Perché non investire in azioni Tesla

Con il tir Semi l’azienda produttrice di veicoli elettrici cavalca tratti sempre più futuristici e innovativi, tenendo bassi i prezzi. Eppure secondo alcuni non conviene investire nelle azioni di Tesla.

Perché non investire in azioni Tesla

L’ultima trovata dell’azienda di Elon Musk è un tir che va da 0 a 100 km/h in 20 secondi, mentre trasporta un carico di 40 tonnellate. È ovviamente elettrico, costa meno dei migliori modelli diesel presenti sul mercato e c’è già una corsa alla prenotazione dei veicoli. Allora perché non investire nelle azioni Tesla?

La domanda sorge spontanea, e la risposta è motivata nel dettaglio da Jon Markman, presidente di Markman Capital Insight, che tuttavia non nega le qualità di un’azienda che sta portando un’innovazione a tratti difficile da credere, rivoluzionaria in più di un aspetto.

Nel Tesla Semi, ad esempio, la trasmissione elettrica e il sistema di frenata non richiedono manutenzione e sono garantiti per 1 milione di miglia, il parabrezza è indistruttibile e il sedile del conducente è in una posizione che offre al guidatore la massima visibilità. C’è poi il software Advanced Autopilot, che mantiene una distanza di sicurezza automatica e ferma il veicolo in caso di necessità. Eppure, secondo Markman, la maggior parte degli investitori dovrebbe “scappare” dalle azioni Tesla.

Perché non investire in azioni Tesla?

A dispetto della corsa alle prenotazioni dei veicoli Tesla da parte di colossi come DHL e Wal-Mart, secondo Markman le azioni dell’azienda di Palo Alto hanno caratteristiche inverse rispetto all’azienda stessa.

In sostanza si possono riassumere storia societaria e mission di Tesla nella volontà di costruire un mercato automobilistico nuovo praticamente da zero mentre, al contempo, si compie un lavoro enorme di innovazione e ci si adatta per offrire prezzi competitivi.

Questo porta a un drastico bivio: se va bene si avrà un’azienda che innova, offre servizi pressappoco sconosciuti sul mercato e fa tutto a prezzi più bassi della concorrenza; se va male l’azienda rischia il collasso.

In passato Tesla ha attirato tanti investitori, colpiti molto più dalla storia personale del leader visionario Elon Mask che dalle azioni. Musk ha infatti creato, dal nulla, società come Zip2 e SpaceX, valutate miliardi di dollari, e cofondato X.com, che sarebbe poi diventata Paypal.

Ma i titoli migliori - secondo Markman - hanno di solito alla base aziende in crescita rapida e costante, modelli sicuri e leader dal profilo basso.
Puntare tutto su una strategia e non su una celebrità è fondamentale; in caso contrario si va incontro ad alti e bassi che rendono estremamente pericolosi gli investimenti.

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