Petizione M5S per nuovo voto su Rousseau. Governo Draghi a rischio?

Riccardo Lozzi

16 Febbraio 2021 - 18:00

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Sta circolando online una petizione per indire un nuovo voto su Rousseau sull’appoggio del Movimento 5 Stelle al Governo Draghi. Rischi in vista del voto di fiducia?

Petizione M5S per nuovo voto su Rousseau. Governo Draghi a rischio?

Continuano le fibrillazioni all’interno del Movimento 5 Stelle sul sostegno al Governo Draghi.

Il voto su Rousseau dell’11 febbraio, che ha visto vincere il Sì con il 59,3% dei partecipanti sull’ingresso dei pentastellati nell’esecutivo di unità nazionale, non è quindi bastato a frenare le polemiche dei dissidenti, i quali chiedono di tornare sulla piattaforma e poter esprimere nuovamente il proprio parere.

Infatti, come si legge nella petizione online che sta circolando in queste ore, si chiede a Vito Crimi e Beppe Grillo di pubblicare su Rousseau un nuovo quesito che sia “onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi”.

Petizione ribelli M5S per nuovo voto su Rousseau

Tra i firmatari della lettera figura anche Barbara Lezzi, una delle personalità di spicco del Movimento, senatrice ed ex ministra per il Sud nel primo Governo Conte e ferma oppositrice all’accordo della nuova maggioranza con PD, Lega, Forza Italia, LeU e Italia Viva.

Nell’appello rilanciato tra gli attivisti contrari all’ex presidente della BCE, si fa anche riferimento all’intenzione di poter reintegrare Alessandro Di Battista, il quale, immediatamente dopo il risultato su Rousseau, ha ufficializzato il suo addio all’M5S.

A poche ore dal voto di fiducia al nuovo Governo, con Mario Draghi che si recherà il 17 e il 18 febbraio, rispettivamente al Senato e alla Camera, si potrebbe assistere a un clamoroso smottamento della forza di maggioranza relativa del Parlamento.

Questa possibilità non comporterebbe comunque alcun pericolo per l’insediamento a Palazzo Chigi dell’economista romano, il quale avrebbe la maggioranza anche senza l’appoggio dei parlamentari grillini, mentre è lo stesso Movimento che rischia per la sua sopravvivenza.

Nessun rischio per il Governo Draghi

Si osserva in queste ore una netta spaccatura tra l’ala governista e quella più ortodossa che auspica un ritorno alle origini, tanto che sono in molti ormai a scommettere sulla scissione dell’M5S.

Si rincorrono, ad esempio, le voci della richiesta dei ribelli di ottenere in prestito il simbolo di Italia dei Valori per costituire un nuovo gruppo a Palazzo Madama.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco è anche la consultazione online, sempre su Rousseau, dalle 12 di oggi fino a mezzogiorno di domani, sulla modifica dello Statuto per istituire il Direttorio che dovrebbe sostituire la figura del capo politico, ricoperta al momento dal reggente Vito Crimi.

In caso passasse la mozione, sarebbero pronti a partecipare alle primarie online per conquistare un ruolo nell’organo collegiale a capo del partito, oltre alla Lezzi, altri autorevoli esponenti dissidenti, come il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra.

Nello schieramento opposto sono in molti a desiderare invece l’ingresso ufficiale di Giuseppe Conte tra le fila dei 5 Stelle, magari con un ruolo di primo piano, come auspicato anche da Rocco Casalino nelle sue ultime uscite pubbliche.

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