Falsa residenza, cosa si rischia?

Isabella Policarpio

11 Dicembre 2020 - 10:39

11 Dicembre 2020 - 16:57

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Dichiarare una falsa residenza o “fittizia” è un reato e si rischia il carcere. Tutte le sanzioni e cosa succede dopo la cancellazione all’anagrafe.

Falsa residenza, cosa si rischia?

Dichiarare una residenza fittizia è un comportamento molto diffuso che non va sottovalutato: chi registra al Comune una falsa residenza - diversa dalla dimora abituale - commette un vero e proprio reato.

Le motivazioni che spingono un cittadino a dichiarare una falsa residenza sono tante: sfuggire alle notifiche degli atti giudiziari, alle multe, alle cartelle esattoriali o per beneficiare di sconti fiscali.

Ecco cosa dice la legge, i rischi, le sanzioni e le conseguenze della cancellazione della residenza.

Cos’è la residenza fittizia?

La falsa residenza spesso viene chiamata “residenza fittizia”, poiché è fissata in un luogo che non è la dimora abituale, ad esempio la seconda casa di villeggiatura oppure la casa dei genitori dove non si abita da anni.

Il motivo che spinge molte persone a fissare una residenza fittizia è l’alleggerimento degli oneri contributivi oppure il godimento di alcuni benefici fiscali (ad esempio lo sgravio dell’imposta sulla casa, Imu e Tasi).

Per questa ragione, chi dichiara un indirizzo di residenza falso commette un atto illecito.

Dichiarare una falsa residenza è reato

Chi dichiara una residenza diversa da quella reale commette il reato di Falso. La Cassazione penale (sentenza n. 29469/2018) ha ricompreso la falsa dichiarazione di residenza all’interno del reato di “Falso ideologico” previsto all’articolo 483 del Codice penale:

“Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni. Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.”

Il reato per residenza fittizia scatta quando la falsa dichiarazione è contenuta:

  • in un atto pubblico;
  • in un’autocertificazione, dato che quest’ultima va a confluire nei registri anagrafici che sono considerati atti pubblici a tutti gli effetti.


Dunque, chi dichiara una residenza falsa per evadere le tasse o rendersi irreperibile, commette un vero e proprio reato ed è punito con la pena detentiva che va da 3 mesi a 2 anni , a seconda della gravità del fatto.

Falsa residenza, come viene scoperta e chi controlla

Quando un cittadino si reca all’ufficio dell’anagrafe per registrare la propria residenza, l’ufficiale ha il dovere di verificare la veridicità di quanto dichiarato.

Spetta alla Polizia municipale (o da altro personale comunale autorizzato) svolgere gli accertamenti attraverso dei sopralluoghi. Inoltre l’ufficiale dell’anagrafe può invitare altre persone residenti nel Comune a fornire dei chiarimenti e interpellare le amministrazioni e gli enti pubblici e privati che ritiene necessari.

Se, nel corso degli accertamenti, emergono delle discordanze con quanto dichiarato, l’ufficiale dell’anagrafe è obbligato a segnalare il fatto all’autorità di pubblica sicurezza.

Nel caso in cui l’accertamento ha esito negativo o mancano i requisiti per l’elezione della residenza, l’ufficiale lo comunica prontamente al diretto interessato, avvisandolo che ha il diritto di presentare le sue osservazioni entro 10 giorni.

Come segnalare la falsa residenza

Per denunciare una o più persone che hanno fissato una falsa residenza, bisogna rivolgersi al Comune in cui si trova l’immobile in questione. L’ufficio competente è l’anagrafe.

Qui occorre segnalare il fatto, le persone coinvolte e l’indirizzo della casa dove è stata fissata la residenza fittizia.

L’ufficio anagrafe avviserà la Polizia Municipale e darà impulso ai controlli in loco per verificare se quanto segnalato corrisponde al vero. Se la persona denunciata non viene trovata a casa per tre volte, il Comune disporrà la “mancata presenza al domicilio”.

La persona interessata ha un anno di tempo per regolarizzare la propria posizione, altrimenti scatterà la cancellazione della residenza dall’archivio dell’anagrafe comunale.

Che succede se ti tolgono la residenza?

La cancellazione della residenza presso il Comune può avvenire per diversi motivi (ad esempio residenza fittizia, morte, trasferimento in un’altra città), e le conseguenze sono le seguenti:

  • la perdita del diritto di voto, in quanto si viene cancellati dalle liste elettorali;
  • l’impossibilità di richiedere o rinnovare documenti importanti come carta d’identità e certificati anagrafici;
  • la cancellazione dall’assistenza sanitaria (il medico di famiglia dipende dal luogo di residenza).

In caso di cancellazione, la posizione anagrafica può essere ripristinata con una nuova richiesta di iscrizione all’anagrafe dello stesso Comune.

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