Pfizer: pronta domanda per uso d’emergenza vaccino

Obiettivo del colosso farmaceutico sembra la domanda di un utilizzo d’emergenza del vaccino alla FDA, appena dopo le elezioni USA

Pfizer: pronta domanda per uso d'emergenza vaccino

Il colosso farmaceutico Pfizer è pronto a presentare la sua domanda per l’utilizzo d’emergenza del vaccino.

Dai vertici della compagnia hanno confermato gli ottimi progressi del vaccino sviluppato con la tedesca BioNTech, precisando che per un utilizzo d’emergenza il preparato non potrà essere pronto prima della fine della elezioni presidenziali statunitensi.

In una lettera aperta pubblicata sul sito web dell’azienda, il Presidente e amministratore delegato, Albert Bourla, ha spiegato che deve esserci la certezza che il vaccino sia sicuro e pronto a soddisfare gli standard delle autorità di regolamentazione.

Ha osservato che la Food and Drug Administration (FDA) chiede almeno due mesi di raccolta dati sulla metà dei partecipanti a una sperimentazione prima di concedere il via libera a un uso d’emergenza, che la compagnia sembra decisamente indirizzata a chiedere.

Pfizer: pronta domanda per uso d’emergenza vaccino

Gli standard richiesti dalla FDA permettono a Pfizer di fare già ora una stima dei tempi necessari all’invio di una prima istanza per un utilizzo d’emergenza:

“Sulla base dello stato attuale delle nostre sperimentazioni e dei ritmi di dosaggio, stimiamo di raggiungere questo traguardo nella terza settimana di novembre”,

ha dichiarato il Presidente Bourla.

Va precisato che solo qualche giorno fa Ugur Sahin, CEO e co-fondatore della seconda compagnia coinvolta nei lavori, BioNTech, aveva parlato di un’approvazione entro la metà di ottobre o a inizio novembre.

Discrepanze che tuttavia non sembrano aver scoraggiato gli investitori, visto che le azioni continuano a crescere registrando un +3,07% solo negli ultimi 7 giorni.

Lo scenario politico-sociale - a partire da Donald Trump per arrivare alle pressioni sociali globali - sta costruendo un’atmosfera di sempre maggiore pressing e impazienza riguardo l’arrivo di un vaccino.

Ma non si può ignorare che lo sviluppo di un preparato efficace potrebbe rivelarsi più difficile di quanto inizialmente pensato, ed è chiaro che colossi come Big Pharma e le più importanti realtà nel campo delle biotecnologie procederanno con estrema cautela in molti dei passaggi cruciali poi all’approvazione.

Intanto sul resto dello scenario di ricerca statunitense i lavori di Johnson & Johnson e AstraZeneca sono stati sospesi, ed Eli Lilly - la compagnia dietro al cocktail di anticorpi che ha preso Trump per curarsi dal Covid-19 - ha appena annunciato l’interruzione dei suoi esperimenti su un vaccino.

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