Perché Appendino è stata condannata a 6 mesi: cos’è il falso ideologico?

Chiara Appendino è stata condannata a 6 mesi di reclusione nel processo Ream per reato di falso ideologico. Si sospende da sola dal M5S, ma rimane sindaco di Torino.

Perché Appendino è stata condannata a 6 mesi: cos'è il falso ideologico?

Chiara Appendino è stata condannata. È di questo primo pomeriggio - in cui tutti gli occhi sono puntati sui risultati del referendum e delle elezioni regionali - la notizia che regala un nuovo duro colpo per il Movimento 5 Stelle: la sindaca di Torino è stata condannata a 6 mesi.

Il reato è di falso ideologico all’interno del processo Ream. Tale reato scatta quando viene accertata la presenza di menzogna all’interno di uno o più documenti. Appendino ha tuttavia scampato l’esser condannata per abuso di ufficio, così da non far scattare la legge Severino, che invece l’avrebbe costretta alla sospensione.

Perché Appendino è stata condannata a 6 mesi

Se i pubblici ministeri avevano chiesto 14 mesi di reclusione, alla fine la condanna dell’Appendino è di 6 mesi.

L’accusa, accertata per mezzo di condanna a seguito del processo, vede il Comune di Torino mancare di inserire la caparra dal valore di 5 milioni di euro all’interno del bilancio del 2017 versata da Ream, società al tempo si era proposta di riqualificare l’ex area Westinghouse. Il progetto, successivamente, fu affidato poi al gruppo Esselunga.

Ma non è solo la sindaca di Torino del Movimento 5 Stelle ad essere condannata a 6 mesi di reclusione: con le anche Sergio Ronaldo, assessore al Bilancio del Comune di Torino, mentre sale a 8 mesi la condanna per Paolo Giordana, ex capo di Gabinetto.

Come anticipato, il soprannominato processo Ream ha come fulcro principale l’attività di rilancio e riqualificazione dell’ex Westinghouse con l’obiettivo di costruire un centro concressi.

Per la prelazione su tale lavoro, nel 2012 la società Ream versò una caparra dal valore di 5 milioni di euro al Comune di Torino, quando Appendino non era ancora sindaca della città.
Tuttavia, nel 2013 a vincere la gara fu Esselunga. Entro il 2016, lo stesso anno in cui Appendino ha vinto le elezioni come sindaco, il Comune era tenuto a restituire i 5 milioni a Ream, ma non lo ha fatto e non ha segnato tale liquidità all’interno del bilancio del 2017. La restituzione è poi avvenuta nel 2018.

Cos’è il falso ideologico

Il falso ideologico è descritto dagli articoli 476 e seguenti del Codice Penale e si distingue tra falsità ideologica e falsità morale.
Il reato si realizza quando in presenza di menzogne all’interno di un documenti, proprio come accade, ad esempio, nel caso di dichiarazione di falsa residenza.

476. Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (2).

Il pubblico ufficiale [c.p. 357], che, nell’esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni.

Se la falsità concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso [c.c. 2700, 2702; c.p.c. 221, 227], la reclusione è da tre a dieci anni [c.p. 31, 32, 492, 493; c.n. 1134].

Appendino ancora sindaco di Torino, si autosospende dal Movimento 5 Stelle

La reazione della Appendino è stata immediata:

Porterò a termine il mio mandato da sindaca. Come previsto dal codice etico mia autosospenderò dal Movimento 5 stelle. Siamo stati assolti per tre reati su quattro perché non sussiste il fatto. Rimane in piedi il falso ideologico del 2016 su cui leggeremo le motivazioni. Sono profondamente convinta di aver fatto tutto nell’interesse dell’ente, quindi ricorreremo in appello.

Come è evidente anche dalle carte processuali, non ho tratto alcun vantaggio personale, anzi: l’accusa, nella sostanza, era di aver ingiustamente ‘avvantaggiato’ il Comune. Ricorrerò in appello,
certa della mia innocenza e della mia assoluta buona fede.

Appendino, evitando la condanna per abuso di ufficio, può continuare ad essere sindaca di Torino, senza far scattare la legge Severino, che in caso contrario avrebbe fatto scattare la sospensione.

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