti per 4,1 miliardi di dollari, con perdite da 615 milioni lo scorso mese. In lista anche la società di business intelligence MicroStrategy e SunPower, leader nel settore fotovoltaico.

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