Pensioni, proroga Opzione donna 2017: a che punto siamo?

Chiara Troncarelli

6 Ottobre 2016 - 13:30

13 Ottobre 2016 - 15:55

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Riforma pensioni, proroga Opzione donna 2017: scaduto il termine previsto al 30 settembre il Governo deve ancora decidere su Opzione donna. Facciamo il punto della situazione.

Riforma pensioni: raggiunto l’accordo tra Governo e sindacati sul tema delle pensioni, la proroga Opzione Donna resta ancora una delle questioni irrisolte per le lavoratrici italiane che vorrebbero poter andare in pensione anticipata.

Entro il 30 settembre 2016 il Governo poteva decidere se rinnovare il regime di pensione anticipata per le donne tramite Opzione donna valutando le risorse a disposizione per sostenere i costi dell’uscita anticipata dal mondo del lavoro.

Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità, il Governo è tenuto a trasmettere alle Camere entro il 30 settembre di ogni anno una relazione basata sul monitoraggio effettuato dall’Inps relativo agli oneri previdenziali da sostenere per finanziare Opzione donna.

Vediamo quali sono le ultime notizie su proroga Opzione donna, in particolare quali sono i nodi da sciogliere su cui il Governo dovrà lavorare per poter prorogare Opzione donna.

Proroga Opzione donna: quali sono i nodi da sciogliere?

Attualmente il dibattito parlamentare è molto acceso sulla possibilità da parte del Governo di decidere una proroga Opzione donna.

La possibilità di proroga Opzione donna è infatti sostenuta da più partiti politici perchè consentirebbe di far andare in pensione anticipata ad un numero di lavoratrici donne che non avrebbero modo di accedere al regime pensionistico perchè attualmente ne sono rimaste escluse.

La richiesta unanime della maggioranza dei parlamentari italiani è quella di una proroga di Opzione donna fino al 31 dicembre 2018. In questo modo si renderebbe la sperimentazione più equa perchè di fatto si supererebbero quelle discriminazioni a cui andrebbero incontro alcune lavoratrici a causa dell’età anagrafica.

I nodi da sciogliere sulla possiblità di una pensione anticipata per le lavoratrici riguarderebbero infatti sia il dato anagrafico che quello economico.

Proroga Opzione donna: il problema anagrafico

Se la proroga Opzione donna non ci sarà in base alla normativa vigente sarebbero penalizzate le lavoratrici donne nate negli anni 1957/1958 e più precisamente nell’ultimo trimestre, le quali non potrebbero avere accesso al pensionamento anticipato previsto con Opzione donna per mancanza dei requisiti richiesti.

L’ostacolo per tali lavoratrici infatti risiederebbe nell’allungamento dei termini di aspettativa di vita delle donne italiane. I tre mesi in più di età anagrafica richiesti dall’Inps per l’adeguamento dell’aspettativa di vita, rappresentano un problema.

Proroga Opzione Donna: le risorse ci sono?

Per il finanziamento di Opzione donna la Legge di Stabilità 2016 ha previsto lo stanziamento di 160 milioni di euro per l’anno 2016 e 49 milioni per l’anno 2017.

Lo stesso Ministro del Lavoro Giuliano Poletti aveva dichiarato che era possibile una proroga Opzione donna per consentire alle lavoratrici in possesso dei requisiti richiesti dalla legge di usufruire del regime Opzione donna.

In particolare proprio sulle risorse per finanziare la proroga Opzione donna, la Legge di Stabilità ha previsto che:

«Qualora dall’attività di monitoraggio dovesse risultare, in particolare, un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa, con successivo provvedimento legislativo verrà disposto l’utilizzo delle risorse non utilizzate per la prosecuzione della sperimentazione o per interventi con finalità analoghe».

Il Governo quindi dovrà decidere sulla proroga dell’Opzione donna, dati alla mano, e valutare se estendere la proroga Opzione donna fino al 2018.

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