Petrolio: segnali di lieve recupero. Mercati prudenti e con un occhio sulla Grecia.

Nadia Fusar Poli

29/06/2011

Petrolio: segnali di lieve recupero.  Mercati prudenti e con un occhio sulla Grecia.

New York: sale il petrolio, registrando il maggior guadagno in sei settimane. Questo in uno scenario macroeconomico dominato dalle preoccupazioni per cui l’Opec potrebbe ridurre la produzione in risposta alla mossa dell’Agenzia internazionale dell’energia di rilasciare scorte di petrolio.

I Futures sono avanzati di ben l’1,5% , dopo aver recuperato ieri il 2,5%. Il Piano dell’AIE di liberare le riserve strategiche ha scatenato ansia e incentivato la speculazione che l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio potrebbe limitare l’output. Atteso il rapporto odierno degli Stati Uniti sulle scorte di greggio, che potrebbe mostrare un calo, riferito alla settimana scorsa, superiore alle pevisioni. Dall’ Europa si attende il voto del parlamento della Grecia chiamata ad approvare il piano di austerity.

«Se i paesi dell’AIE rilasceranno le scorte, l’Arabia Saudita non aumenterà la produzione di quanto era stato previsto», ha dichiarato Hannes Loacker, analista di Raiffeisen Zentralbank Oesterreich a Vienna. «I mercati stanno attendendo notizie dalla Grecia, e sperando in un esito positivo .»

Il greggio con consegna ad agosto è salito fino a $1,41, portandosi a $94,30 al barile nel trading elettronico sul New York Mercantile Exchange, ed è stato a 94,15 dollari alle 12:01 di Londra. Ieri, la contrattazione è salita del 2.5%, a 92,89 dollari, il più grande guadagno di un giorno dal 18 maggio. I prezzi sono saliti del 3% dall’inizio dell’anno.

Il Brent con regolamento ad agosto è stato scambiato a 110,62 dollari al barile, in crescita del 1,7 per cento% (ICE Futures Europe). Il benchmark europeo è stato negoziato ad un premio di $ 16,47 sui futures americani.
Il petrolio a New York si è piazzato ieri più in alto rispetto ai due livelli di resistenza tecnica, segnalando che il mercato potrebbe estendere i guadagni. I Futures sono saliti sopra il livello di ritracciamento di Fibonacci a 92,79 dollari al barile e dei 200 giorni di media mobile, che è a 92,90 dollari oggi. Il future sul WTI americano con scadenza ad agosto si riporta oggi sulla piattaforma europea dell’ICE a quota 93,76 dollari al barile guadagnando lo 0,928 per cento.

Tempesta tropicale

La prima tempesta tropicale della stagione atlantica degli uragani, Arlene, potrebbe portare alla chiusura di pozzi petroliferi messicani. Il Messico è il secondo più grande esportatore di petrolio verso gli Stati Uniti; ha fornito 1,19 milioni di barili al giorno nel mese di marzo, il mese scorso per i quali i dati Dipartimento dell’Energia sono disponibili. Petroleos Mexicanos, la compagnia petrolifera messicana di proprietà dello Stato, nonchè più grande produttore dell’America Latina, ha ipozzi nella Baia di Campeche, a sud della tempesta.
Arlene si sta spostando a ovest-nordovest a 8 miglia (13 chilometri) all’ora, con una svolta verso ovest secondo la previsione di oggi.

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