Permessi per lutto: quanti giorni spettano, per chi ed entro quando vanno usufruiti

Isabella Policarpio

13/04/2021

13/07/2021 - 14:35

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Quanti sono e chi può chiedere i permessi per lutto: vediamo entro quale grado di parentela ed entro quanti giorni vanno usufruiti. Regole per dipendenti privati e pubblici (anche insegnanti).

Permessi per lutto: quanti giorni spettano, per chi ed entro quando vanno usufruiti

I permessi per lutto sono un diritto dei lavoratori, sia pubblici che privati, in caso di morte del coniuge, del convivente o di un parente stretto (entro il secondo grado).

Sono regolarmente retribuiti e possono essere usufruiti entro un tempo congruo dalla morte del parente.

Quanti giorni spettano e per quali familiari? Qui tutte le informazioni utili: come si chiedono, quando e che succede se coincidono con le ferie.

Permessi per lutto: cosa sono e come vengono retribuiti

I permessi per lutto sono previsti dalla legge n. 53/2000 all’articolo 4 e dal relativo Regolamento di attuazione D.M. 21.07.2000 n. 278. Qui è stabilito che:

“La lavoratrice e il lavoratore hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente, purché la stabile convivenza con il lavoratore o la lavoratrice risulti da certificazione anagrafica.”

Tali permessi sono regolarmente retribuiti e, pertanto, chi ne usufruisce non noterà variazioni in busta paga. Tuttavia al rientro in ufficio/azienda si dovrà giustificare l’assenza con il certificato di morte del parente.

Possono chiedere i permessi per lutto tutti i dipendenti: a contratto determinato, indeterminato, part-time e apprendistato, in smart working e non.

Quanti giorni spettano?


I giorni di permesso per lutto a cui un dipendente ha diritto nell’arco di un anno sono 3. Nei giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi.

Come richiederlo

Il lavoratore che è costretto ad assentarsi a causa del decesso di un familiare ha l’obbligo di avvertire tempestivamente il datore di lavoro. Nella comunicazione vanno indicati i giorni di permesso che si vogliono utilizzare.

Una volta rientrato a lavoro, il dipendente deve consegnare al datore di lavoro la documentazione relativa al decesso del parente, la quale deve essere corredata da un’autocertificazione o dalla certificazione rilasciata dal Comune.

Per quali familiari spettano i permessi per lutto?

I giorni di astensione dal lavoro spettano in caso di morte o grave infermità di un parente stretto, quindi entro il secondo grado:

  • figli
  • genitori
  • fratelli
  • sorelle
  • nipoti
  • nonni

I permessi retribuiti spettano anche in caso di morte o grave infermità del coniuge o del convivente stabile (a condizione che la convivenza risulti da certificazione anagrafica).

Anche per il suocero o la suocera?

Di norma non si possono chiedere permessi per lutto se il defunto è il suocero o la suocera, non essendo parenti entro il secondo grado. Tuttavia esistono alcuni CCNL che ammettono questa possibilità, estendendo i permessi agli affini entro il primo grado, quindi anche a suocero o suocera del titolare figlio o figlia del coniuge.

A prevederlo, ad esempio, sono alcuni contratti collettivi dei dipendenti pubblici, come il comparto Ministeri, Regioni e autonomie locali e il comparto sanità.

Entro quando vanno usufruiti i permessi per lutto


I permessi retribuiti per lutto devono essere usufruiti entro 7 giorni dal decesso del familiare.

Permessi per lutto dipendenti pubblici

Anche al settore pubblico si applica la normativa nazionale sui permessi per lutto. I giorni spettanti sono 3 e, in molti casi, si può richiedere per un novero di familiari più ampio rispetto ai lavoratori del settore privato.

Ad esempio nel CCNL Scuola, Ministero ed Enti locali è previsto che i giorni di astensione lavorativa spettino per la perdita di coniuge, parenti entro il secondo grado, del soggetto componente la famiglia anagrafica o convivente stabile e di affini di primo grado.

Quindi: coniuge, genitori, figli naturali, adottivi, affiliati, nonni, fratelli/sorelle, nipote di nonni naturali, suocero/a, nuore/generi o persona convivente purché la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica.

Scuola: come funzionano i permessi per lutto per insegnanti

Per insegnanti e personale ATA, si applica la disciplina ordinaria: spettano 3 giorni di permesso retribuiti per la perdita del coniuge, dei parenti entro il secondo grado, di soggetto componente la famiglia anagrafica o convivente stabile e di affini di primo grado.

Il docente colpito dal lutto deve comunicare i giorni di permesso al dirigente scolastico con congruo anticipo (ove possibile) attraverso una richiesta formale che non può essere respinta. Tale richiesta, se necessario, può essere formalizzata anche al rientro.

In ogni caso occorre produrre e consegnare il certificato di morte del parente o congiunto.

Permessi per lutto Covid

Per quanto riguarda i decessi legati al Covid-19 non ci sono disposizioni particolari. Spettano 3 giorni nell’arco dell’anno, regolarmente retribuiti in busta paga, per coniuge e parenti fino al secondo grado - nel settore privato - e per coniuge, parenti entro il secondo grado, persona componente la famiglia anagrafica/convivente stabile e affini di primo grado.

Parenti di secondo grado e permessi per lutto

I dipendenti del settore privato non hanno diritto ad usufruire dei permessi per lutto nel caso di morte di parente oltre il secondo grado. Dunque sono esclusi, ad esempio, zii, cugini e nipoti a meno che il CCNL di categoria non preveda diversamente.

In caso contrario, il lavoratore può usufruire dei permessi per motivi personali o dei giorni di ferie.

Mentre per i parenti fino al secondo grado i 3 giorni di permesso non possono essere negati.

Permessi per lutto durante le ferie: che succede?

I permessi per lutto possono coincidere con le ferie e, in tal caso, interrompono la fruizione delle stesse, anche se questa ipotesi non è espressamente disciplina nella normativa nazionale (la legge n. 53 del 2000).

Questo diritto è stato riconosciuto dalla Corte di cassazione poiché la fruizione dei permessi per lutto risulterebbe incompatibile con la funzione delle ferie, ovvero il recupero psicofisico del dipendente.

Quindi i giorni di ferie che coincidono con i permessi per lutto possono essere recuperati in un momento successivo, e non si perdono.

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