Permessi 104 in smart working: si possono chiedere?

Anche chi lavora da casa ha diritto ad ottenere i permessi retribuiti per la 104 per sé stesso o per assistere un parente o il coniuge disabile. Vediamo come usufruirne.

Permessi 104 in smart working: si possono chiedere?

Chi lavora da casa ha gli stessi diritti (o quasi) degli altri dipendenti e tra questi anche quello di usufruire dei permessi dalla legge 104 per l’assistenza di parenti affetti da gravi malattie e disabilità e per sé stessi.

La parità di trattamento per chi è in smart working è ribadita e assicurata dal dl Cura Italia, anzi, chi rientra nella 104 ha diritto a lavorare da casa se questa modalità è compatibile con le mansioni da svolgere. Invece sono esclusi ai lavoratori da casa i buoni pasto e il lavoro straordinario (come riporta la circolare 2/2020 pubblicata sul sito della Funzione Pubblica).

Nel lavoro agile si può chiedere al datore di usufruire dei 3 giorni di permesso, anche in maniera frazionata. Inoltre il decreto Rilancio ha ulteriormente ampliato il numero di giorni di assenza retribuiti: fino a 12 giorni complessivi di cui fruire nei mesi di maggio e giugno 2020.

Permessi 104 non sono incompatibili con lo smart working

Dunque chi lavora da casa in questo particolare momento ha ugualmente diritto ad usufruire dei permessi retribuiti per assistere un parente disabile, esattamente come se fosse in ufficio o altro luogo di lavoro.

Il decreto Cura Italia precisa che lo smart working non è incompatibile con la legge 104/1992, anzi, chi usufruisce del lavoro agile, sia in modo totale che parziale, matura gli stessi diritti dei lavoratori in sede (quindi ferie, ROL e altri benefici previsti dal contratto) ed i permessi sanciti dalla 104.

Quindi chi lavora da casa può chiedere al datore di sfruttare i permessi nelle forme ordinarie, sia giornalieri che orari. E questo vale tanto nel settore pubblico che in quello privato.

In seguito all’emergenza coronavirus le giornate di permesso sono state ampliate fino a 12 nei mesi da aprile a giugno e di tale incremento possono beneficiarne anche i dipendenti che lavorano da casa. Unico accorgimento - non imperativo - è di chiedere ove possibile permessi giornalieri e non orari, al fine di limitare gli spostamenti delle persone fisiche sul territorio, ma ripetiamo che si tratta di un suggerimento e non di un obbligo.

Le condizioni per ottenere i permessi 104 nello smart working sono le stesse di quelle ordinariamente previste:

  • disabilità grave riconosciuta del dipendente;
  • necessità di prestare assistenza ad un familiare affetto da disabilità grave (figli, coniuge, parenti e affini entro il secondo grado).

Cura Italia: i lavoratori disabili hanno diritto allo smart working

Oltre all’ampliamento dei giorni di permesso e all’estensione della 104 allo smart working, il decreto Cura Italia stabilisce anche un’altra importante novità per i dipendenti disabili: laddove l’attività lavorativa lo permetta, i soggetti che rientrano nella legge 104/92 (a cui è riconosciuta una disabilità grave) hanno diritto a lavorare da casa anche se l’esercizio commerciale e produttivo è tornato in funzione.

La stessa cosa vale per quei lavoratori che assistono un parente disabile. Infatti a causa della chiusura dei centri diurni è impossibile coniugare gli impegni lavorativi con gli obblighi assistenziali.

Naturalmente il diritto a lavorare da casa è esercitabile sono se la natura del lavoro lo consente, altrimenti il dipendente deve tornare in sede e chiedere i permessi previsti dalla legge.

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