Il petrolio ancora in rialzo, la spinta dall’attacco informatico in USA

Violetta Silvestri

10 Maggio 2021 - 09:55

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Il prezzo del petrolio in aumento anche in seguito all’attacco informatico in uno dei principali oleodotti in USA. Che succede o cosa aspettarsi?

Il petrolio ancora in rialzo, la spinta dall'attacco informatico in USA

Il prezzo del petrolio continua la sua corsa al recupero dopo mesi altalenanti a causa della pandemia.

Il greggio è in rialzo anche grazie a quanto accaduto negli USA: un grave attacco informatico ha costretto la chiusura di oleodotti critici per l’approvvigionamento di carburante negli Stati Uniti e ha evidenziato la fragilità delle sue infrastrutture petrolifere.

Che succede al prezzo del petrolio e cosa aspettarsi?

Il prezzo del petrolio sale: cosa succede negli USA?

Il petrolio si risveglia al rialzo in questo inizio settimana di maggio: che succede?

Prosegue il trend positivo per l’oro nero, nella fiducia che finalmente, con la campagna di vaccinazione più organizzata in Europa, la domanda globale si riprenda.

Nonostante le cattive notizie che provengono ancora sul fronte dei contagi, con l’India purtroppo da record per malati e morti giornalieri, il settore oil può tornare a sperare.

Le quotazioni avanzano oggi, 10 maggio, anche grazie a quanto sta accadendo negli USA. La Casa Bianca sta lavorando a stretto contatto con la Colonial Pipeline per aiutarla a riprendersi dall’attacco cyber subito due giorni fa, che ha costretto il più grande operatore nei gasdotti degli Stati Uniti a chiudere una rete che rifornisce popolosi stati orientali.

Alle ore 9.41 i future Brent scambiano a 68,84 dollari al barile, con un aumento dello 0,82% e quelli WTI avanzano dello 0,79% a 65,41 dollari al barile.

La rete di Colonial è la fonte di quasi la metà della fornitura di carburante della costa orientale degli Stati Uniti, trasportando 2,5 milioni di barili al giorno di benzina e altri combustibili. Per questo, l’arresto dovuto al cyber attack ha spinto i prezzi della benzina negli USA a +2%, mentre il gasolio da riscaldamento è aumentato di oltre l’1%.

La chiusura potrebbe innescare un altro aumento delle importazioni di petrolio da parte degli Stati Uniti, esponendo la vulnerabilità energetica del Paese nonostante un decennio di impennata della produzione nazionale e di gas.

Inoltre, potrebbe portare a un’impennata inflazionistica, dannosa per i consumatori.

Cosa aspettarsi nel settore energetico?

Mentre la Casa Bianca ha assunto poteri speciali per risolvere al più presto questo intoppo in un settore cruciale, le stime sul prezzo del petrolio restano rialziste.

Goldman Sachs previsto che la domanda di petrolio raggiungerà i livelli pre-pandemia entro la fine di quest’anno, stimando il Brent sugli 80 $ al barile e il WTI sui 77 $ al barile entro sei mesi.

“Vediamo il deficit del mercato petrolifero globale...aumentare in modo significativo...” , questa la nota degli esperti sul prezzo del greggio.

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