Si può cambiare stato di famiglia senza cambiare la residenza? Generalmente la risposta a questa domanda è no, ma esiste un caso in cui è possibile.
Si può uscire dallo stato di famiglia mantenendo la stessa residenza? Chi convive, solitamente, rientra nello stesso stato di famiglia e uscirne senza cambiare la residenza non è così facile. Lo stato di famiglia è definito come un certificato anagrafico che attesta la composizione di un nucleo familiare residente nella stessa abitazione, elencando i componenti per nome, cognome, data di nascita e grado di parentela.
Il certificato si basa non solo su legami di sangue, ma anche sulla convivenza anagrafica e include tutti coloro che hanno la stessa residenza e sono legati da vincoli affettivi, parentelari, matrimoniali, di adozione o tutela.
I componenti di una stessa famiglia che vivono nella stessa casa danno vita, per legge, allo “stato di famiglia”. Questo significa che, per esempio, due coinquilini che condividono un appartamento non fanno parte dello stesso stato di famiglia, pur avendo la stessa residenza, ma che un genitore e un figlio, entrambi lavoratori, che vivono nella stessa abitazione, rientrano nel certificato.
Le ragioni per cui si può desiderare uscire dallo stato di famiglia sono principalmente legate alla possibilità di beneficiare di vantaggi fiscali nel momento in cui si richiedono bonus o aiuti, come nel caso in cui si dovesse necessitare dell’assistenza di un legale, senza però poterne pagare uno, dovendosi quindi appoggiare a uno d’ufficio. In tal caso, l’accesso al patrocinio a spese dello Stato è subordinato al superamento di determinati limiti di reddito del nucleo non supera un determinato limite. Normalmente, comunque, lo stato di famiglia viene richiesto nel momento in cui si calcola l’Isee, andando a incidere su questo.
Cos’è lo stato di famiglia
In breve, quando ci si riferisce allo stato di famiglia si intendono i diversi componenti di uno stesso nucleo familiare conviventi nella stessa residenza, presso lo stesso indirizzo. Queste informazioni vengono indicate su un apposito certificato rilasciato dal proprio Comune di appartenenza.
Il documento in questione può essere richiesto in diverse occasioni, come per il calcolo dell’Isee o per poter procedere con la richiesta del mutuo in banca. Per poterlo ricevere è necessario presentare l’apposito modulo ed essere in possesso di: carta di identità, codice fiscale, contratto di locazione/acquisto dell’abitazione/o comodato d’uso, patente e libretto. Nel momento in cui viene fatto il cambio di residenza, lo stato di famiglia cambia di conseguenza.
La richiesta può essere inviata in tre modalità differenti:
- di persona, allo sportello del comune, dove verrà rilasciato immediatamente il certificato;
- online, quando permesso dal proprio comune, attraverso l’apposito portale comunale;
- per email o per posta ordinaria, in questo caso sarà richiesto l’invio di una copia del documento e del codice fiscale per poter procedere con l’emissione del certificato.
Il certificato ha durata massima di sei mesi, e un costo variabile:
- sempre gratuito se si richiede online;
- €16,00 (imposta di bollo) + €0,50/0,52 di diritti di segreteria;
- solo diritti di segreteria se si cita la norma di esenzione.
Come cambiare lo stato di famiglia
Con il cambio di residenza, lo stato di famiglia varia automaticamente, essendo composto dai soggetti che abitano uno stesso immobile. Nel caso in cui, quindi, si desiderasse mantenere il proprio stato di famiglia l’unico modo sarà anche quello di non cambiare residenza.
Per esempio, una persona che lascia casa dei genitori per andare a vivere e lavorare in un altro comune e volesse mantenere lo stesso stato di famiglia, non dovrebbe cambiare ufficialmente residenza. In caso contrario, invece, questo varierà di conseguenza. È chiaro, quindi, che l’unico modo per poter fare questa modifica è trasferirsi e finalizzare il cambio di residenza attraverso i canali ufficiali. A questo punto sarà anche necessario munirsi di un nuovo certificato nel caso in cui venisse richiesto, non potendo più utilizzare quello riferito alla situazione precedente, nel caso in cui non fosse ancora scaduto.
Quando si può uscire dallo stato di famiglia senza cambiare residenza
Per quanto detto finora, uscire dallo stato di famiglia senza cambiare residenza non è sempre possibile e, soprattutto, non è facile. L’unico modo per farlo, quando si è legati da parentela, affetto o matrimonio ai propri conviventi, è quello di frazionare l’immobile in due unità abitative distinte e autonome. La separazione anagrafica, infatti, è possibile solo nel caso in cui non sussistano vincoli di parentela, affinità o matrimonio e si deve dichiararlo all’ufficio anagrafe.
Anche se non sempre è di facile realizzazione, il frazionamento immobiliare è l’unico modo per ottenere due stati di famiglia distinti mantenendo la stessa residenza. Per realizzare i due immobili sono necessari lavori strutturali e pratiche edilizie perché ogni unità deve avere accesso proprio e impianti separati.
Si tratta di una procedura del tutto legale, ma richiede spese abbastanza alte che, nella maggior parte dei casi, la rende poco conveniente. In alcuni casi è impossibile da realizzare (si pensi a un appartamento che ha una sola entrata e non permette di realizzarne un’altra).
Non si tratta di un processo pratico e sempre attuabile, ma rimane comunque l’unica modalità possibile per poter procedere con l’uscita dallo stato di famiglia senza doversi effettivamente trasferire, potendo quindi usufruire di tutti i vantaggi che ne conseguirebbero.
Nucleo familiare e stato di famiglia: quali sono le differenze
Può accadere che il concetto di stato di famiglia venga confuso con quello di nucleo familiare. Le due definizioni non sono da considerarsi sinonimi e hanno invece delle differenze importanti a livello burocratico.
Lo stato di famiglia infatti si riferisce alla “famiglia anagrafica”, definizione che indica l’insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, che coabitano tra loro e hanno stessa residenza. Ciò significa che può riferirsi anche a una sola persona, oppure è anche possibile che esistano più stati di famiglia diversi sotto uno stesso tetto, come nel caso di due o più coinquilini non legati da parentela o affinità.
Il nucleo familiare, come il documento precedente, viene utilizzato per calcolare l’Isee e la richiesta di diverse agevolazioni, ma si riferisce a tutti i soggetti fiscalmente a carico e non coincide necessariamente con lo stato di famiglia. Per esempio, uno studente che cambia residenza avrà uno stato di famiglia diverso dai propri genitori, ma nel caso in cui questi dovessero ancora mantenerlo, sarà comunque ancora fiscalmente a loro carico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA