Pensioni flessibili: così Enrico Giovannini cambierà la Riforma Fornero?

Valentina Pennacchio

15/05/2013

Pensioni flessibili: così Enrico Giovannini cambierà la Riforma Fornero?

In attesa del decreto su IMU e Cassa integrazione (su cui potrebbe essere probabile un “intervento tampone” in attesa di trovare una soluzione alle coperture finanziarie), previsto per venerdì, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, pensa a come occuparsi delle altre priorità in materia di lavoro che il suo ruolo impone, come le pensioni. Saranno le pensioni flessibili l’alternativa di Enrico Giovannini alla Riforma Fornero?

Il ministro è consapevole delle difficoltà che dovrà gestire con il suo dicastero, alla luce di dati più che eloquenti: il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 38,4%, i giovani disoccupati sono circa 635.000. E’ innegabile, senza crescita non può esserci lavoro:

“Pensare che interventi sul mercato del lavoro, di natura normativa, fiscale e contributiva possano generare posti di lavoro sufficienti per assorbire la disoccupazione è irrealistico. Se la produzione non cresce nei prossimi mesi e anni non c’è possibilità di riassorbire questa disoccupazione. Anche se trovassimo la ricetta migliore del mondo non è detto sia quella ottimale”.

I dati Isfol

Nei giorni scorsi era ventilata l’ipotesi di una modifica della Riforma Fornero, modifica a cui Enrico Giovannini sembra tuttora disposto, ma con la giusta attenzione, perché

“per toccare una riforma che finalmente sta producendo gli effetti voluti bisogna essere estremamente attenti perché l’instabilità normativa non è amata dagli investitori”.

Gli effetti voluti sarebbero, secondo i dati diffusi dall’Isfol: la contrazione dei contratti di collaborazione e di lavoro intermittente, che prevedono una minore tutela per il lavoratore, a vantaggio del lavoro a tempo determinato. Tuttavia, i dati suddetti fotografano anche altre dinamiche, quali: un lieve aumento dei contratti a termine e quelli di apprendistato, nonché delle “cessazioni di lavoro” e una contrazione dei contratti a tempo indeterminato. Enrico Giovannini ha sottolineato che:

“Nel 2012 la situazione occupazionale è peggiorata notevolmente. Fino a settembre c’è stata una tenuta legata agli effetti degli ammortizzatori sociali, ma da ottobre c’è stato uno smottamento particolarmente preoccupante”.

Esodati e Pensioni flessibili

In materia di pensioni Enrico Giovannini potrebbe apportare modifiche alla Riforma Fornero. In particolare, si pensa ad una flessibilizzazione in uscita, in cambio di penalizzazioni. In altri termini, si potrà andare prima dell’età prevista in pensione, ma beneficiando di un trattamento pensionistico ridotto.

Sul tema degli esodati Enrico Giovannini sta cercando di arrivare ad “una quantificazione precisa” del loro numero per capire come intervenire visto che:

“Dietro queste parola, esodato salvaguardato, ci sono casi molto variegati. E una parte di questi casi non è relativa a persone che sono state colpite dalla riforma, ma che sono in difficoltà economiche perchè magari hanno perso il lavoro, che pensano di essere parte di quella categoria, mentre forse vanno trattate in maniera diversa".

La soluzione del Governo Letta potrebbe essere la staffetta generazionale, ipotesi piuttosto costosa su cui i sindacati hanno già mostrato un moderato apprezzamento, a differenza di alcuni esperti del lavoro, come Michele Tiraboschi, docente di diritto del lavoro presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, che l’ha definita inutile, soprattutto perché già attuata, senza risultati, dalla legge Treu del 1997:

“Può servire soltanto a poche grandi imprese che hanno bisogno di sbarazzarsi di forza lavoro obsoleta. Nessun lavoratore che guadagna 1200 euro al mese può permettersi un part time a 60 anni, a meno che non possa integrare con il sommerso”.

Il ministro Enrico Giovannini ha infine dichiarato di voler procedere con un’ampia opera di semplificazione, affidata ad un sottosegretario, al fine di abbattere quegli oneri burocratici relativi al lavoro e alla previdenza per cui le imprese spendono circa 5 miliardi di euro l’anno.

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