Perché arrivano migranti con valigie e cagnolino al seguito?

A Lampedusa sono arrivati su un gommone 11 tunisini con cappelli di paglia, cagnolino e bagagli al seguito: non si tratta di una anomalia, ma soltanto una delle tante sfaccettature di un fenomeno molto complesso come quello dell’immigrazione.

Perché arrivano migranti con valigie e cagnolino al seguito?

In un momento di grande flusso migratorio, complice anche il tempo favorevole e l’allentamento dell’emergenza coronavirus nel nostro Paese, molto si sta parlando di uno sbarco per certi versi “anomalo” avvenuto nelle ultime ore a Lampedusa.

A bordo di un gommone, sono arrivati 11 tunisini sia donne che uomini tra cappelli di paglia e occhiali da sole oltre a bagagli e un barboncino al guinzaglio. Una immagine senza dubbio inedita ma che ci può far capire molte cose.

Le undici persone hanno messo ognuna una propria parte per acquistare il gommone, affrontando poi la traversata dalla Tunisia fino a Lampedusa. “Abbiamo comprato, tutti quanti, una barca, ognuno di noi ha dato un poco di soldi e abbiamo guidato per arrivare qua” ha spiegato la donna con il barboncino intervistata da Mediaset.

Sono stata 15 anni in Italia, poi sono tornata nel mio Paese e ora sono tornata di nuovo in Italia perché mi piace - ha poi aggiunto la donna - Spero di trovare un lavoro e la libertà perché in Tunisia è piena di carceri, è piena di schifo”.

Migranti con il barboncino: perché non ci dobbiamo meravigliare

Nonostante che l’Italia sia stata per secoli un Paese di migranti e ora, dagli anni ‘90 a questa parte, uno degli approdi principali dei viaggi della speranza, lo stupore molto amplificato dalla necessità di un propaganda politica per lo sbarco degli 11 tunisini con cane e bagagli, può essere la spia di come in fondo ci sia una diffusa miopia sul fenomeno dell’immigrazione.

Nel suo post social Matteo Salvini ha voluto evidenziare come questi migranti avessero occhiali da sole, smalto alle unghie, cappelli di paglia e addirittura le sigarette. L’ex ministro però si sarebbe dovuto soffermare sul fatto che il gommone fosse di loro proprietà.

Fermo restando che se devo fare una traversata in mare in piena estate non è strano indossare un cappello o un occhiale da sole, è sbagliata l’idea di fondo che un migrante che sbarca in Italia debba essere per forza un poveraccio.

Se consideriamo che un viaggio della speranza costa almeno 5.000 dollari, cifra proibitiva per molti in Africa e Asia, non è impensabile che questi migranti possano permettersi di avere in tasca un pacchetto di sigarette.

Il caso della Tunisia

L’aver poi comprato tutti insieme il gommone ha dato la possibilità di effettuare un viaggio più comodo tanto da poter portare anche un cane oltre ai bagagli. Il problema di fondo di questo sbarco “anomalo” va ricercato nella profonda crisi economica accentuata dal covid che sta mettendo in ginocchio la Tunisia.

Se queste persone hanno il diritto o meno di restare nel nostro Paese lo stabiliranno le autorità competenti, tanto si è discusso sulla questione dei migranti economici e dei profughi, ma bisogna ricordare che la Tunisia è uno dei pochi Paesi con cui l’Italia ha un accordo per i rimpatri.

Così come molti dei siriani che scappavano dalla guerra potevano permettersi di avere in tasca un bel cellulare, visto che magari fino a poco tempo prima erano dottori o ingegneri, chi adesso sta scappando dalla Tunisia è quello che potrebbe essere considerato come una sorta di ceto medio, che si può permettere di comprare un gommone e di indossare occhiali da sole alla moda.

Questa gravissima crisi economica globale produrrà nei prossimi mesi e anni un incremento dei flussi migratori, che non coinvolgerà la parte più povera della popolazione ma quella che ha a disposizione soldi da parte per affrontare il viaggio.

Il problema non è tanto lo smalto alle unghie, ma che questa crisi sta già costringendo il ceto medio di un Paese come la Tunisia a rischiare la vita in mare per cercare la fortuna in Italia o in Europa.

Se queste sono le premesse in futuro l’emergenza migratoria non potrà che accrescere: se non verrà affrontata subito la questione in maniera collegiale dall’Europa e dall’Onu, viste anche le notizie che arrivano dal mondo sul fronte coronavirus c’è il rischio di un vero e proprio caos, specie se la classe politica dovesse continuare a fare campagna elettorale ignorando i rischi di questo atteggiamento.

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